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La guerra dei droni
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Da attacco, difesa, perlustrazione, aerei, navali e terrestri. Oggi il problema è produrli velocemente e a basso costo senza dipendere dalla Cina. Ma per l’Europa è più difficile: a giocare contro sono i costi, i materiali rari fino alle nostre normative anti inquinamento.

Come era già accaduto durante molti altri conflitti avvenuti nei secoli scorsi, anche la guerra russo-ucraina ha costretto le parti in guerra a innovare nel campo della tecnologia. Nello scenario ucraino nessuna delle due parti ha potuto fare ampio uso di mezzi aerei tradizionali a causa delle dense difese aeree presenti e li sta usando soltanto per missioni particolari a medio e lungo raggio. Tutto il resto lo fanno artiglieria e soprattutto i droni, in prevalenza aerei ma anche navali e terrestri, questi ultimi entrati in azione a livello sperimentale. Così i droni stanno ora dominando la guerra e stando ai dati provenienti dal fronte essi stanno causando almeno il 60% delle vittime.

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Pokrovsk, 300 russi entrano in città
Equipaggiamento dei droni (Ansa). Nel riquadro, una scena di guerriglia durante la presa della città di Pokrovsk
L’incursione è stata fatta sfruttando la nebbia, che ha ridotto la visibilità dei droni. Volodymyr Zelensky: «Situazione difficile, ma ci difendiamo». Vladimir Putin vuole l’accerchiamento.

Mentre la diplomazia arranca, la armate di Mosca avanzano sul fronte ucraino, con le truppe di Kiev costrette alla ritirata strategica su più direttrici per evitare l’accerchiamento. A Nordest, le forze russe hanno sferrato ieri un nuovo assalto nella regione di Donetsk, riuscendo a penetrare nella città di Pokrovsk con un contingente di circa 300 soldati che, secondo fonti ucraine, avrebbero sfruttato la fitta nebbia per avanzare di sorpresa. La battaglia per Pokrovsk, epicentro del conflitto da settimane, si sta rivelando una delle più dure dall’inizio dell’anno: la città è uno snodo vitale per la logistica ucraina e la sua caduta aprirebbe ai russi la via verso il cuore del Donetsk.

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La Bei taglia le scuole per finanziare la Difesa
Un Leopard «Frankenstein» con il sistema d'arma Oerlikon Skyranger come quelli che saranno prodotti a Roma da Rheinmetall
La Banca europea degli investimenti annuncia di voler aumentare la quota di prestiti nel settore bellico: un aiuto alla Von der Leyen che sogna il «muro anti Putin». Intanto Rheinmetall produrrà droni militari in Sardegna e i carri armati «Frankenstein» a Roma.
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Il super caccia d’Europa non decolla. Duello Parigi-Berlino per il comando
Fcas jet
  • Il progetto del velivolo, esposto nel 2017, è tuttora un modello in cartapesta paralizzato dagli interessi. La francese Dassault rivendica la leadership, no di Airbus che sonda altri partner. In ballo 100 miliardi.
  • Bruxelles vuole utilizzare i fondi congelati senza sapere se potrà rimborsarli a Mosca.

Lo speciale contiene due articoli

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Piovono droni, ma nessuno ha la «firma» di Vladimir: Oslo arresta tre tedeschi
Vladimir Putin (Ansa)
Nuovi sospetti sulla Russia dopo un sorvolo in Germania: aerei fermi a Monaco. Il ministro dell’Interno: «Campanello d’allarme». E Mark Rutte getta benzina sul fuoco.
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