guerra ucraina

{{ subpage.title }}

Neanche quella di Kiev è una «nostra» guerra
Ansa
Giusto evitare di impantanarsi in Medio Oriente, ma perché allora stiamo facendo i kamikaze contro Mosca?

«Non è la nostra guerra». Così ha detto - e ha perfettamente ragione - il ministro degli esteri Antonio Tajani a giustificazione del rifiuto opposto, almeno in prima battuta, dall’Italia (come pure da Francia, Germania e perfino Gran Bretagna, nonostante lo storico «rapporto speciale» di quest’ultima con gli Usa) alla richiesta di Donald Trump di inviare navi militari per unirsi a quelle americane ai fini del ripristino della libertà di navigazione nello stretto di Hormuz, bloccato dall’Iran a seguito dell’attacco subito a opera di Israele e degli Usa.

Continua a leggereRiduci
Orbán e Fico ci risparmiano il ventesimo pacchetto delle inutili sanzioni a Putin
Vitkor Orbán e Robert Fico (Ansa)
  • L’Ucraina ricorda oggi il quarto anniversario dall’inizio delle ostilità: Von der Leyen nella capitale. Ungheria e Slovacchia pretendono il ripristino dell’oleodotto Druzhba.
  • Mosca resta la regina del grano. Uno studio rileva che l’Italia è costretta a produrre meno a causa dei costi elevati e delle folli politiche europee. E finiamo per comprare il cereale russo dalla Turchia.

Lo speciale contiene due articoli.

Continua a leggereRiduci
Berlino vuole guadagnare sul prestito a Kiev
Industria bellica tedesca (Ansa)
Furbata dei tedeschi: siccome hanno dato più fondi alla resistenza, pretendono che un’ampia quota dei 90 miliardi per l’Ucraina sia usata per comprare loro armi. Marco Rubio: «Progressi nelle trattative». Volodymyr Zelensky pronto a vedere lo zar. I russi: «Venga a Mosca».

Dopo che i leader europei hanno approvato il prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina, la Germania cerca di mettere sotto scacco i Paesi dell’Ue, facendo uno sgambetto soprattutto all’Italia e alla Francia.

Continua a leggereRiduci
Addio pure al capo degli 007 di Kiev. Zelensky molla tutti pur di salvarsi
Vasyl Malyuk (Ansa)
Lascia Vasyl Malyuk, che aveva provato a smantellare gli organi anti-corruzione ucraini. Il rimpasto post scandalo continua: altri incontri per il premier. Oggi vertice dei «volenterosi» con Steve Witkoff e Jared Kushner.

A un ritmo incessante, il presidente ucraino Volodymyr Zelensky prosegue il rimpasto tra le figure apicali di Kiev nel tentativo di riconquistare un margine di credibilità dopo lo scandalo sulla corruzione. E ieri il leader di Kiev, dopo varie pressioni, ha ottenuto le dimissioni del capo dei Servizi di sicurezza dell’Ucraina (Sbu), Vasyl Malyuk, che guidava l’agenzia dal luglio del 2022. Malyuk continuerà a lavorare nello Sbu senza però ricoprire un ruolo di vertice.

Continua a leggereRiduci
Giallo sul raid contro la villa di Putin. Mosca schiera i missili in Bielorussia
Volodymyr Zelensky continua a negare la responsabilità dell’attacco alla casa dello zar. Parigi lo appoggia: «Nessuna prova». Il 6 gennaio riunione dei Volenterosi in Francia. Ipotesi dispiegamento di truppe Usa in Ucraina.

Il processo diplomatico ucraino prosegue nei suoi percorsi tortuosi. Ieri, il ministro degli Esteri di Kiev, Andrii Sybiha, ha respinto l’accusa russa, secondo cui l’Ucraina avrebbe effettuato un attacco contro la residenza di Vladimir Putin. «Non è mai avvenuto alcun attacco del genere», ha dichiarato Sybiha, per poi aggiungere: «La Russia ha una lunga storia di false affermazioni: è la loro tattica distintiva». Del resto, l’altro ieri, Volodymyr Zelensky aveva bollato le accuse del Cremlino come «una completa invenzione volta a giustificare ulteriori attacchi contro l’Ucraina».

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy