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Guerra già vinta dai big della difesa. Ai loro azionisti ora vanno 5 miliardi

Record di dividendi nel 2025 per i colossi del settore nel Vecchio continente (a fronte della frenata americana). Così Ursula, cavalcando lo spauracchio dello zar, spera di evitare la strage di industrie causata dal green.

La guerra tra Russia e Ucraina ha già un vincitore: le grandi aziende della Difesa. Il Financial Times ha stimato che i colossi europei, quest’anno, distribuiranno in dividendi agli azionisti la bellezza di 5 miliardi di dollari, poco meno di 4 miliardi e mezzo di euro.

Il quotidiano britannico ha commissionato il calcolo al Vertical research partners, che ha misurato la crescita delle quote destinate agli investitori a partire dallo scoppio delle ostilità nell’Est. La tendenza che si registra nel Vecchio continente è opposta a quella osservabile Oltreoceano: negli Stati Uniti, i guadagni degli stakeholder hanno raggiunto un picco decennale nel 2023, ma poi sono precipitati insieme agli investimenti.

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Il tycoon revoca le derive verdi emanate sotto la presidenza Obama
Donald Trump (Ansa)
Minato il complesso di leggi che fungeva da base per regolamentare i gas serra, ritenuti una minaccia per la salute. Gli Usa puntano sul massimo sviluppo energetico e in Ue il Green deal torna in discussione.

Con un colpo di pennarello ha cancellato «la più grande truffa mai messa in atto a livello globale». Parola di Donald Trump, che così si era espresso appena eletto e poi nel settembre scorso all’assemblea generale dell’Onu a proposito del cambiamento climatico. E con lo stesso pennarello ha cassato Barack Obama e l’Endangerment Finding, il complesso delle leggi su cui ha poggiato per un quindicennio il luogo comune ambientalista secondo cui la fine del mondo era prossima a causa della CO2 e delle emissioni.

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«In corso indagini sul finanziere»
Pam Bondi (Ansa)
Pam Bondi, procuratrice generale Usa, audita al Congresso: «Io vicina a chi soffre». Cade un altro diplomatico francese. Parigi incoraggia eventuali vittime a farsi avanti.

Ha fatto ricorso alle solite tecniche di manipolazione e ribaltamento della realtà il Partito democratico americano ieri nel corso dell’audizione di Pam Bondi, ministro della Giustizia Usa, sullo scandalo Epstein. Durante la seduta, infatti, i dem - sorvolando sul dettaglio che il loro ex presidente Bill Clinton è implicato nello scandalo e sarà chiamato a testimoniare il prossimo 27 febbraio - hanno mandato avanti la deputata Pramila Jayapal per chiedere a Bondi, con straordinaria impudenza, di «scusarsi con le vittime di Epstein» (alcune delle quali presenti in Aula) per aver «coperto i clienti pedofili, oscurando i loro nomi nei file resi pubblici la settimana scorsa».

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Per Maurizio Belpietro, con il blocco navale finalmente l’Italia prova a riprendere il controllo dei confini e a stabilire che è lo Stato a decidere chi entra in Italia. Stop agli ingressi illegali, verifiche più rigorose sulla protezione internazionale e rimpatri possibili per chi non ha diritto a restare.

Milano-Cortina, meravigliosa Brignone. È oro nel Super G
Federica Brignone vince l'oro nel Super G femminile delle gare di sci alpino ai Giochi olimpici invernali di Milano-Cortina 2026 (Ansa)

Sulle Tofane Federica Brignone firma una discesa splendida e regala all’Italia l’oro olimpico nel superG di Cortina. Dieci mesi dopo il grave infortunio, torna al vertice davanti alla francese Romane Miradoli e all’austriaca Cornelia Huetter, in una gara segnata da molte cadute e dall’uscita di Sofia Goggia. Per l'Italia è il quinto oro ai Giochi.

Cortina si tinge d’azzurro e lo fa nel giorno più atteso. Federica Brignone ha vinto la medaglia d’oro nel superG delle Olimpiadi di Milano-Cortina 2026, firmando una gara di grande lucidità su una pista difficile, segnata da nebbia e da passaggi tecnici che hanno messo in crisi molte delle favorite. Sotto gli occhi del presidente della Repubblica Sergio Mattarella, presente alle Tofane, la valdostana ha chiuso in 1’23”41, un tempo che nessuna è riuscita ad avvicinare davvero.

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