francesco borgonovo

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Nel delitto di Garlasco tornano al centro DNA, computer e dinamica dell’omicidio.Ospite a Segreti, il genetista Matteo Fabbri smonta letture forzate: il DNA sulle cannucce e i reperti di cucina non sono databili e non possono riscrivere da soli la scena del crimine.

In questa puntata di Segreti smontiamo uno dei miti più duri a morire sul delitto di Garlasco: il presunto movente legato al computer di Alberto Stasi. Le nuove analisi chiariscono cosa fece davvero Chiara Poggi in quei minuti chiave e fanno crollare una narrazione che per anni ha orientato opinione pubblica e processo.

Gianluca Zanella e Francesco Borgonovo affrontano uno dei nodi più controversi del caso Garlasco: il tema della pedopornografia attribuita ad Alberto Stasi. Dalla denuncia contro la criminologa Anna Vagli alla ricostruzione delle perizie sul computer, la puntata chiarisce cosa fu realmente trovato, cosa no e perché quel presunto movente non è mai entrato nel processo.

Panorama condannato per aver definito “pirati” gli attivisti delle ONG, anche se sono proprio loro a rivendicare violazioni e forzature delle leggi. È un attacco alla libertà di stampa, ma le anime belle non si scandalizzano. E mentre si difende la presunta libertà di violare i confini, si infierisce su chi fa scelte davvero controcorrente come la famiglia del bosco.

Giovani fragili, il patriarcato però c’entra poco. Fa danni l’ideologia
(IStock)
  • La psicologa Laura Pigozzi: «Il bambino per crescere non ha bisogno di una presenza troppo assidua. Oggi la donna tende a prendere su di sé anche il ruolo del padre. E pure in politica si “allattano” i cittadini come fossero infanti».
  • Lo scrittore Walter Siti: «I genitori proteggono i figli dai rischi sbagliati: regalano loro un telefonino a 8 anni per sapere dove si trovano e così li espongono a ogni genere di pornografia. I cortei in piazza non invertiranno la deriva».

Lo speciale contiene due interviste.

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