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I baroni insidiati all’attacco delle università online

I baroni insidiati all’attacco delle università online
(iStock)

I baroni universitari sono sul piede di guerra. Da un po’ di tempo a questa parte vedono infatti il loro regno assediato. Non dai concorsi che impediscono di trasmettere la cattedra di padre in figlio, o da «maestro» a «discepolo».

così da poter perpetrare una gestione nepotistica dove tra professori ci si scambia favori e clientele (molte Procure hanno aperto inchieste per corruzione e turbativa d’asta, con decine di docenti coinvolti). No, a minacciare la baronia sono le università telematiche, che nel giro di un decennio hanno conquistato centinaia di migliaia di iscritti (in cinque anni sono più che raddoppiati, raggiungendo e superando la soglia dei 300 mila studenti), mettendo a repentaglio potere, visibilità e consulenze dei docenti delle università tradizionali.

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Gratteri «minaccia», il Colle in silenzio
Nicola Gratteri (Ansa)
Dopo averci detto che le persone perbene sono per il No, il procuratore di Napoli lancia messaggi intimidatori alla stampa non fedele al suo pensiero: «Poi faremo i conti...».

Stiamo passando giorni a raccontare la devastazione delle vite di innocenti compiute da taluni magistrati: i giorni in carcere (per alcuni mesi o addirittura anni); lo spettro di un buco nero contro il quale non vedi altra via d’uscita se non la voglia di farla finita perché tutto attorno a te crolla; la montagna di soldi spesi per contrastare un’accusa che ti sommerge con intercettazioni e quant’altro. Storie di innocenti considerati già colpevoli per effetto dei processi mediatici, la cui eco proseguirà anche dopo che un magistrato veramente terzo vede la tua innocenza, dopo che altri si erano appiattiti sulle tesi del pubblico ministero.

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Le Fiamme gialle del Comando provinciale Udine e Verona, nel corso del costante controllo economico del territorio e delle principali arterie ferroviarie, hanno sottoposto ad ispezione alcuni vagoni ferroviari «tank container» adibiti al trasporto di sostanze chimiche e destinati verso il sud Italia.

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Mario Giordano presenta il libro “I re di denari”, nel quale denuncia l’enorme potere delle banche in Italia: un potere aumentato in seguito alla crisi finanziaria del 2011-2013, basato più sulla gestione del risparmio che sull’economia reale e alimentato da lotte di potere nello stesso sistema bancario. Giordano riflette anche sulla divisione politica non più tra destra e sinistra, ma tra élite e popolo e sul ruolo della famiglia oggi.

Anm, Cei e Cgil ormai pensano solo a ciò che non li riguarda
Maurizio Landini (Ansa)
Nonostante il calo di vocazioni e la fuga dal sindacato, hanno scelto la metamorfosi per fare politica contro il governo Meloni.

Da qualche tempo nel nostro Paese sta succedendo qualcosa di nuovo. È una metamorfosi che, sottotraccia ma incalzante, sta modificando i termini del confronto civile. Inesorabilmente. Alcuni grandi enti, alcune grandi istituzioni civili e sociali stanno cambiando mestiere. La Cei, Conferenza episcopale italiana, la Cgil, Confederazione generale italiana del lavoro, e la Anm, Associazione nazionale magistrati, non sono più quelle di una volta. Non agiscono più all’interno del loro ambito di competenza. Hanno deciso di scendere in campo, in trasferta. Cioè, abbandonando il loro scopo, la loro ragione sociale. Tralasciando il motivo per cui sono nate e che dovrebbe impegnarle a fondo e assorbire tutte le loro energie perché attraversano momenti, come dire, un tantino difficili.

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