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L’emendamento sui rimpatri passa in Senato senza strilli: tre giorni dopo si desta il Colle
Ansa
Scandalo a scoppio ritardato (e sospetto) per un provvedimento simile a quello adottato da un sindaco nero e dem di New York, Eric Adams.

Ma perché l’emendamento della discordia sul riconoscimento agli avvocati di un bonus di 650 euro per ogni straniero che volontariamente decide di lasciare l’Italia è diventato un caso solo domenica? Il calendario dei lavori parlamentari ci racconta ben altro: l’emendamento Lisei, Occhiuto, Pirovano, Gelmini è stato approvato in Aula venerdì 17 aprile, e nessun intervento accenna a quel che pochissimi giorni dopo diventerà quello scempio ai diritti costituzionali di cui si sono riempiti la bocca tra i banchi dell’opposizione.

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Il decreto Sicurezza passa. Ma già domani in cdm arriveranno le correzioni
Ansa
Ok della Camera al testo con la discussa norma sul bonus pro rimpatri per gli avvocati (che però verrà cancellato). Opposizioni critiche. I vannacciani: «È un dl timidezza».

L’aula della Camera ha approvato ieri in via definitiva il decreto Sicurezza, sul quale il governo ha posto la fiducia. I voti favorevoli sono stati 203, i contrari 117 e 3 gli astenuti. Il decreto contiene la norma al centro delle perplessità del Quirinale (e degli avvocati), ovvero quella che prevede il bonus di 615 euro per i legali i cui clienti scelgano il rimpatrio volontario, senza opporsi, e quella che assegna il compito di erogare il bonus al Consiglio nazionale forense.

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Rimpatri volontari, nessun diritto verrebbe violato. Perciò la Costituzione è rispettata
Ansa
L’immigrato è libero di aderire o no, il difensore resta vincolato ai doveri deontologici.

In occasione della conversione in legge formale del decreto legge n. 23/2026 (c.d. «sicurezza»), già approvato dal Senato della Repubblica e ora in discussione alla Camera dei deputati, è stato previsto che, nei programmi di rimpatrio volontario assistito, il ministero dell’Interno possa avvalersi anche della collaborazione del Consiglio nazionale forense.

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La Meloni rimpatria Mattarella
Sergio Mattarella e Giorgia Meloni (Ansa)
Il pagamento per chi favorisce il ritorno a casa dello straniero che non ha diritto a restare qui si estenderà, oltre che agli avvocati, ad associazioni e organizzazioni internazionali. Ma il principio resta: evitare di intasare i tribunali e smontare il business migratorio.

Sapete perché a sinistra sostengono che il decreto per favorire l’assistenza legale nei rimpatri di clandestini sia gravissimo? Perché smonta il business dell’assistenza e fa sfiorire gli affari di un sistema che campa sull’immigrazione. Ricordate le parole di Salvatore Buzzi, il compagno che a Roma aveva dato vita a una cooperativa specializzata nell’accoglienza? «Gli stranieri sono meglio della droga, perché con loro si guadagna di più».

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Vogliono impedire i rimpatri
Ansa

Il duro scontro sui soldi agli avvocati dei clandestini che scelgono di tornare a casa loro smaschera l’ideologia immigrazionista. Inizia ad andare a regime il centro in Albania finora boicottato dai giudici. Ecco come funziona e chi vi è trattenuto: già 83 espulsi. Un minorenne egiziano indiziato per l’uccisione di un ragazzo a Pavia. Con un cacciavite...

Il nostro è un Paese meraviglioso, soprattutto per le contraddizioni. Prendete ad esempio la normativa che riguarda i migranti: siccome la Costituzione assicura a tutti, anche a chi non ha i mezzi per pagarla, la tutela legale, ogni anno spendiamo quasi mezzo miliardo per liquidare le parcelle di avvocati che difendono migliaia di stranieri che non hanno diritto di restare in Italia.

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