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«Mai trovate fosse comuni di bimbi». Crolla la bufala sui cattolici canadesi
Il monumento alle vittime della Kamloops Residential School in British Columbia, Canada (Getty Images)
Il più importante quotidiano di Ottawa smentisce la vicenda dei 215 piccoli indigeni inumati presso un istituto religioso: su vaghe «anomalie» del terreno fu montato un caso inconsistente. Ma rilanciato da tutti i giornali.

Cinque anni fa il Canada e gran parte dell’Occidente furono attraversati da un’ondata di indignazione e sgomento. Giornali, televisioni, governi e istituzioni religiose parlarono di «resti di bambini», «tombe anonime», «fosse comuni» e di una nuova prova delle sevizie perpetrate dall’«uomo bianco» contro gli indiani d’America. Oggi, però, a distanza di cinque anni dall’annuncio che fece il giro del mondo, resta un dato difficilmente contestabile: a Kamloops, nella Columbia britannica, non è stato rinvenuto alcun resto umano.

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Ottawa si avvicina a Pechino (irritando Trump)
Il ministro degli Affari Esteri canadese Anita Anand (a destra) dà il benvenuto al ministro degli Esteri cinese Wang Yi (a sinistra) prima del loro incontro a Ottawa (Ansa)

Il Canada rafforza ulteriormente i legami con la Cina. Una mossa, con cui il governo di Ottawa punta a ostacolare il rilancio della Dottrina Monroe, promosso dalla Casa Bianca.

Venerdì, il ministro degli Esteri canadese, Anita Anand, ha avuto un incontro con l’omologo cinese, Wang Yi. «Il Canada è concentrato sulla crescita della propria economia e sulla diversificazione delle relazioni commerciali», ha affermato la Anand durante il faccia a faccia.

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La Cina fa litigare (di nuovo) Washington e Ottawa
Donald Trump e Xi Jinping (Ansa)

È sempre più alta la tensione tra Stati Uniti e Canada. Sabato, Donald Trump ha minacciato di imporre dazi al 100% su Ottawa, qualora quest’ultima dovesse firmare un accordo commerciale con Pechino.

«La Cina mangerà vivo il Canada, lo divorerà completamente, distruggendo anche le sue attività commerciali, il suo tessuto sociale e il suo stile di vita in generale», ha dichiarato il presidente statunitense su Truth, per poi aggiungere: «Se il Canada stringerà un accordo con la Cina, verrà immediatamente colpito da un dazio del 100% su tutti i beni e i prodotti canadesi che entrano negli Stati Uniti».

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La Lagarde se la fa sotto: «Serve un piano B»
Christine Lagarde (Ansa)
Il presidente della Bce, intervenuto a Davos, nega la rottura dell’alleanza geopolitica Ue-Usa ma invita a schemi alternativi: «Dobbiamo identificare meglio le dipendenze e i margini di autonomia. Boom dell’economia americana? Sono dati nominali».

A Davos, nell’ultimo giorno del World economic forum, si sono risentiti i contraccolpi dell’inaspettato, nuovo colpo di coda di Donald Trump: lo scontro diplomatico tra il presidente degli Stati Uniti e il primo ministro del Canada, Mark Carney. The Donald aveva lanciato l’idea di un nuovo organismo multilaterale denominato Board of Peace, una piattaforma internazionale per affrontare conflitti globali e, in particolare, sorvegliare l’accordo e la ricostruzione nella Striscia di Gaza. Il Canada aveva ricevuto l’invito a farne parte. Tuttavia, dopo l’intervento di Carney a Davos, nel quale il primo ministro canadese ha criticato il deterioramento dell’ordine internazionale a causa dell’uso di strumenti economici come dazi per esercitare pressione politica, Trump ha revocato quell’invito in un post pubblicato su Truth.

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Berlino (a parole) riconosce la Palestina. L’Italia attende e rischia l’isolamento
Mark Carney (Ansa)
Pure il Canada pronto ad avviare l’iter. Trump minaccia: «Così è difficile accordarsi sui dazi». Oggi l’inviato Usa a Gaza.
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