Il racconto choc di Pizzaballa: «A Gaza i topi mordono i bambini»
Il patriarca latino: «È un disastro: Rafah non c’è più, le tende sono tra le fogne»
Il patriarca latino: «È un disastro: Rafah non c’è più, le tende sono tra le fogne»
La guerriglia di settembre davanti alla stazione Centrale scatenata solo per devastare.
Ricorso alla Cedu e presidio davanti alla Farnesina per far rilasciare il palestinese Saif Abukeshek Abdelrahim e il brasiliano Thiago Avila, accusati di terrorismo. I naviganti accusano Israele: «Legati e presi a calci e pugni dall’esercito».
Il ddl antisemitismo manda in tilt il Pd. È questo l’ultimo psicodramma che spacca a metà il partito. La dirigenza Schlein ha preso le distanze dal senatore Graziano Delrio, colpevole di aver presentato al Senato un disegno di legge lontano…
Ieri a Genova il corteo di collettivi e Si Cobas contro l’arresto dell’architetto al centro dell’inchiesta «Domino» che oggi rilascerà dichiarazioni spontanee al gip. A Thiene un consigliere comunale parla di «repressione».
Mohammad Hannoun rifiutava l’accostamento con i terroristi: «Mai lanciato bombe, sono una persona perbene». Negli atti, tuttavia, gli inquirenti hanno documentato un’altra storia: legami solidi con i capi di Hamas ed entusiasmo per gli attentati.
Ben 7 milioni di euro raccolti nel nostro Paese e consegnati ai tagliagole a opera dell’architetto coccolato da Laura Boldrini, Nicola Fratoianni, Alessandro Di Battista, Francesca Albanese & C. Che ora tacciono imbarazzati. Ma i segnali erano moltissimi: sono loro che non li hanno voluti vedere.
Anche se il suo nome era presente nelle liste nere del mondo intero, l’architetto giordano veniva coccolato da Pd, M5s e Avs, che lo hanno portato alla Camera. Giorgia Meloni: «Soddisfazione per un’operazione complessa».
Il 71% dei fondi usato per scopi non umanitari. Dalle intercettazioni emerge un piano chiaro: «Noi ci sacrifichiamo con i soldi, loro col sangue». Ieri sequestrato 1 milione in contanti in case e sedi delle associazioni islamiste.
La Terra di Cristo è ferita dai segni del conflitto: pochi turisti, strade vuote, disoccupazione a livelli altissimi. Eppure, a Betlemme si rivedono piazze vivaci, luminarie e un Santa Claus che vende cappelli: «Venite qui anche se il 7 ottobre ha cambiato ogni cosa».
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