Poche ore dopo il grave disastro avvenuto il 1° gennaio a Crans Montana, mentre il sistema sanitario svizzero chiedeva supporto urgente per la gestione di pazienti con gravi ustioni – tra cui cittadini italiani ricoverati negli ospedali di Sion, Losanna, Ginevra, Zurigo e Aarau – la macchina dell’emergenza lombarda era già operativa.
Alle 10.30 Areu ha attivato la Centrale Operativa Maxiemergenze presso la Soreu Metropolitana (Sala Operativa Regionale Emergenza Urgenza), assumendo la regia sanitaria dell’intervento e allestendo una vera e propria sala crisi dedicata. Una risposta immediata, strutturata e coordinata, che ha consentito di affrontare sin dalle prime ore uno scenario internazionale complesso.
Da quel momento si è sviluppato un impegno crescente, in stretta collaborazione con la Regione Lombardia, la Presidenza, l’assessore al Welfare Guido Bertolaso, il Dipartimento della Protezione Civile – attivato attraverso il Meccanismo Europeo di Protezione Civile su richiesta del Governo svizzero – e il Ministero degli Affari Esteri e della Cooperazione Internazionale.
Alle 16.30 l’elisoccorso di Como decollava alla volta di Sion, seguito a breve distanza dai mezzi di Bergamo e Milano, consentendo già nella stessa giornata il trasferimento di tre ragazzi presso il Centro Grandi Ustioni dell’Ospedale Niguarda di Milano.
Un’operazione che nei giorni successivi si è ampliata fino a coinvolgere complessivamente 12 giovani gravemente feriti, evacuati in sicurezza con l’ultimo trasferimento effettuato l’11 gennaio 2026.
Anche per questo impegno straordinario, il presidente della Regione Lombardia Attilio Fontana, affiancato dal vicepresidente Marco Alparone e dall’assessore Guido Bertolaso, ha conferito al direttore generale di Areu, Massimo Lombardo, la Rosa Camuna, la massima onorificenza regionale. Il riconoscimento è stato attribuito anche al personale dell’Ospedale Niguarda e della Fondazione Irccs Ca’ Granda- Ospedale Maggiore Policlinico di Milano.
«Sono grato al presidente Fontana e all’assessore Bertolaso – ha dichiarato Lombardo – per aver voluto consegnare ad Areu la Rosa Camuna. È un riconoscimento al grande lavoro di squadra svolto in quei giorni terribili, coordinando professionisti con competenze diverse ma tra loro perfettamente complementari».
«Areu una comunità di donne e uomini che lavorano sull’emergenza – ha aggiunto – e Crans Montana è stata la dimostrazione concreta della nostra capacità operativa e della tempestività della macchina organizzativa. In pochissimo tempo abbiamo attivato gli elicotteri di Como, Milano e Bergamo attraverso la nostra Centrale Regionale Elisoccorso (Creli), le centrali operative, la struttura Maxiemergenze e numerosi altri operatori che hanno lavorato giorno e notte fino al completamento dei 12 trasferimenti. Un’operazione estremamente complessa, perché abbiamo evacuato ragazzi con ustioni gravissime, molti dei quali ricoverati in terapia intensiva. Una complessità che corrisponde al nostro modo di lavorare: integrazione di competenze e coordinamento continuo».
La Centrale Maxiemergenze è rimasta operativa con presidio dedicato fino al 6 gennaio e successivamente in regime di reperibilità, assicurando continuità di coordinamento per tutta la durata dell’emergenza.
Determinante anche l’attivazione di un Burn Assessment Team congiunto Niguarda–Areu – composto da rianimatore, chirurgo plastico, infermieri di area critica, psicologo e tecnici autisti-soccorritori – inviato in Svizzera per supportare la selezione dei pazienti, la valutazione dell’idoneità al volo, il raccordo clinico con il centro ricevente e il sostegno ai familiari. Un secondo team ha garantito la continuità della missione nei giorni successivi.