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Il caso Tortora è la storia del più clamoroso abbaglio della giustizia italiana. Insieme a Vittorio Pezzuto, autore di «Applausi e sputi», ripercorriamo l'arresto di Enzo Tortora, le bugie dei falsi pentiti e la gogna mediatica di un uomo che trasformò il proprio calvario in una battaglia di civiltà per tutti i cittadini.

«Gli italiani hanno votato il centrodestra anche per questo, per ristabilire regole chiare e farle rispettare, e il governo lo sta facendo con determinazione nonostante una parte politicizzata della magistratura continui a ostacolare ogni azione volta a contrastare l’immigrazione illegale di massa, perché accogliere chi ha diritto è doveroso, rispettare le leggi italiane è indispensabile e chi non intende farlo non è benvenuto in Italia».

Così, in un video sui social, il presidente del Consiglio a proposito della vicenda di un «cittadino algerino, irregolare in Italia, che ha alle spalle 23 condanne, tra le quali lesioni per aver picchiato una donna a calci e pugni», che «non potrà essere trattenuto in un Cpr né trasferito in Albania per il rimpatrio. Per lui — dice il premier — alcuni giudici hanno stabilito addirittura non solo che non ci sarà un’espulsione, ma che il Ministero dell’Interno dovrà risarcirlo con 700 euro per aver tentato di far rispettare un provvedimento di espulsione».

«Il governo — assicura Meloni nel video social — continuerà con determinazione il proprio lavoro per rafforzare i rimpatri, per rendere più efficaci gli strumenti di contrasto all’immigrazione irregolare, per garantire sicurezza e legalità ai cittadini, anche attraverso le iniziative che l’Italia sta portando avanti in Europa per procedure più rapide e rimpatri effettivi».

Un cittadino straniero di 45 anni, visibilmente ubriaco, sull’uscio di un supermercato si è avvicinato a una donna che stava uscendo dopo aver fatto la spesa in compagnia del figlio e le ha urlato: «Questo non è tuo figlio, dammelo!». Poi ha tentato di prenderlo in braccio.

Il fatto è accaduto nella serata di ieri davanti a un supermercato di via Atellana, a Caivano, nel Napoletano. L’uomo è stato arrestato. A ricostruire la vicenda, grazie alla testimonianza delle persone presenti e alla visione delle immagini dei sistemi di videosorveglianza, sono stati i carabinieri, allertati da una telefonata. Dagli accertamenti è emerso che, all’uscita del supermercato, si è avvicinato un uomo di nazionalità ghanese che ha urlato: «Questo non è tuo figlio, dammelo!», indicando il bimbo di 5 anni. I militari hanno trovato il 45enne che bazzicava ancora nei pressi del market e lo hanno arrestato. È stato trasferito in carcere: deve rispondere di tentato sequestro di persona.

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