Interviste e personaggi

Sergio Cammariere: «Ho iniziato a improvvisare a 10 anni»
Sergio Cammariere (Ansa)
L’artista: «Durante una marcetta feci il mio primo «solo blues». In Brasile decisi di dedicarmi alla mia musica. A Sanremo sono andato quando non me l’aspettavo più. Sono parente di Rino Gaetano, l’ho scoperto per caso».
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Mentre la sinistra italiana festeggia la sconfitta di Viktor Orbán, i dati raccontano una realtà diversa: il nuovo vincitore, Péter Magyar, si muove su una piattaforma tutt'altro che progressista e la sinistra tradizionale è di fatto scomparsa dal Parlamento di Budapest.

Sara Kelany: «Sui reati la sinistra mente: solo con noi gli sbarchi calano»
Sara Kelany (Imagoeconomica)
La deputata Fdi: «I progressisti ci criticano? Loro stanno coi centri sociali. Mi battezzai dopo essermi convertita al Santo Sepolcro. Mio papà musulmano mi portò all’altare».
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Claudio Borghi: «Sì al gas russo, a chiederlo è il Paese»
Claudio Borghi (Imagoeconomica)
Il leghista: «Non si può governare contro l’opinione pubblica. E se Kiev chiudesse i tubi non meriterebbe più l’aiuto italiano. Il Patto di stabilità? Finiamola di stare sottomessi, facciamo i nostri interessi come la Francia».
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«L’America pensava di bluffare ma ha bisogno della tregua»
Dario Fabbri (Imagoeconomica)
L’analista geopolitico Dario Fabbri: «Iran e Israele hanno vinto e continuano con i bombardamenti. Hormuz adesso è una ferita per Trump che, per aprirlo, pensa a un’occupazione».

«I negoziati sono fatti apposta per sbattere le porte, per pronunciare i “basta, me ne vado” e poi tornare sui propri passi. In una guerra la rottura di un negoziato è probabile che accada, fa parte dei giochi».

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