Interviste e personaggi

«Siamo un Paese di bastardi: quando hai un problema finisci emarginato»
Giovanni Scialpi
Il cantante è stato nove anni senza musica per curare la madre con l’Alzheimer: «Campavo grazie alla pensione dei genitori».

«Tutte le volte che vado in televisione mi fanno piangere, sono sempre cose strappalacrime». «Il discorso è che ci sono argomenti che, nonostante siano passati anni, sono sempre…». Certo, sensibili, come lo è Giovanni Scialpi, classe 1962, in arte Scialpi, mito della generazione dei giovani degli anni Ottanta. A un certo punto della sua vita il cantautore ha lasciato il mondo della canzone per stare vicino alla madre, Giuseppina, colpita dalla malattia di Alzheimer, per darle presenza e cure. Ciò l’ha fatto per molti anni, rinunciando a esibirsi e mettendosi a repentaglio dal punto di vista economico. Gesto nobile, verrebbe da dire, ma ha ragione lui. Che c’è da stupirsi? Si tratta di un atto che dovrebbe essere vissuto come normale e dovuto. Un gesto permanente di cura.

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Agnelli: «Niente alluminio dal Golfo. E con il caro energia rischiamo rincari del 50%»
Paolo Agnelli (Imagoeconomica)
L’imprenditore Paolo Agnelli: «Import a zero pure dall’India. L’unica via sarà delocalizzare, produrlo qui è proibitivo. Già si vedono gli effetti sui beni finiti, ma l’Ue dorme».

«È una crisi energetica annunciata. Non mi si venga a dire che l’emergenza ci è piovuta sulla testa, cogliendoci di sorpresa. Non mi riferisco certo al conflitto, chi poteva prevederlo, ma alle conseguenze che uno choc del gas e del petrolio potevano provocare per Paesi fortemente dipendenti dall’estero negli approvvigionamenti, come il nostro.

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La sconfitta del Sì al referendum è una occasione persa per sanare le storture della giustizia ed è un segnale per in centrodestra: ora bisogna concentrarsi sui temi che stanno a cuore agli elettori

Antonio Gramsci aveva capito tutto: per cambiare il mondo bisogna occupare i posti di potere. Ma ora che l'occupazione è avvenuta, nelle scuole e università, nella magistratura e nei media, secondo Boni Castellane, della rivoluzione non è rimasta traccia. È rimasto solo il dominio.

Lucio Malan: «La guerra non ci ha favoriti»
Lucio Malan (Imagoeconomica)
Il presidente dei senatori di Fdi: «Il popolo ha deciso. Alla sinistra non basterà per vincere le elezioni. La necessità di riforme rimane, a partire dalla legge elettorale».

Lucio Malan, da presidente dei senatori di Fdi si aspettava un risultato del genere?

«Speravo in un risultato diverso ma ne prendiamo atto. Il popolo italiano ha deciso».

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