Frase più forte non poteva usare il cardinale Pierbattista Pizzaballa, per sintetizzare il girone infernale da lui visto pochi giorni fa, visitando la Striscia di Gaza: «I topi mordono i bambini». Il patriarca latino di Gerusalemme ha così scosso le coscienze ieri, al Teatro Sociale della sua Bergamo, mentre riceveva il Premio per il dialogo e la pace dalla rivista italiana di geopolitica Limes. «Le città sono rase al suolo», ha detto il cardinale, «livellate, azzerate. Rafah non esiste più. Ciò che a me colpisce di più è il fatto di viaggiare su strade fortuite, in mezzo alle tende, alle fognature. Qui vive la gente di Gaza. Un aspetto che le immagini non rendono sono gli odori. E una delle piaghe più presenti in questo momento sono i topi, che mordono. Mordono soprattutto i bambini, e Gaza è piena di bimbi, si vedono ovunque ma, anziché andare a scuola, giocano, sporchi, accanto alle fogne».
In una delle aree più fittamente bombardate della storia, dopo che Israele ha avviato dall’ottobre 2023 la sua reazione massiva agli efferati massacri terroristici attuati da Hamas, la situazione è desolante. Narra il prelato: «Se un po’ di cibo ad oggi riesce ad entrare, tutto il resto è ancora proibito. I prodotti dual use non possono entrare. E con dual use si intendono persino i banchi di scuola, le matite, i quaderni, il vetro con cui si fanno le finestre. Noi vogliamo riaprire le scuole, ma manca quasi tutto. Si cerca di rimediare riciclando pezzi qua e là. Quel che serve subito, mi hanno detto gli operatori sanitari, è il personale preparato a gestire i traumi psicologici dei bambini e delle mamme. Sarà una questione di cui prendersi cura con la dovuta sensibilità. Lo dirò in modo poco diplomatico, ma io provo una grande pena, non riesco a comprendere».
Ieri Israele ha fatto uscire dalla Striscia, dal valico di Kerem Shalom, 101 palestinesi «per cure mediche in un Paese terzo», come dichiarato dal Coordinatore attività governative nei territori (Cogat), ente del ministero della Difesa israeliano. Il Cogat ha sottolineato che, prima di uscire dal valico, i civili sono stati «bloccati per oltre un’ora a un posto di blocco di Hamas e le Nazioni Unite hanno condannato l’accaduto». Il gruppo, 20 bambini malati e 81 famigliari, è poi decollato dalla Giordania su un Airbus A330 dell’Aeronautica spagnola, atterrato alla base di Torrejon de Ardoz, vicino Madrid. Da lì le famiglie palestinesi sono state distribuite in vari ospedali della Spagna.
Israele ha comunicato che le sue truppe hanno ucciso «il comandante del battaglione Yibna nella brigata Rafah di Hamas, Abu Fakher», il quale «stava reclutando nuovi terroristi per ripristinare le capacità operative per attaccare le truppe israeliane». Gli israeliani hanno anche abbattuto Ali Kayed Mohammed Stitan, comandante dell’unità Nukhba della Jihad Islamica, alleata di Hamas. Un drone ebraico ha inoltre colpito una motocicletta a Nord di Khan Yunis, uccidendo due persone. Secondo il ministero della Salute di Gaza, controllato da Hamas, in 24 ore si sono avuti 8 morti e 26 feriti. Il bilancio dal 7 ottobre 2023 sarebbe ora di 73.066 morti e 173.514 feriti.
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