
Ormai è praticamente ufficiale. La giunta di Silvia Salis ha concesso a titolo gratuito lo stadio Luigi Ferraris per i tre concerti genovesi di Olly. In cambio, come da consuetudine per le esibizioni dei cantanti negli stadi d’Italia, le società che hanno prodotto lo spettacolo, la capofila Magellano, emanazione della Friends & partner di Ferdinando Salzano, la Rst e la Ops, dovranno occuparsi della rizollatura del prato rovinato dalla presenza dei fan.
Ma questo è il requisito minimo per la concessione dei campi di calcio.
In compenso Olly ha risparmiato circa 180.000 euro, dal momento che Genoa e Sampdoria pagano circa 60.000 euro per ogni partita che disputano dentro al Luigi Ferraris. E la sindaca Salis si è goduta il concerto da invitata speciale, con tanto di foto in camerino con l’artista, ovviamente postate a tutto spiano sui social, la specialità della casa.
Ieri, dopo avere letto i nostri articoli, la consigliera comunale Anna Orlando, della lista Vince Genova, ha presentato un’interrogazione a risposta immediata per la prossima seduta del Consiglio comunale con questo oggetto: «Chiarimenti in merito alla concessione gratuita dello stadio Luigi Ferraris per i concerti di Olly, nonché riguardo ai precisi accordi con il promoter dell’artista e con la società organizzatrice dei tre concerti».
Contattata dalla Verità, la consigliera, storica dell’arte ed esperta di organizzazione di eventi, precisa: «L’opposizione ha il dovere di fare tutto ciò che è possibile presso le sedi preposte per chiarire se effettivamente lo stadio (quindi uno spazio di proprietà pubblica perché del Comune) sia stato ceduto gratuitamente al promoter del cantante o alla società che gestisce l’evento patrocinato dal Comune. Se così fosse, sarebbe grave: da un lato, è un modo per abbassare i costi dell’organizzazione, che coinvolge nuovamente la Rst events, che nei mesi scorsi ha vinto una gara giudicata irregolare dal Tar; dall’altro, implicherebbe un mancato incasso da parte del Comune che potrebbe, dunque, anche costituire un danno erariale. In ogni caso sono necessari un chiarimento e una quantificazione dell’ipotetico indotto che potrebbe aver motivato tale scelta. Si tratta di questioni molto serie, poiché riguardano le finanze pubbliche».
Intanto due delle ditte che hanno contribuito alla realizzazione dei concerti al centro delle polemiche, la Rst e la Ops, continuano a farla da padrone in città. Nonostante, come abbiamo già raccontato, siano praticamente ditte con strutture particolarmente leggere.
Entrambe svolgerebbero il ruolo di promoter della Friends & partner a livello locale.
E a ottobre hanno ottenuto dal Comune 736.000 euro per l’organizzazione del Capodanno, con l’impegno dell’amministrazione a dargli ulteriori incarichi per il successivo triennio.
le strane quote
Ma la vittoria è arrivata dopo l’esclusione, bocciata dal Tar, della Duemilagrandieventi per cui lavorava Nicolò Sasso, dal 2025 unico dipendente e socio al 45 per cento della Rst.
Sasso ha ottenuto le quote circa due settimane dopo l’aggiudicazione del bando e dopo aver portato i Pinguini tattici nucleari a Genova, sempre grazie alla collaborazione con la F&p di Salzano.
In sostanza Sasso con 4.500 euro ha comprato il 45% di una società che a fine ottobre aveva quasi 80.000 euro di utile. Quindi ha fatto un investimento che, sulla carta, gli è valso un guadagno secco di 36.000 euro e una resa dell’800%. «Non è facile trovare chi ti concede di entrare in società regalandoti di fatto 31.500 euro», commenta un commercialista contattato dalla Verità. Ma evidentemente i buoni uffici di Sasso sono stati premiati.
Jessica Nicolini, fondatrice insieme con l’ex governatore Giovanni Toti della società di comunicazione Philia associates, ieri, ha voluto attribuire il merito del concerto di Olly a Sasso e Orlando.
La Nicolini ha scritto sui social: «Se vi siete divertiti è merito di questi due qui». E ha postato le loro foto con lei. Nei giorni scorsi aveva anche intervistato Sasso sulla riapertura dello stadio di Genova ai grandi concerti.
I due eroi di giornata, pur parlando malvolentieri con i giornali dei loro affari, si divertono a scherzare su vicende che potrebbero presto non interessare solo il Tar, ma anche la Corte dei conti e, forse, persino la Procura della Repubblica.
Sasso ha pubblicato una storia su Instagram dal Ferraris e l’ha intitolata «Concertopoli», come la nostra prima puntata sugli affari poco chiari della Rst e della Ops.
segnali in codice?
Orlando è stato più criptico e ha citato una canzone di Olly: «Tutti sanno tutto, tutti parlano, tutti millantano».
Quelli che stanno in silenzio sono loro. Che al Ferraris sono di casa, come Olly e la Salis. Tutti ultrà della Sampdoria.
Sasso la domenica si siede in tribuna autorità a fianco dei dirigenti blucerchiati, Orlando lavora come addetto alla regia a fianco di Samuele Maragliano che fa lo speaker. Quest’ultimo ha anche presentato il Capodanno e il recente concerto di Rds. Il filo blucerchiato lega il gruppo anche alla Nicolini, figlia dell’ex capitano sampdoriano Enrico, e ai ristoratori stellati Marco Visciola e Carlo Barile. Che avrebbero gestito il catering nella lounge sotto il palco durante il concerto di Capodanno.
Maragliano è figlio di un dipendente comunale che lavora nell’ufficio Grandi eventi, diretto da Monica Bocchiardo e dove opera anche Pietro Toso, responsabile della struttura Eventi culturali, Spettacolo, Edu-Entertainment. Bocchiardo e Toso sono in ottimi rapporti sia con Orlando che con Sasso.
Anche se la giostra degli eventi in questo periodo non può girare a pieno regime. Il Comune, per evitare di dover rifare subito la gara ritenuta «irregolare» per l’organizzazione del Capodanno, ha «espressamente assunto l’impegno di non procedere medio tempore all’affidamento diretto di servizi analoghi» al Concertone di fine anno. Ma la stella di Orlando (ex promoter di discoteche e ideatore del festival di musica tecno First) e Sasso sembra tutt’altro che oscurata. I due hanno appena presentato, con a fianco la Salis, anche la seconda edizione dell’Altraonda festival che, tra giugno e luglio, avrà come ospiti Bresh, Sayf, Emma, Fiorella Mannoia, i Negramaro, i Litfiba e gli Ex-Otago.
Il consigliere delegato ai Grandi eventi del Comune, Lorenzo Garzarelli, ha definito una «fortuna avere organizzatori così sul territorio genovese, perché permettono di riposizionare la città su un panorama dal quale, volente o nolente, Genova si era un po’ allontanata».
lacrime amare
Anche la Salis ha mostrato il medesimo entusiasmo. Sarà per questa grande apertura di credito che Sasso si starebbe, come si dice a Roma, ad allarga’. Secondo una ricostruzione fatta da più fonti il 6 dicembre scorso la titolare della Golden sabre agency, Cristina Lodi, mentre prendeva un aperitivo in piazza Colombo, sarebbe scoppiata in lacrime dopo aver ricevuto una telefonata di Sasso. La ragazza, scossa, avrebbe raccontato alle amiche, con cui era al tavolo, che il socio di Rst e Ops le aveva detto che la sua presenza non era gradita dalla giunta Salis né alla conferenza stampa, né all’evento di Capodanno (presentato anche dalla sua assistita Serena Garitta), in quanto mesi prima era stata candidata in Consiglio comunale per la Lista Civica di Bucci.
La donna avrebbe risposto in modo concitato, minacciando Sasso di avvertire il governatore Marco Bucci. Quindi, avrebbe confidato alle amiche la presunta risposta dell’imprenditore. Una frase tipo questa: «Se fai una cosa del genere non lavorerai più a Genova. Tu, i tuoi ragazzi e la tua società».
La Lodi, presentata da Forbes Italia tra le 100 donne Leader del 2024, contattata dalla Verità, ha commentato: «Non voglio parlare di quanto accaduto con Sasso e non ho mai voluto strumentalizzare l’episodio, riferendolo al governatore. Le dico solo che conosco personalmente da anni Silvia Salis e non la ritengo capace di tali bassezze. Sia io che il mio socio Aldo Montano, dopo quella telefonata, abbiamo immediatamente contattato la sindaca che in maniera molto carina e cordiale ha risolto questo spiacevole equivoco e ho potuto presenziare tranquillamente sia alla conferenza stampa che allo show di Capodanno a fianco della mia artista».
Ieri sera abbiamo chiesto un commento a Sasso su questo episodio. Al momento di andare in stampa non ci aveva ancora risposto. Forse preferisce fare lo spiritoso sui social.






