Alla vigilia del ritorno del Ring di Wagner al Teatro alla Scala, Marco Targa, presidente dell’Associazione Wagneriana Milano, ci introduce nel mondo di uno dei compositori che più hanno influenzato la cultura dei nostri giorni, dal cinema alla letteratura.
C’è un filo che parte da San Francesco e arriva a Giotto. E ce n’è un altro, più lungo, che dagli affreschi dedicati al Poverello d’Assisi nella Basilica di Santa Croce a Firenze raggiunge un protagonista della musica del Novecento come Paul Hindemith, il compositore tedesco che generò Nobilissima visione, «leggenda danzata» in sei quadri ispirata proprio da quella meraviglia. Ma ne esistono molti altri, infiniti. E forse non sono fili, ma raggi di luce. A suggerirlo è il genio di Dante, al quale bastano cinque parole, nell’undicesimo Canto del Paradiso, per descrivere l’impatto dell’alter Christus nella storia: «Nacque al mondo un sole». Da questo verso potentissimo riparte il Ravenna Festival, giunto alla sua trentasettesima edizione, che si aprirà il 21 maggio con il concerto di Anne-Sophie Mutter e della Royal Philharmonic Orchestra, diretta da Vasily Petrenko, proseguendo fino all’11 luglio con il coinvolgimento di oltre 1.000 artisti.
Per celebrare il patrono d’Italia, a 800 anni dalla morte, il Maestro Riccardo Muti dirigerà la sua amata Orchestra giovanile Luigi Cherubini proprio nella suite orchestrale di Hindemith (7 giugno), prima di dialogare con il filosofo Massimo Cacciari sull’influenza del padre del Cantico delle creature nell’opera di Dante Alighieri e Giotto (Muti e la Cherubini torneranno il 30 giugno al Palazzo De André con Verdi, Ravel e De Falla, mentre i professori d’orchestra il 14 giugno seguiranno la bacchetta di Kent Nagano). Pochi giorni prima, 1 e 2 giugno, il leggendario direttore replicherà quello che su queste colonne aveva definito «l’esperimento più bello della mia vita»: formare un unico immenso coro aprendo le porte a singoli cantanti e a piccole e grandi formazioni, di amatori o professionisti, provenienti da tutte le regioni d’Italia (l’anno scorso avevano risposto all’appello 3.116 voci, dai 4 agli 87 anni). Un viaggio nella coralità intitolato Cantare amantis est - «cantare è proprio di chi ama», come diceva Sant’Agostino - che prende la forma di una masterclass, libera e gratuita, su quattro capolavori: Ave Verum Corpus di Wolfgang Amadeus Mozart, Casta Diva dalla Norma di Vincenzo Bellini, un estratto dalla Messa da Requiem di Giuseppe Verdi e il Prologo dal Mefistofele di Arrigo Boito. Da non perdere anche l’ultimo appuntamento della rassegna con il Maestro Muti, il 2 luglio, con il progetto The Philharmonic Brass.
Nel vastissimo cartellone del festival, Francesco risuona ancora (dalla lauda italiana a Sora nostra morte corporale nel nome di Bach, fino a Francesco e il lupo) e rivive nel teatro (Il Santo folle, Lu santo Jullare Francesco), senza tralasciare l’inquadramento storico di Franco Cardini.
Da segnare in agenda per gli appassionati di jazz alcuni appuntamenti di lusso, a cominciare dalla Stefano Bollani All stars del 6 giugno (con Enrico Rava, Paolo Fresu - che torna il 2 luglio per un omaggio a Grazia Deledda insieme a Mariangela Gualtieri -, Daniele Sepe, Antonello Salis, Ares Tavolazzi, Roberto Gatto, Matteo Mancuso, Christian Mascetta e Frida Bollani Magoni). Un concerto preceduto dalla proiezione (la prima in Italia) del film di Valentina Cenni, Tutta vita (a questo link un’anticipazione del gigante della tromba Enrico Rava, ospite del podcast Non sparate sul pianista: bit.ly/40OUNzM). Il 3 luglio arriva con Side-Eye III+ un monumento della chitarra come Pat Metheny, mentre il 9 il giovane virtuoso palermitano dell’elettrica Matteo Mancuso, in trio, dividerà il palco con Nik West (due date in collaborazione con Ravenna Jazz).
Dopo l’estate si ricomincia con la consueta Trilogia d’Autunno (13-17 novembre) nel segno di Mozart (La clemenza di Tito, Il flauto magico, Requiem), con la regia di Chiara Muti e l’Orchestra Cherubini guidata da Ottavio Dantone.
Alla vigilia del ritorno del Ring di Wagner al Teatro alla Scala, Marco Targa, presidente dell’Associazione Wagneriana Milano, ci introduce nel mondo di uno dei compositori che più hanno influenzato la cultura dei nostri giorni, dal cinema alla letteratura.





