I ragazzi che si contagiano a scuola sono la chiave per battere il Covid

I ragazzi che si contagiano a scuola sono la chiave per battere il Covid
(Stefano Guidi/Getty Images)
Giorgia Meloni ha annunciato di non avere alcuna intenzione di sottoporre la propria figlia di 5 anni al vaccino anti Covid. Lo ha detto perché è una no vax? No, la leader di Fratelli d'Italia non pensa che con l'iniezione di un siero le multinazionali ti impiantino chissà quale sistema di controllo. Né ritiene che il farmaco sia un ritrovato del demonio o che il coronavirus si possa curare con la curcuma o con i rimedi suggeriti da Cagliostro, come qualche apprendista stregone va dicendo.
I rapporti tra Consap e Di Maio, con tanto di fondi per la campagna elettorale
Luigi Di Maio e Vincenzo Sanasi D'Arpe (Facebook)

Non è un caso che in questi giorni sia emerso sui giornali come tra i finanziatori della campagna elettorale del ministro degli Esteri ci fosse anche Vincenzo Sanasi D’Arpe, amministratore delegato della concessionaria per i diritti assicurativi della pubblica amministrazione.

  • I Paesi produttori fanno soldi a palate con la speculazione. Ma ne approfittano anche le aziende estere aiutate dai governi, chi compra imprese decotte e il settore delle fonti alternative «green».
  • Il presidente di Coldiretti: «Impennata per l’import di prodotti di scarsa qualità».
  • L’esperto: «Quantità e prezzi verranno decisi dagli Stati, non più dai mercati. L’Ue ha le responsabilità maggiori della situazione».

Lo speciale contiene tre articoli.

Il Papa: «Putin fermati, Zelensky ascolta»
Papa Francesco (Ansa)
  • La Nato minaccia: «Conseguenze serie se Mosca userà l’atomica». Parigi annuncia nuove sanzioni. Roma e Berlino convocano l’ambasciatore russo. Gli ucraini intanto riconquistano Lyman. E il leader ceceno Ramzan Kadirov invita il Cremlino a sfoderare il nucleare.
  • Il ministro Roberto Cingolani: «Stiamo esportando metano in Germania». E quando finiremo le scorte?

Lo speciale contiene due articoli.

Lo Stato imprenditore non paga le bollette e nemmeno i fornitori
Franco Bernabè (Wikipedia)
L’ex Ilva, partecipata pubblica, ha 100 milioni di debiti con l’indotto, un insoluto di 375.000 euro per l’acqua ed enormi pendenze per il gas. Attende 1 miliardo extra dall’esecutivo ma già pensa di dilazionare i saldi.
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