Pd all’attacco di Garante e Trevallion
In un’interrogazione, 14 senatori dem chiedono la testa di Marina Terragni e tra le righe contestano Ignazio La Russa. Il messaggio è chiaro: vietato dubitare di toghe e assistenti sociali.
In un’interrogazione, 14 senatori dem chiedono la testa di Marina Terragni e tra le righe contestano Ignazio La Russa. Il messaggio è chiaro: vietato dubitare di toghe e assistenti sociali.
La vicenda della famiglia nel bosco ha attraversato tutte le fasi. Alla fine della scorsa settimana è entrata a piedi pari nel territorio del tragico, con la decisione del tribunale dei minori dell’Aquila di separare ulteriormente i bambini dalla madre,…
La vicenda della famiglia nel bosco ha attraversato tutte le fasi. Alla fine della scorsa settimana è entrata a piedi pari nel territorio del tragico, con la decisione del tribunale dei minori dell’Aquila di separare ulteriormente i bambini dalla madre,…
Guarda qui il video con l'intervista completa.
La famiglia nel bosco paga il fatto di essere troppo bianca ed educata. Perché da noi ci sono toghe che tutelano gli stranieri violenti e assassini, non le persone normali. Ieri sera Catherine Birmingham è stata invitata a lasciare la struttura che la ospitava. Il Tribunale: «Si illudeva di tornare a casa presto». Il premier: «Scelta ideologica». Lo strazio della figlia, avvinghiata alla gamba della donna. Lo speciale contiene due articoli
La donna che deve fare i test sulla famiglia nel bosco: «Post pubblicati prima dell’incarico e per sostenere i magistrati».
Inizierà il 23 gennaio l’indagine della psichiatra incaricata dal Tribunale dei minorenni dell’Aquila che dovrà vivisezionare i genitori della «famiglia nel bosco» per valutare se sono idonei a crescere i figli. Ma il parere dell’esperta potrebbe arrivare solo a maggio.
La natura di «Avatar» è un prodotto artificiale dei progressisti: quella reale è aspra e feroce. Infatti allo Stato madre non va bene.
Per chi contava su un lieto fine e coltivava la speranza che la famiglia del bosco potesse stabilmente riunirsi per Natale, la risposta del Tribunale per i minorenni dell’Aquila è stata un pugno nello stomaco devastante.
La famiglia anglo-australiana è stata separata quasi un mese fa, ma i giudici ancora non hanno deciso sulla sorte dei bimbi. Osservati da «esperti» come animali in gabbia, mentre le loro informazioni, pure le più riservate, continuano a essere date in pasto ai media.
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