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Putin apre al dialogo con l’Occidente. Ma poi scatta l’attacco hacker a Kiev

Putin apre al dialogo con l’Occidente. Ma poi scatta l’attacco hacker a Kiev
Il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio a Kiev, dove ha incontrato l’omologo ucraino, Dmytro Kuleba (Ansa)
  • Il leader del Cremlino vede Olaf Scholz e si dice pronto a «seguire la strada dei negoziati». Truppe ritirate dal confine. Ministero della Difesa e due banche ucraine mandate in tilt. Prosegue la missione di Luigi Di Maio.
  • Parla l’italiano andato a sostenere le milizie vicine a Mosca: «Sono otto anni che da queste parti c’è lo stato di guerra. L’invasione imminente? Propaganda».

Lo speciale contiene due articoli.

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Dimmi La Verità | Marco Pellegrini (M5s): «Sviluppi della guerra in Iran»

Ecco #DimmiLaVerità del 15 maggio 2026. Il deputato del M5s Marco Pellegrini commenta gli sviluppi della guerra in Iran e la crisi economica in Italia.

Effetto Green deal: l’auto europea è finita in pasto ai cinesi
Istock
La spinta all’elettrico, senza le materie prime, regala il mercato agli asiatici. Byd punta Roma, Chery la Spagna e Berlino crolla.

In principio fu il Green deal, quando l’Unione europea aprì la finestra da cui è entrata l’industria cinese del clean tech, cioè pannelli solari e turbine eoliche. Un ingresso che oggi ha portato l’Europa alla dipendenza al 90% dall’industria cinese in quel settore.

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Le Big Tech se ne fregano dei raggiri. Qui serve il pugno duro della politica
iStock
Meta &C. raccolgono cifre enormi con la pubblicità, che poi smistano nei siti. Anche se si tratta di fake, tipo la mia finta lite con Messina. Come suggerito da Marina Berlusconi, questa «pirateria» va fermata dalla legge.

Le truffe ci sono sempre state e molte hanno avuto il loro racconto: imperdibile quello di Totò che voleva vendere la fontana di Trevi allo straniero sprovveduto.

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Streeting sigla lo sfratto a Starmer
Ansa
Il ministro della Sanità lascia e lancia siluri contro il premier: «Non sarai tu a guidare il partito laburista nelle prossime elezioni. Serve una direzione, siamo allo sbando».

Tanto tuonò che infine piovve. Dopo giorni di indiscrezioni, retroscena e voci di congiura interna, Wes Streeting ha rassegnato ieri le dimissioni da ministro della Sanità, aprendo ufficialmente la crisi del Partito laburista e, di fatto, dello stesso governo britannico.

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