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Pnrr, governo, partenza lumaca Spesi solo 5,1 miliardi su 13,7

Pnrr, governo, partenza lumaca   
Spesi solo  5,1 miliardi su 13,7

Spesi solo 5,1 miliardi su 13,7 del Pnrr

Com’è che dicevano? Soltanto uno come Mario Draghi avrebbe potuto spendere al meglio i soldi dell’Europa, senza sprechi, senza favoritismi e senza lungaggini. Per non sciupare la storica opportunità del Recovery Fund non si doveva lasciare l’iniziativa ai partiti: ci voleva la competenza di un tecnico come l’ex presidente della Banca centrale europea. La più potente giustificazione alla base della nascita di un governo di emergenza nazionale era questa. Eppure, a quattordici mesi dal suo insediamento il “governo dei migliori” non sembra proprio impeccabile nell’attuazione del Pnrr, il piano nazionale di ripresa e resilienza con cui l’Italia spenderà (forse) gli oltre 190 miliardi, tra sovvenzioni e prestiti, sbloccati da Bruxelles. A certificare le difficoltà nello spendere i soldi preventivati è stata giovedì la presidente dell’Ufficio parlamentare di bilancio (Upb) Lilia Cavallari, intervenendo in audizione davanti alle commissioni bilancio di Camera e Senato riunite in seduta congiunta.

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  • Il mito di Schlein & C. si vanta del no a Trump. Ma secondo la stampa, 24 caccia sono decollati verso l’Iran da Morón e Rota. Il cui sindaco socialista conferma i movimenti.
  • Le armi nucleari di Aviano sono affare Nato. L’Iran: «Atto ostile se date hub agli States».

Lo speciale contiene due articoli.

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Il governo pensi a famiglie e imprese
Getty Images
Da tempo immemore i cittadini aspettano il taglio delle accise, ma non perdoneranno che si sfruttino ancora i conflitti mondiali per giustificare speculazioni sulla benzina.

Quando iniziano a parlare troppo significa che di concreto non c’è nulla. Ebbene, sul versante dei rincari dei carburanti, gli italiani rischiano di farsi fare il pieno di parole e di promesse dal governo. Bastavano poche parole: «Abbiamo già sguinzagliato la Guardia di Finanza e vediamo chi fa il furbo. Mandateci le segnalazioni».

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Gli Usa: «L’Iran si arrenda, il regime resti»
Donald Trump (Ansa)
Trump esporta il Maga: «Teheran scelga leader più accettabili, poi lavoreremo con gli alleati per rifare il Paese grande e ricco». Rubio agli omologhi arabi: «Il conflitto durerà diverse settimane, puntiamo solo al cambio della dirigenza». È un monito a Bibi?

Donald Trump è tornato a parlare di come vede il futuro politico-istituzionale dell’Iran. «Non ci sarà alcun accordo con l’Iran se non ci sarà la resa incondizionata!» ha affermato ieri su Truth, per poi aggiungere: «Dopo di che, e dopo la selezione di un leader grande e accettabile, noi e molti dei nostri meravigliosi e coraggiosi alleati e partner lavoreremo instancabilmente per salvare l’Iran dall’orlo della distruzione, rendendolo economicamente più grande, migliore e più forte che mai».

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