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«Missili vicini alla centrale atomica». Nuovo assalto a Odessa dalla Crimea

«Missili vicini alla centrale atomica». Nuovo assalto a Odessa dalla Crimea
Ansa
  • Salta l’evacuazione di Mariupol, i russi bombardano le ferrovie per bloccare il materiale bellico destinato alla resistenza. Rogo in un centro petrolifero a Bryansk. Vladimir Putin: «L’Occidente mira a distruggerci dall’interno».
  • Oggi la visita al Cremlino di Antonio Guterres criticata dall’Ucraina, dove il segretario Onu andrà giovedì. Intanto Sergej Lavrov espelle 40 diplomatici tedeschi. Il polacco Mateusz Morawiecki vola da Olaf Scholz.

Lo speciale contiene due articoli.

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I cattolici non versino benzina sul fuoco
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa (Ansa)
La denuncia del cardinale Pizzaballa sulla Messa negata la domenica delle Palme ha dato la stura a una serie di commenti antisemiti. Mentre ci si dimentica dei cristiani che, in quelle stesse ore, venivano massacrati in Nigeria nel silenzio globale.
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Dimmi La Verità | Santomartino: «Il blocco navale di Trump a Hormuz è rischiosissimo»

Ecco #DimmiLaVerità del 13 aprile 2026. Il generale Giuseppe Santomartino ci spiega perché il blocco navale di Trump a Hormuz è rischiosissimo e di difficile attuazione.

Iran, la rete africana di Teheran: religione, affari e sicurezza per resistere all’isolamento
Una manifestazione in Piazza della Nazione a Dakar, in Senegal, per protestare contro gli attacchi statunitensi e israeliani all'Iran e al Libano (Getty Images)

Sotto pressione militare e diplomatica, l’Iran rafforza la sua presenza in Africa. Dalle reti religiose alla cooperazione economica e militare, Teheran costruisce alleanze strategiche nel continente per sostenere una strategia di resistenza nel lungo periodo.

Sotto la pressione dei bombardamenti israeliani e statunitensi iniziati alla fine di febbraio, la leadership iraniana si trova in una fase particolarmente delicata. Nonostante il contesto militare sfavorevole e l’isolamento internazionale, la Repubblica islamica continua però a fare affidamento su una fitta rete di relazioni costruite nel tempo, in particolare in Africa, dove le ambizioni strategiche di Teheran sono cresciute in modo graduale nel corso degli ultimi decenni.

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Mentre la sinistra italiana festeggia la sconfitta di Viktor Orbán, i dati raccontano una realtà diversa: il nuovo vincitore, Péter Magyar, si muove su una piattaforma tutt'altro che progressista e la sinistra tradizionale è di fatto scomparsa dal Parlamento di Budapest.

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