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2023-12-19
La Manovra è fatta: sconti per il cuneo, stop al Superbonus e fregatura sull’Imu
Legge di Bilancio verso l’approvazione definitiva. La commissione Bilancio al Senato ieri ha chiuso i lavori sulla Manovra dando mandato ai relatori, Dario Damiani (FI), Guido Liris (FdI) e Elena Tesor (Lega) di riferire in Aula, dove il provvedimento è atteso per mercoledì 20 dicembre. Il voto in Senato, con la fiducia posta dal governo, secondo la conferenza dei capogruppo, è previsto per il 22 dicembre. Seguirà poi un breve passaggio alla Camera per far ottenere alla legge di Bilancio 2024 il via libero definitivo tra il 27 e il 30 dicembre. Tra le novità presenti negli emendamenti approvati ieri troviamo lo stop definitivo al Superbonus 110%, la revisione delle pensioni per i medici e un possibile arrivo di una terza rata dell’Imu. Nel dettaglio per quanto riguarda il Superbonus, dopo un lungo dibattito interno alla maggioranza, la legge di Bilancio non ospiterà una proroga.
I relatori della Manovra sottolineano però come si potrebbe lavorare ad una norma ad hoc sul Sal straordinario (stato avanzato dei lavori). Al momento la misura risulta essere ancora in fase di valutazione. Altro nodo cruciale è la pensione dei medici. In questo caso il governo ha deciso che non ci saranno tagli alle pensioni di vecchiaia per i medici, gli operatori sanitari, le maestre d’asilo, i dipendenti degli enti locali e gli ufficiali giudiziari. Focus il mondo sanitario è poi stato anche previsto un meccanismo di tutela che, in caso di pensione anticipata, porta ad una decurtazione del trattamento che diminuisce quanto più si ritarda il pensionamento: posticipare le finestre di uscita di un mese, se si maturano i requisiti nel 2025, di 2 mesi se si maturano i requisiti nel 2026, di 4 mesi se si maturano nel 2027 e di 6 a partire dal primo gennaio 2028. Modifiche che secondo il settore non sono sufficienti. Nella giornata di ieri medici, veterinari e sanitari hanno infatti proclamato uno sciopero, che sarà ripetuto a gennaio di 48 ore, quando però la Manovra sarà stata già approvata, senza possibilità di ulteriori modifiche. Sempre in tema di novità c’è l’Imu e il rischio di vederne un aumento. In oltre 200 Comuni, secondo Confedilizia, c’è la possibilità che alla prima rata di giugno e alla seconda di dicembre se ne aggiunga una terza il 29 febbraio 2024 a causa di un emendamento al disegno di legge di Bilancio che concede ulteriore tempo alle amministrazioni locali che non hanno provveduto a trasmettere nei tempi alle Finanze la delibera di approvazione delle aliquote: «Il termine per la pubblicazione delle delibere, ai fini dell’acquisizione della loro efficacia, è fissato al 15 gennaio 2024. Se le nuove aliquote comporteranno una differenza rispetto all’imposta versata al 18 dicembre i contribuenti saranno di nuovo chiamati alla cassa entro il 29 febbraio 2024, senza sanzioni e interessi. Nel caso emerga una differenza negativa il rimborso è invece dovuto secondo le regole ordinarie», precisa il testo. Oltre agli emendamenti approvati ieri, parliamo di una legge di Bilancio di 24 miliardi che ha il suo cuore nel taglio del cuneo fiscale e contributivo per il quale sono stati stanziati ben 10 miliardi di euro.
Per tutto il 2024 è stato confermato il taglio del cuneo fiscale, per i lavoratori che hanno un reddito fino a 35.000 euro di 6 punti percentuale e di sette per i redditi fino a 25.000 euro. Si tratta di una misura che coinvolge circa 14 milioni di cittadini e secondo le stime del governo di un aumento in busta paga di circa 100 euro al mese. La misura deve essere letta insieme alla revisione degli scaglioni Irpef (novità che è arrivata con il primo decreto attuativo della riforma fiscale approvato il 16 ottobre) che prevede l’accorpamento dei primi due scaglioni. E dunque, per i redditi fino a 28.000 l’aliquota fiscale sarà del 23%, dai 28.001 ai 50.000 euro si passerà al 35% e oltre i 50.000 euro si avrà una tassazione del 43%. Il vantaggio maggiore viene dunque concesso ai redditi medio bassi, fino a 28.000, dato che con la precedente suddivisione, l’Irpef era pari al 25%. Con l’attuale modifica l’aliquota si abbassa invece di due punti percentuali. A questo si deve aggiungere il taglio del cuneo fiscale e dunque una busta paga più pesante a fine mese. Meno bene invece per i redditi medio alti dato che, a fronte di un tassazione invariata, hanno meno tax expenditure. Il governo ha infatti introdotto una franchigia di 260 euro per il 2024 per le detrazioni del 19% (escluse le spese mediche).
Sono previste misure di incentivo per chi assume a tempo indeterminato. L’agevolazione maggiore è prevista nel caso in cui l’impresa dovesse assumere soggetti svantaggiati. In generale è prevista una super deduzione sul costo di lavoro per chi assume a tempo indeterminato pari al 120%. Questa è maggiorata al 130% se si assumono mamme, under 30, persone con invalidità e percettori del reddito di cittadinanza. Da ricordare come l’Ace viene abrogata alla luce dell’introduzione delle nuove agevolazioni per le imprese che assumono nuovo personale e delle global minimi tax. Sempre lato aziende ci sono poi altre due misure interessanti. La prima riguarda la revisione dei fringe benefit. Questi sono stati portati a 2.000 euro per i lavoratori con figli e a 1.000 per tutti gli altri. E la seconda i congedi parentali, che sono stati allungati di qualche mese fino al sesto anno di vita del bambino. Infine, è stato previsto per le madri lavoratrici, con almeno due figli, una decontribuzione, fino ai 10 anni del più piccolo, se i figli sono due, e dei 18 anni se sono tre.
Ecco l’assegno di inclusione, meglio del reddito M5s
È partita ieri la possibilità di fare domande per l’Assegno di inclusione. L’Adi, come viene chiamato con un acronimo, entrerà in vigora tra pochi giorni, dal primo gennaio 2024. Si tratta di una nuova misura pensata per i nuclei familiari che includono almeno una persona disabile, minori, persone con oltre 60 anni di età o in condizioni di svantaggio.
Come fa sapere l’Inps, i soldi arriveranno nelle tasche dei beneficiari il mese successivo alla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale (Pad) e, naturalmente, solo in caso di esito positivo dell’istruttoria della domanda. La domanda può essere avanzata sia attraverso il sito dell’Inps, attraverso i patronati e, dal 2024, anche attraverso i Caf.
La misura interessa più di 737.000 famiglie ed è legata a doppio nodo con il Supporto formazione e lavoro, già partito a settembre di quest’anno. Prevista anche la carta di inclusione, ricaricabile ed emessa da Poste italiane: sarà lo strumento dove verrà depositato l’importo per l’Adi.
La norma, voluta dalla ministra del Lavoro Marina Calderone, prevede che l’importo da accreditare possa essere riconosciuto per 18 mesi ed essere rinnovato, dopo un mese di pausa, per altri 12 mesi. L’importo massimo previsto dalla misura non può essere superiore ai 6.000 euro, ma vi sono alcune eccezioni. Ad esempio, nel caso in cui vi siano membri della famiglia con più di 67 anni, la cifra può salire a 7.560 euro in 12 mesi. Per quanto concerne i requisiti, il valore dell’Isee non può essere superiore a 9.360 euro.
Il primo passo per avere l’Adi, però, è quello di sottoscrivere il «Patto di attivazione digitale» sulla piattaforma Siisl (il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa) e dunque aderire ad un percorso personalizzato di inclusione sociale o lavorativa. Chi lo farà, dovrà presentarsi ai servizi social entro 120 dalla sottoscrizione del Pad. Successivamente, gli incontri dovranno avvenire ogni 90 giorni per dare aggiornamenti sulla propria posizione e, in caso in cui non ci si presenti agli appuntamenti, il contributo sociale viene immediatamente sospeso.
Ci sono, però, anche persone che non hanno vincoli di percorso (formativo o lavorativo): si tratta dei cittadini con oltre 60 anni di età e persone con disabilità, con figli di tre anni o tre o più minori, e le donne vittime di violenza di genere inserite nei percorsi di protezione.
I fondatori del Reddito di cittadinanza, i grillini, sono già sulle barricate: sono convinti che il governo Meloni abbia ridotto a zero la spesa per le persone in difficoltà o senza lavoro. A conti fatti, però, non sarebbe così. Nel 2022, ultimo anno intero per cui il governo ha pagato il reddito o la pensione di cittadinanza, sono stati spesi 7,99 miliardi di euro. Poco di più rispetto a quanto pagherà l’attuale governo a partire dal 2024. Per il prossimo anno, infatti, i fondi previsti per l’assegno di inclusione sociale sono pari a 5,5 miliardi di euro, cifre che aumentano ogni anno fino a 6 miliardi di euro annui nel 2033. A questi denari va aggiunto supporto per la formazione e il lavoro, che nel 2024 costerà circa 1,5 miliardi. In totale, insomma, la spesa prevista è di 7 miliardi di euro, poco inferiore a quanto previsto nel 2022 per il Reddito di cittadinanza.
Non va poi dimenticato che molti percettori del Reddito, stando ai dati dell’Inps, non hanno fatto richiesta per accedere al Supporto per la formazione e il lavoro. Secondo i dati, su 192.000 nuclei famigliari a cui è stata sospesa la misura voluta dal M5s, solo 80.161 si sono fatti avanti per il nuovo strumento.
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Voto venerdì: 200 Comuni potranno mettere una terza rata sulla casa. Meno tagli ai medici, che sciopereranno a gennaio.Ecco l’assegno di inclusione. Già possibile presentare domanda per 737.000 famiglie in condizioni svantaggiate: arriva a 7.500 euro. Ma bisogna fare formazione.Lo speciale contiene due articoli.Legge di Bilancio verso l’approvazione definitiva. La commissione Bilancio al Senato ieri ha chiuso i lavori sulla Manovra dando mandato ai relatori, Dario Damiani (FI), Guido Liris (FdI) e Elena Tesor (Lega) di riferire in Aula, dove il provvedimento è atteso per mercoledì 20 dicembre. Il voto in Senato, con la fiducia posta dal governo, secondo la conferenza dei capogruppo, è previsto per il 22 dicembre. Seguirà poi un breve passaggio alla Camera per far ottenere alla legge di Bilancio 2024 il via libero definitivo tra il 27 e il 30 dicembre. Tra le novità presenti negli emendamenti approvati ieri troviamo lo stop definitivo al Superbonus 110%, la revisione delle pensioni per i medici e un possibile arrivo di una terza rata dell’Imu. Nel dettaglio per quanto riguarda il Superbonus, dopo un lungo dibattito interno alla maggioranza, la legge di Bilancio non ospiterà una proroga. I relatori della Manovra sottolineano però come si potrebbe lavorare ad una norma ad hoc sul Sal straordinario (stato avanzato dei lavori). Al momento la misura risulta essere ancora in fase di valutazione. Altro nodo cruciale è la pensione dei medici. In questo caso il governo ha deciso che non ci saranno tagli alle pensioni di vecchiaia per i medici, gli operatori sanitari, le maestre d’asilo, i dipendenti degli enti locali e gli ufficiali giudiziari. Focus il mondo sanitario è poi stato anche previsto un meccanismo di tutela che, in caso di pensione anticipata, porta ad una decurtazione del trattamento che diminuisce quanto più si ritarda il pensionamento: posticipare le finestre di uscita di un mese, se si maturano i requisiti nel 2025, di 2 mesi se si maturano i requisiti nel 2026, di 4 mesi se si maturano nel 2027 e di 6 a partire dal primo gennaio 2028. Modifiche che secondo il settore non sono sufficienti. Nella giornata di ieri medici, veterinari e sanitari hanno infatti proclamato uno sciopero, che sarà ripetuto a gennaio di 48 ore, quando però la Manovra sarà stata già approvata, senza possibilità di ulteriori modifiche. Sempre in tema di novità c’è l’Imu e il rischio di vederne un aumento. In oltre 200 Comuni, secondo Confedilizia, c’è la possibilità che alla prima rata di giugno e alla seconda di dicembre se ne aggiunga una terza il 29 febbraio 2024 a causa di un emendamento al disegno di legge di Bilancio che concede ulteriore tempo alle amministrazioni locali che non hanno provveduto a trasmettere nei tempi alle Finanze la delibera di approvazione delle aliquote: «Il termine per la pubblicazione delle delibere, ai fini dell’acquisizione della loro efficacia, è fissato al 15 gennaio 2024. Se le nuove aliquote comporteranno una differenza rispetto all’imposta versata al 18 dicembre i contribuenti saranno di nuovo chiamati alla cassa entro il 29 febbraio 2024, senza sanzioni e interessi. Nel caso emerga una differenza negativa il rimborso è invece dovuto secondo le regole ordinarie», precisa il testo. Oltre agli emendamenti approvati ieri, parliamo di una legge di Bilancio di 24 miliardi che ha il suo cuore nel taglio del cuneo fiscale e contributivo per il quale sono stati stanziati ben 10 miliardi di euro.Per tutto il 2024 è stato confermato il taglio del cuneo fiscale, per i lavoratori che hanno un reddito fino a 35.000 euro di 6 punti percentuale e di sette per i redditi fino a 25.000 euro. Si tratta di una misura che coinvolge circa 14 milioni di cittadini e secondo le stime del governo di un aumento in busta paga di circa 100 euro al mese. La misura deve essere letta insieme alla revisione degli scaglioni Irpef (novità che è arrivata con il primo decreto attuativo della riforma fiscale approvato il 16 ottobre) che prevede l’accorpamento dei primi due scaglioni. E dunque, per i redditi fino a 28.000 l’aliquota fiscale sarà del 23%, dai 28.001 ai 50.000 euro si passerà al 35% e oltre i 50.000 euro si avrà una tassazione del 43%. Il vantaggio maggiore viene dunque concesso ai redditi medio bassi, fino a 28.000, dato che con la precedente suddivisione, l’Irpef era pari al 25%. Con l’attuale modifica l’aliquota si abbassa invece di due punti percentuali. A questo si deve aggiungere il taglio del cuneo fiscale e dunque una busta paga più pesante a fine mese. Meno bene invece per i redditi medio alti dato che, a fronte di un tassazione invariata, hanno meno tax expenditure. Il governo ha infatti introdotto una franchigia di 260 euro per il 2024 per le detrazioni del 19% (escluse le spese mediche).Sono previste misure di incentivo per chi assume a tempo indeterminato. L’agevolazione maggiore è prevista nel caso in cui l’impresa dovesse assumere soggetti svantaggiati. In generale è prevista una super deduzione sul costo di lavoro per chi assume a tempo indeterminato pari al 120%. Questa è maggiorata al 130% se si assumono mamme, under 30, persone con invalidità e percettori del reddito di cittadinanza. Da ricordare come l’Ace viene abrogata alla luce dell’introduzione delle nuove agevolazioni per le imprese che assumono nuovo personale e delle global minimi tax. Sempre lato aziende ci sono poi altre due misure interessanti. La prima riguarda la revisione dei fringe benefit. Questi sono stati portati a 2.000 euro per i lavoratori con figli e a 1.000 per tutti gli altri. E la seconda i congedi parentali, che sono stati allungati di qualche mese fino al sesto anno di vita del bambino. 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Come fa sapere l’Inps, i soldi arriveranno nelle tasche dei beneficiari il mese successivo alla sottoscrizione del Patto di attivazione digitale (Pad) e, naturalmente, solo in caso di esito positivo dell’istruttoria della domanda. La domanda può essere avanzata sia attraverso il sito dell’Inps, attraverso i patronati e, dal 2024, anche attraverso i Caf. La misura interessa più di 737.000 famiglie ed è legata a doppio nodo con il Supporto formazione e lavoro, già partito a settembre di quest’anno. Prevista anche la carta di inclusione, ricaricabile ed emessa da Poste italiane: sarà lo strumento dove verrà depositato l’importo per l’Adi. La norma, voluta dalla ministra del Lavoro Marina Calderone, prevede che l’importo da accreditare possa essere riconosciuto per 18 mesi ed essere rinnovato, dopo un mese di pausa, per altri 12 mesi. L’importo massimo previsto dalla misura non può essere superiore ai 6.000 euro, ma vi sono alcune eccezioni. Ad esempio, nel caso in cui vi siano membri della famiglia con più di 67 anni, la cifra può salire a 7.560 euro in 12 mesi. Per quanto concerne i requisiti, il valore dell’Isee non può essere superiore a 9.360 euro. Il primo passo per avere l’Adi, però, è quello di sottoscrivere il «Patto di attivazione digitale» sulla piattaforma Siisl (il Sistema informativo per l’inclusione sociale e lavorativa) e dunque aderire ad un percorso personalizzato di inclusione sociale o lavorativa. Chi lo farà, dovrà presentarsi ai servizi social entro 120 dalla sottoscrizione del Pad. Successivamente, gli incontri dovranno avvenire ogni 90 giorni per dare aggiornamenti sulla propria posizione e, in caso in cui non ci si presenti agli appuntamenti, il contributo sociale viene immediatamente sospeso. Ci sono, però, anche persone che non hanno vincoli di percorso (formativo o lavorativo): si tratta dei cittadini con oltre 60 anni di età e persone con disabilità, con figli di tre anni o tre o più minori, e le donne vittime di violenza di genere inserite nei percorsi di protezione. I fondatori del Reddito di cittadinanza, i grillini, sono già sulle barricate: sono convinti che il governo Meloni abbia ridotto a zero la spesa per le persone in difficoltà o senza lavoro. A conti fatti, però, non sarebbe così. Nel 2022, ultimo anno intero per cui il governo ha pagato il reddito o la pensione di cittadinanza, sono stati spesi 7,99 miliardi di euro. Poco di più rispetto a quanto pagherà l’attuale governo a partire dal 2024. Per il prossimo anno, infatti, i fondi previsti per l’assegno di inclusione sociale sono pari a 5,5 miliardi di euro, cifre che aumentano ogni anno fino a 6 miliardi di euro annui nel 2033. A questi denari va aggiunto supporto per la formazione e il lavoro, che nel 2024 costerà circa 1,5 miliardi. In totale, insomma, la spesa prevista è di 7 miliardi di euro, poco inferiore a quanto previsto nel 2022 per il Reddito di cittadinanza. Non va poi dimenticato che molti percettori del Reddito, stando ai dati dell’Inps, non hanno fatto richiesta per accedere al Supporto per la formazione e il lavoro. Secondo i dati, su 192.000 nuclei famigliari a cui è stata sospesa la misura voluta dal M5s, solo 80.161 si sono fatti avanti per il nuovo strumento.
Enrica Bonaccorti (Ansa)
Il grande pubblico la conosce per i suoi trascorsi di conduttrice e opinionista tv, ruoli ricoperti a partire dai primi anni Ottanta e proseguiti in modo pressoché continuativo fino a pochi anni or sono, ma la Bonaccorti, nei suoi 75 anni di vita (era nata a Savona il 18 novembre 1949), ha fatto tantissimo altro. Innanzitutto l’attrice, muovendo i primi passi in ambito teatrale tra il finire degli anni Sessanta e l’inizio dei Settanta, in quella Capitale dove si era da poco trasferita con la famiglia. Il suo debutto avviene presso il Teatro alla Ringhiera di Trastevere, uno dei tanti luoghi di sperimentazione e avanguardia della Roma di quel tempo (curiosità: lo spazio era situato in Via dei Riari e i Riario erano una nobile famiglia di origini savonesi, come Enrica), quindi giunge la partecipazione, nel 1970, allo spettacolo Mi è cascata una ragazza nel piatto (dalla pièce dell’inglese Terence Frisby), al fianco di Domenico Modugno e Paola Quattrini. Nello stesso periodo, in virtù della frequentazione di Modugno, si cimenta nella stesura di liriche, co-firmando i testi di due capisaldi del repertorio dell’artista pugliese: Amara terra mia (1971) e l’ancor più celebre La lontananza, uscita l’anno precedente. Al 1973 risale un evento fondamentale nell’esistenza della Bonaccorti: la nascita dell’amata (e unica) figlia Verdiana, frutto della relazione con l’allora marito Daniele Pettinari, regista e sceneggiatore. Nel 1969, intanto, Enrica aveva debuttato al cinema, entrando nel cast del film Metti, una sera a cena di Giuseppe Patroni Griffi. Seguirà la partecipazione a numerose pellicole, buona parte delle quali riconducibili ai generi (talvolta fusi tra loro) della commedia e dell’erotismo, quest’ultimo frequentato dalla Bonaccorti in ragione di un fisico procace e statuario, esibito in film come Il maschio ruspante di Antonio Racioppi (1973) e Rag. Arturo De Fanti, bancario precario di Luciano Salce (1980) e in seguito, nel 1982, in un servizio fotografico per la rivista Playboy.
La carriera televisiva, che le darà la piena celebrità, ha inizio come già detto nei primi anni Ottanta, dapprima con le trasmissioni Rai Italia sera (1983-1986) e Pronto, chi gioca? (1985-1987, continuazione del Pronto, Raffaella? condotto dalla Carrà), poi con vari programmi per la Fininvest come La giostra (1987-1988), Cari genitori (1988) e l’indimenticata prima edizione di Non è la Rai (1991-1992). La Bonaccorti è stata anche scrittrice: nel suo ultimo libro, Nove novelle senza lieto fine, pubblicato pochi mesi fa, vi è un componimento in cui, confermando la sua abilità nell’uso delle parole, affronta con ironia ammirevole quella morte che sapeva vicina a causa del carcinoma al pancreas da cui era affetta: «Ho spesso pensato / alla morte / ma non ci ho mai veramente creduto / Soprattutto alla mia / Ora fra anagrafe e acciacchi / qualche dubbio mi assale / E se anch’io fossi mortale? / Ma non voglio sapere / né approfondire / l’idea di morire / mi uccide».
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Non solo talento e allenamento: l’era dei dati entra nelle competizioni e vale miliardi. Dopo l’esperienza di Milano-Cortina 2026, l’intelligenza artificiale spinge performance, strategie e coinvolgimento dei tifosi, con un mercato globale previsto in crescita del 310% entro il 2034.
Alle Olimpiadi Invernali di Giochi Olimpici Invernali Milano Cortina 2026 non si è visto solo talento, fatica e spettacolo. Accanto agli atleti, spesso lontano dalle telecamere, ha lavorato anche un altro protagonista: l’algoritmo. Silenzioso, invisibile, ma sempre più decisivo. È il segno di una trasformazione che non riguarda solo una singola edizione dei Giochi, ma l’intero sistema sportivo.
I numeri aiutano a capire la portata del fenomeno. Secondo Fortune Business Insights, il mercato globale dell’intelligenza artificiale applicata allo sport valeva 1,22 miliardi di dollari nel 2025, salirà a 1,43 miliardi nel 2026 e toccherà i 5,01 miliardi entro il 2034. Una crescita del +310% in meno di dieci anni, con un tasso medio annuo del 16,9%. A trainare questa espansione sono soprattutto le decisioni basate sui dati per migliorare le prestazioni e i risultati competitivi, insieme alle soluzioni di coinvolgimento personalizzato dei tifosi. Sempre più diffusa è anche l’analisi predittiva, utilizzata per prevenire infortuni, gestire i carichi di allenamento e programmare lo sviluppo degli atleti, mentre le piattaforme cloud rendono questi strumenti accessibili a squadre e campionati di ogni dimensione.
A Milano-Cortina l’intelligenza artificiale si è vista in modo concreto. Il Comitato Olimpico Internazionale ha presentato Olympic Gpt, un assistente digitale capace di rispondere in tempo reale alle domande degli spettatori su regolamenti, risultati e curiosità. Una sorta di guida virtuale per orientarsi tra gare e classifiche. Dietro le quinte, Olympic Broadcasting Services ha sperimentato strumenti di Ia per catalogare enormi flussi video, creare highlight automatici e arricchire le immagini con dati e analisi in tempo reale. Il salto di uno sciatore «fermato» a mezz’aria, con grafica su velocità e angolo d’atterraggio, non è solo un effetto scenico: è un nuovo modo di raccontare lo sport.
L’intelligenza artificiale però non si limita a descrivere le imprese, contribuisce a costruirle. La snowboarder americana Maddie Mastro ha corretto un errore tecnico grazie alla ricostruzione tridimensionale del suo movimento attraverso modelli basati su IA. La nazionale statunitense di bob e skeleton ha trasformato micro-variazioni e dati in un vantaggio competitivo. Nel pattinaggio di velocità sono stati creati gemelli digitali degli atleti per simulare la resistenza dell’aria, replicando virtualmente ciò che un tempo si faceva in galleria del vento. Secondo Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, fondatori della community Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice e organizzatori della Ai Week, l’Ai non sostituisce il talento ma lo amplifica, permettendo di vedere dettagli invisibili e di prendere decisioni migliori in meno tempo. In discipline dove le medaglie si decidono per centesimi, anche una micro-correzione può fare la differenza. Anche l’Italia ha investito in monitoraggi e protocolli scientifici. Le due medaglie d’oro nello sci di Federica Brignone, tornata in gara dopo un grave infortunio, raccontano anche di analisi continue e della collaborazione tra la Federazione Italiana Sport Invernali e partner privati per prevenire ricadute e ottimizzare il rientro. E perfino il curling, diventato popolare grazie ai successi di Stefania Constantini e Amos Mosaner, ha visto l’impiego di sistemi capaci di tracciare traiettorie reali e previsionali in tempo reale, offrendo un supporto tattico che fino a ieri era affidato soprattutto all’intuito.
La trasformazione in atto si muove lungo cinque direttrici principali: l’ottimizzazione delle performance in tempo reale attraverso sensori e dispositivi indossabili; la previsione preventiva degli infortuni grazie all’analisi di dati biometrici e carichi di lavoro; il coinvolgimento personalizzato dei tifosi con contenuti e offerte su misura; lo storytelling automatizzato con riassunti generati in tempo reale; e un modello decisionale sempre più fondato su analisi oggettive di video e dati statistici. La passione resta umana, ma l’infrastruttura che la sostiene è sempre più intelligente. E quanto visto a Milano-Cortina potrebbe essere solo l’inizio.
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Sul fronte macro, il conflitto che coinvolge Usa, Israele e Iran ha riacceso petrolio e gas, riportando al centro il rischio inflazione e la possibilità che la discesa dei tassi diventi più lenta e accidentata. «La situazione geopolitica fragile e il balzo energetico rischiano di mettere in difficoltà molte aziende, con possibili effetti a catena sul fronte dei prestiti e un aumento delle sofferenze», commenta Gaziano, «rendendo il percorso di riduzione dei tassi da parte delle banche centrali molto più accidentato del previsto. Uno scenario che lo stesso Donald Trump non può permettersi a lungo, visto il calo di gradimento tra i suoi sostenitori iniziali dovuto all’incertezza economica». Negli Usa la volatilità sostiene ancora trading e advisory; in Europa, invece, la maggiore dipendenza energetica rende il settore più esposto a uno choc prolungato.
«L’esposizione diretta delle banche europee al conflitto in Medio Oriente è molto limitata e si concentra essenzialmente negli Emirati Arabi Uniti, riguardando due istituti, Standard Chartered e Hsbc», aggiunge Jerome Legras, head of research Axiom Alternative Investments. «Dato ciò», continua, «il meccanismo di trasmissione del rischio dominante per gli istituti di credito del Vecchio continente è quello macroeconomico: uno choc dei prezzi del petrolio che si ripercuote sull’inflazione, sulle aspettative dei tassi di interesse e sulle condizioni di finanziamento in generale, piuttosto che tradursi in perdite dirette di bilancio. Sebbene i fattori geopolitici siano molto diversi, questo scenario macroeconomico non è dissimile da quello osservato durante le prime settimane della guerra in Ucraina. In quell’occasione, l’impatto sui tassi ha pesato di più rispetto a quello sulla qualità degli attivi, grazie alle ingenti riserve detenute dalle banche e ai loro criteri conservativi nella concessione dei prestiti. Resta da vedere se lo stesso vale per una guerra che probabilmente sarà molto più breve».
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Un secolo di storia, un racconto di famiglia, cultura e bollicine italiane: così Valdo ha celebrato a Milano i suoi primi cento anni. Il Teatro Gerolamo è diventato per un giorno il palcoscenico di un viaggio attraverso i riti sociali, le trasformazioni del gusto, una visione imprenditoriale e l’evoluzione di un prodotto che è diventato un’icona contemporanea.
È così che l’evento Cento anni di Valdo. Quando il Prosecco diventa cultura ha intrecciato narrazione corale, immagini e racconti, restituendo il Prosecco non solo come prodotto, ma come gesto conviviale, linguaggio sociale e simbolo di italianità.
A guidare il pubblico tra ricordi, aneddoti e visioni future è stato Pino Strabioli, conduttore televisivo e divulgatore di costume. Al suo fianco, Pierluigi Bolla, presidente di Valdo e seconda generazione alla guida dell’azienda, ha raccontato il percorso della famiglia e della società, affiancato dalla chef stellata Chiara Pavan e dal giornalista wine expert Giulio Somma. «Se dovessi rappresentare in una definizione la storia di Valdo direi: “una vita vivace”», ha spiegato Bolla, citando lo storico claim pubblicitario degli anni Novanta. «Valdo ha sempre guardato al cambiamento con ottimismo, portando, con la freschezza di un perlage unico, gioia e leggerezza anche nei momenti quotidiani». La storia della famiglia Bolla, partita da Albano che nel 1883 produceva vino per i propri ospiti a Soave, ha trovato continuità nella creazione di Valdo nel 1951, un nome e un brand capaci di coniugare tradizione e innovazione. L’azienda ha saputo anticipare i tempi e costruire uno stile vinicolo riconoscibile. «Dalle sperimentazioni sul metodo classico alle cuvée dedicate alla ristorazione, Valdo ha creato vini che raccontano una storia enologica significativa», ha sottolineato Somma. Per Chiara Pavan, il legame tra territorio e gusto è centrale: «Il prosecco è legato a una terra vocata, con sapori unici, ed è ideale per una cucina sostenibile e attenta alle materie prime».
Pierluigi Bolla
L’intervista esclusiva realizzata a margine con Pierluigi Bolla ha reso ancora più chiaro il filo rosso tra passato e futuro dell’azienda. «Innovazione e tradizione sono sempre stati un mantra per Valdo», spiega l'imprenditore. «Oggi abbiamo sfide importanti: lo sviluppo dell’azienda Magredi, nuovi vini e spumanti, e il progetto dello spumante no alcohol. Innovazione e tradizione sono i binari su cui l’azienda deve continuare a muoversi». Ma l’attualità impone anche di guardare con prudenza ai mercati internazionali. Bolla parla di una «tempesta perfetta»: dazi, svalutazione dell’euro e un cambiamento nei comportamenti dei consumatori globali. «Si produce più vino di quello che si consuma. Negli Stati Uniti e in Francia si stanno spiantando migliaia di ettari. La situazione è complessa e richiede esperienza, prudenza, visione e qualche scommessa». Nonostante le difficoltà, il presidente di Valdo mantiene un ottimismo realistico: «Bisogna navigare in tempesta con la consapevolezza del nostro DNA imprenditoriale: avere visione, essere ottimisti e fare scelte coraggiose. L’impegno è vincere, come abbiamo fatto per cento anni».
Il talk e l’intervista hanno anche esplorato la strada del Prosecco del futuro. Valdo Purø – Alcohol Free Blanc de Blancs rappresenta una sperimentazione significativa: il primo spumante analcolico dell’azienda, premiato con la medaglia d’oro al Berliner Wein Trophy. Un esempio di come Valdo sappia conciliare innovazione, identità storica e attenzione al mercato contemporaneo. La sostenibilità è un tema centrale, sia per la produzione del vino sia per la cucina. «Oggi la cucina è più sobria, concentrata sulla materia prima e attenta all’ambiente», spiega Pavan. «È proprio il rispetto del territorio e dell’ecosistema a permetterci di avere prodotti di qualità e sapori autentici». Il territorio rimane cuore pulsante dell’azienda: le colline di Conegliano e Valdobbiadene, patrimonio Unesco, continuano a offrire la miglior espressione della Glera, interpretata con competenza e spirito innovativo. L’acquisizione di nuovi vigneti nelle Grave del Friuli amplia le possibilità di sperimentazione, tra metodo Charmat, classico e vini fermi.
La celebrazione del centenario non è solo memoria, ma impegno verso il futuro. Bolla sottolinea l’importanza di gestire la crescita in un mercato maturo, senza inseguire mode ma guidando il proprio percorso con responsabilità. «Cent’anni non sono un traguardo, sono una responsabilità», conclude. «Significa aver attraversato la storia senza perdere identità, sapere cambiare senza smarrirsi e avere ancora voglia e coraggio di innovare». Tra brindisi, ricordi e visioni, Milano ha salutato un secolo di Valdo, un’azienda che ha trasformato le bollicine in cultura, leggerezza e futuro, pronta a continuare a raccontare la propria storia, e quella di un’Italia che cambia ma continua a brindare con le sue eccellenze vinicole.
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