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Dopo anni a chiedere porte aperte la Cgil adesso scopre la sicurezza
Polizia ferroviaria (Imagoeconomica)
Il sindacato, in prima fila per contestare i suoi decreti, oggi sciopera contro Matteo Salvini.

Qualcuno, in Cgil, dovrebbe ripassare la storiella dell’uomo che gridava «al lupo, al lupo». È difficile, infatti, farsi prendere sul serio quando una mobilitazione per la sicurezza sul lavoro, in seguito al barbaro omicidio del capotreno Alessandro Ambrosio, si incastra tra una protesta per chiedere «l’immediata convocazione del Consiglio di sicurezza delle Nazioni unite» a seguito della «violazione della sovranità nazionale della Repubblica del Venezuela da parte degli Stati Uniti d’America» e una per invocare «la necessità di raggiungere un immediato cessate il fuoco, di consentire l’ingresso degli aiuti umanitari nella Striscia di Gaza e di aprire il prima possibile un processo di pace».

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Lavoratori, addio: la Cgil difende i dittatori
Maurizio Landini (Ansa)
Un sindacalista tarantolato, sceso in piazza a Roma, spiega con tono minaccioso a un esule venezuelano che sbaglia a esultare per la caduta di chi ha oppresso la sua gente. D’altronde Landini insiste: Maduro è un leader «legittimamente eletto dal popolo».

«Sei scappato dal tuo Paese, scappa anche da qua. Vigliacco e traditore». Il sincero democratico della Cgil - inclusivo, pacifista e pure resiliente alle vongole - ha gli occhi fuori dalle orbite mentre aggredisce il ragazzo venezuelano che vorrebbe spiegargli l’assurdità della manifestazione organizzata a Roma a difesa del regime di Nicolás Maduro. Piazza Barberini è uno spaccato del Metaverso: un centinaio di militanti rossi di rabbia inneggia al dittatore nel nome del diritto internazionale (calpestato per 27 anni senza che se ne accorgessero) e ingaggia una pseudo-colluttazione con quattro esuli venezuelani che pensavano di partecipare al loro 25 aprile.

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In piazza per il «caudillo» Maduro più sigle che persone
Uno scatto della manifestazione a Roma per Maduro (Ansa)
A Roma Anpi, Cgil e decine di associazioni chiedono l’intervento dell’Onu. Landini attacca la Meloni.

C’erano probabilmente più sigle che presenti ieri a Roma a Piazza Barberini, alla manifestazione organizzata a sostegno dell’ex presidente venezuelano Nicolás Maduro. Immancabili Anpi e Cgil, presenti Pd e Avs, in piazza si sono radunate molte sigle della sinistra radicale: Rete Numeri Pari, Rete Italiana Pace e Disarmo, Rete No Bavaglio, Sbilanciamoci, Stop Rearm Europe Italia, Sinistra Civica Ecologista Roma, Sinistra Anticapitalista Roma, Rifondazione Comunista Roma, Centro Riforma dello Stato, Medicina Democratica, Sportelli Solidali 9, Coordinamento genitori democratici-cgd onlus, Disability Pride, Genazzano In Comune Una Nuova Storia Tivoli, Alternativa per Anzio, Ladispoli Attiva, Genzano In Comune, Frosinone Provincia in Comune, Rieti Città Futura, Controvento Rieti, Sce Colleferro, Forum per il Diritto alla Salute, Wilpf Italia Aps, Casetta Rossa, Psi, Casa Internazionale delle Donne, Giovani Democratici Roma, Auser Lazio, Disarma-Il Coraggio della Pace, Associazione donne Brasiliane in Italia, Latina Bene Comune, Cinecittà Bene Comune, Unione Donne in Italia, Associazione Italiana Tecnici di Ripresa, Un Ponte Per, Sparwasser Aps.

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La Cgil oltraggia ancora Ramelli
Maurizio Landini (Ansa)
Il sindaco leghista di Nardò Pippi Mellone vuole intitolare una scuola allo studente ucciso, ma la sigla di Maurizio Landini si oppone: «Un neofascista». Vandalizzata pure la targa di Norma Cossetto.

A distanza di cinquant’anni, la storia è ormai nota. Sergio Ramelli è uno studente dell’istituto Molinari di Milano. È un ragazzo come tanti. Gioca a pallone e tifa Inter. Ha i capelli lunghi, come molti suoi coetanei di sinistra. Anche se lui, però, milita nel Fronte della gioventù del Movimento sociale italiano. È coraggioso, Sergio. Riceve diverse minacce, è costretto a cambiare scuola. Ma non si ferma. Scrive un tema sulle Brigate rosse che gli costerà un’aggressione (il 13 marzo 1975) che lo porterà alla morte dopo 47 giorni di agonia (il 29 aprile di quello stesso anno). A distanza di cinquant’anni la sua figura dovrebbe ormai essere ricordata da qualsiasi partito politico. Un morto di destra dovrebbe valere come uno di sinistra. A distanza di cinquant’anni, il sindaco di Nardò, Pippi Mellone (Lega), ha deciso di dedicare una scuola a Ramelli.

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Landini prima firma contratti poveri poi attacca il governo se li «sistema»
Maurizio Landini (Ansa)
  • Polemiche per la norma (saltata) che toglieva alle aziende l’obbligo di pagare gli arretrati ai dipendenti che fanno ricorso per i salari troppo bassi. Ma quelle buste paga erano frutto di tanti accordi siglati dalla Cgil.
  • Infrastrutture, arrivano 20 miliardi. Il Cipess approva il fabbisogno per il prossimo anno. Intanto il Senato dà il via libera alla manovra. Giorgetti: «Abbiamo fatto interventi che sembravano impossibili».

Lo speciale contiene due articoli.

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