La rivoluzione è un pranzo. Piccola apologia del sovranismo alimentare

Mangiare è un atto politico, per mezzo del quale si ritorna alla terra e si riscopre la difesa dei confini. Ma occhio alla cucina spettacolo e alle mode succhiasoldi. Mangiare italiano non vuol dire solo riempirsi il piatto di «pomodori selvaggi di Canicattì innaffiati con acqua di fiume carsico». Basta scegliere bene ciò che si compra, leggere le etichette, informarsi, pretendere che i produttori rispettino standard precisi. La rivoluzione, oggi, è un pranzo in famiglia.
N.Campo/Getty Images
La proposta del centrodestra, che inasprisce le pene per i reati contro i gay ma non dà spazio alle trappole ideologiche, fa perdere la testa ad Alessandro Zan e alla sinistra. Andrebbero in fumo infatti i finanziamenti milionari per manifestazioni e lezioni di indottrinamento.
Alessandro Zan (Ansa)
Le misure sull'omofobia proposte dal Pd aprirebbero ricche possibilità per gli attivisti Lgbt. A chi sarebbero affidate infatti le varie «iniziative utili» previste? Al solito giretto di circoli arcobaleno. Ci sono già 4 milioni solo per i «centri antiviolenza».
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