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Dalla Willys alla Wrangler. La Jeep torna con l'Esercito Italiano

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Dalla Willys alla Wrangler. La Jeep torna con l'Esercito Italiano
La Wrangler J8 e la Willys in servizio con il Reparto Celere (Aads/Getty Images)

Dalle Jeep abbandonate dagli americani nel dopoguerra alla Campagnola, alla Land Rover alla Wrangler. L' evoluzione delle "AR", le vetture fuoristrada da ricognizione utilizzate dall'Esercito Italiano che chiude un cerchio lungo 75 anni. L' Esercito Italiano ha da poco annunciato l'imminente arrivo di nuovi veicoli da ricognizione basati sul modello Jeep Wrangler e allestiti a Gibilterra dalla società specializzata Aads.

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Vitali tra le aziende italiane leader della sostenibilità
Il gruppo attivo nelle infrastrutture, nell’energia e nella rigenerazione urbana entra nella classifica Leader della Sostenibilità 2026 realizzata dal Sole 24 Ore e Statista. Premiato il percorso sviluppato negli ultimi anni sul fronte ESG e della crescita sostenibile.
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Strabismi rossi sulla violenza. È terrorista solo quella che proviene dalla destra
Paolo Berizzi (Ansa)
Lo storico Eric Gobetti sostiene che le stragi sono sempre fasciste. Gli altri? Compagni che sbagliano. Paolo Berizzi fa l’identikit dei nazi nichilisti, ma sembra il profilo di Salim El Koudri.
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La Germania non ha abbastanza volontari: «Forse ci servirà la leva obbligatoria»
(Ansa)
Il governo diventa azionista di una fabbrica di tank e reclama la guida della Nato con meno Usa. Il cui hi-tech resta essenziale.

Toh: la spontanea adesione al ricostituendo esercito di Germania, che nelle intenzioni del governo di Friedrich Merz - con effetto déjà vu - dovrà diventare il più grande d’Europa, potrebbe aver bisogno di una spintarella: dall’arruolamento volontario si passerebbe alla leva obbligatoria. Come La Verità sospettava già da un annetto.

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Trump: prenderemo l’uranio all’Iran
Ansa
Il Pakistan media un accordo temporaneo tra Washington e Teheran su nucleare e Stretto di Hormuz. Rubio: «Segnali positivi». Ma non esclude l’opzione militare.

Sembra essersi rimesso in moto il processo diplomatico tra Stati Uniti e Iran. Ieri, il capo delle forze armate pakistane, Asim Munir, era atteso a Teheran. Secondo l’agenzia di stampa turca Anadolu, il suo obiettivo sarebbe quello di mediare un accordo «temporaneo» tra i due belligeranti: un accordo che dovrebbe consentire la ripresa dei colloqui su temi chiave, come Hormuz e il nucleare iraniano.

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