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Inchieste e veleni nella nuova Anas a 5 stelle. A Catania la Gdf va avanti con le indagini

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Inchieste e veleni nella nuova Anas a 5 stelle. A Catania la Gdf va avanti con le indagini
Ansa
  • Continua l'accerchiamento intorno all'amministratore delegato. Massimo Simonini, circondato dalle interrogazioni parlamentari dei renziani su Ferrovie dello Stato e dai malumori di dem e 5 Stelle, si affida ai vecchi boiardi della Prima repubblica. Intanto in Sicilia continua l'inchiesta sui tre geometri arrestati a settembre: uno di loro ha confessato le accuse.
  • Con l'interrogazione della scorsa settimana i grillini hanno sconfessato le scelte dell'ex ministro Danilo Toninelli: in via Monzambano non è cambiato niente.

Lo speciale contiene due articoli

Nel frattempo all'interno del Movimento 5 Stelle sta iniziando a montare una certa preoccupazione perché Simonini avrebbe riattivato le sue vecchie conoscenze della prima repubblica per riuscire a rimanere in sella alla stazione appaltante più importante in Italia. Non a caso, una pattuglia di senatori ha deciso di presentare sempre la scorsa settimana una particolare interrogazione, dove nella prima parte si fa riferimento a Giovanni Battista Papello, storico consigliere di amministrazione di Anas, cresciuto in via Monzambano ai tempi dello storico ministro alle Infrastrutture Ugo Martinat, quest'ultimo con un passato politico nel Msi di Giorgio Almirante.

Perché citare Papello? I senatori 5 Stelle sono informati sul fatto che Simonini si starebbe accompagnando spesso con l'ex braccio destro del politico missino, forte del fatto che proprio Papello è stato uno dei sostenitori della nomina di Gianni Armani in Anas ai tempi del governo Renzi. Infatti Simonini, prima di incontrare il ministro De Micheli, aveva deciso di vedere insieme a Papello il sosttosegretario alle Infastrutture Salvatore Margiotta, finito in un'inchiesta sulle estrazioni di petrolio in Val D'Agri nel 2008 e poi uscito indenne dal processo nel 2016. La pattuglia di burocrati e politici che sostiene Simonini appartiene soprattutto alla Prima repubblica, una schiera di boiardi che hanno superato indenni le transizioni politiche degli ultimi trent'anni.

Del resto lo stesso padre di Simonini era un dirigente Anas piemontese, sempre molto vicino sempre a Martinat. Papello è stato uno dei punti di riferimento in questi ultimi venti anni della compagine aennina di Gianfranco Fini. Finito in diverse inchieste della magistratura, senza condanne sulle spalle, negli ultimi anni era diventato un fedelissimo di un altro ministro per le Infrastrutture Altero Mattioli. Insieme avevano fondato la Fondazione della Libertà, di cui Papello è stato tesoriere e socio fondatore. Nell'interrogazione del 5 Stelle al Senato vengono citati anche gli articoli della Verità su Anas International (senza citare il giornale), altra spina nel fianco dell'attuale gestione. E intanto la Guardia di finanza di Catania continua le sue indagini dopo l'arresto di tre dirigenti il mese scorso. Si cerca di capire se il «sistema» fosse esteso anche in altre parti d'Italia.

A settembre infatti sono infatti finiti in manette i geometri, Riccardo Carmelo Contino e Giuseppe Panzica e l'ingegnere Giuseppe Romano. Romano ha confermato le accuse. In pratica, rilasciavano certificati fasulli sulla regolarità delle opere di manutenzione in mezza Sicilia. Ovvero pretendevano ed incassavano denaro dagli imprenditori in cambio di un certificato dello avanzamento dei lavori compiacente. A fine settembre Antonio Guido, il segretario del sindacato Autonomo Sav Orsa Trasporti ha scritto proprio a Simonini sul caso. «Mi chiedo non sarebbe cosa buona e giusta inviare in Sicilia il generale assunto da Armani ( e cercare di capire il perché e il come si è arrivati a tutto ciò. Non posso credere che nessuno sapesse e nessuno si sia mai accorto di nulla. I dipendenti Anas onesti che lavorano per il bene dell'azienda meritano risposte». Intanto continua a circolare il nome di Fulvio Soccodato, dirigente Anas molto stimato dalla De Micheli, come sostituto di Simonini.

I 5 stelle sconfessano la linea di Danilo Toninelli su Anas

L'interrogazione della scorsa settimana al ministro Paola De Micheli su Anas ha segnato una nuova frattura dentro il Movimento 5 Stelle di Luigi Di Maio. Il fatto che ben undici senatori pentastellati, da Elio Lannutti a Daniele Pesco, da Rossella Accoto a Emma Pavanelli, abbiano sconfessato l'amministratore delegato Massimo Simonini è stato accolto come un segnale di sconfessione della vecchia linea dell'ex ministro Danilo Toninelli. L'avvocato di Soresina aveva puntato molto su un cambiamento in via Monzambano. Del resto i 5 Stelle hanno portato avanti una lunga battaglia contro uno degli avamposti della pubblica amministrazione italiana. Ma a quasi un anno di distanza dalla nomina, i grillini hanno capito che Simonini fa parte della vecchia schiera di boiardi pubblici che hanno combattuto per anni e che poi si sono ritrovati a nominare non appena arrivati al governo. Nell'interrogazione parlano anche di massoneria.

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