Nell’era della «singolarità tecnologica», ci vediamo costretti a combattere con le singolari decisioni dei giudici. Siamo abbastanza convinti che Elon Musk, l’imprenditore più innovatore e discusso della nostra epoca, sottoscriverebbe in toto un tweet di questo tenore, anche perché il paradosso tra le potenzialità esponenziali delle nuove tecnologie (si veda quello che il magnate sta facendo con Neurolink nella sanità o con Space X nello spazio) e le incredibili contraddizioni dovute alla ipertrofia legislativa e alle cervellotiche decisioni della magistratura le evidenzia da tempo.
Qualche giorno fa, per esempio, l’ex capo del Doge (il dipartimento per il taglio di sprechi e inefficienze nel governo federale) ha manifestato il suo compiacimento per un articolo di Flaminia Camilletti sulla Verità (prima un like poi due punti esclamativi). Nel tweet che linkava il servizio si faceva riferimento alla tragica fine della giovanissima Aurora Livoli, brutalmente assassinata a Milano. «Il peruviano accusato del delitto di una diciannovenne», si leggeva nel post del nostro giornale, «era sbarcato nel 2017 e aveva una sfilza di condanne, fra cui stupro e rapina. Per due volte è stato impossibile espellerlo, finché ha ucciso. Liberati dalle toghe altri come lui».
Al di là del fatto di cronaca, che seppur drammatico e brutale può purtroppo essere sovrapposto a decine di altri casi che con una certa puntualità si verificano nelle nostre città, al tycoon nato in Sudafrica interessava evidenziare il paradosso di leggi e decisioni della magistratura che alla fine «tutelano» i potenziali criminali e lasciano senza difesa le vittime.
«L’impossibilità di espellere chi viola le nostre leggi» e il fatto che la libertà della quale ha goduto il probabile assassino della Livoli non è certo un caso isolato. Tant’è che poche ore dopo Musk ha dato il suo plauso anche al post di Andrea Stroppa, la persona a lui più vicina in Italia. Messaggio che associava il delitto di Milano a quello di Bologna e al croato Marin Jelenic, accusato di aver ammazzato a coltellate il 5 gennaio il 34enne capotreno Alessandro Ambrosio. «Qualche giorno fa una ragazza è stata uccisa da un peruviano pluricondannato che non avrebbe dovuto trovarsi in Italia. Ieri un ragazzo è stato ucciso da un croato con una lunga sfilza di reati alle spalle. Se chiedi perché fossero liberi di girare, ti reciteranno articoli e commi, perizie e trattati europei e internazionali: li sanno a memoria. Ma se queste leggi permettono la morte di innocenti», scandiva Stroppa, «se questi trattati internazionali fanno piangere le famiglie, allora queste leggi vanno violate. Questi trattati non valgono nulla in confronto alla vita umana che viene strappata via. È crudele un Paese che dà precedenza ai diritti dei colpevoli rispetto a quelli degli innocenti. Più di qualcuno ha le mani sporche di sangue». Poche ore fa è venuto fuori che anche Jelenic era stato raggiunto da un provvedimento di allontanamento dallo Stato italiano emesso il 23 dicembre dal Prefetto di Milano, a cui doveva ottemperare entro dieci giorni. E invece era ancora qui.
Del resto è lo stesso Musk che, attirandosi critiche e strali dell’opposizione, nel novembre del 2024 usava il suo social X per invitare i giudici a togliere il disturbo («These judges need to go») in riferimento ai magistrati della sezione immigrazione del tribunale di Roma che avevano liberato gli ultimi sette migranti trasferiti dall’Italia in Albania, rendendo quindi vano l’ultimo decreto del governo Meloni.
C’è da capirlo. Coma fa l’uomo che sogna di colonizzare Marte con Space X e promette di curare patologie e disabilità gravissime con Neuralink a sopportare che leggi scritte male ed applicate peggio mortifichino il futuro di un innocente? Ad accettare che una sequela di commi e trattati alla fine giustifichino delle ingiustizie?
Ieri il tycoon gongolava perché grazie alla chiusura di un round di finanziamento da 20 miliardi di dollari per xAI, il futuro dell’umanità potrebbe migliorare. In un podcast pubblicato sul canale Moonshots con Peter Diamandis, Musk parlava appunto dell’era della «Singolarità tecnologica» descrivendola come il momento irreversibile in cui l’Ia accelera esponenzialmente. Al centro della sua visione sul futuro c’è «Optimus», il robot umanoide di Tesla. «Optimus sarà il prodotto più importante di sempre», scandiva. L’imprenditore ha annunciato che la versione Gen 3 verrà svelata nei primi mesi del 2026, con produzione di massa a partire da aprile e obiettivi di milioni di unità all'anno. «Questi robot», ha assicurato, «avranno mani più abili degli umani, diventeranno in pochi anni migliori dei chirurghi più esperti e democratizzeranno la sanità, rendendo cure mediche avanzate accessibili a tutti». Sul fatto che tutto questo possa tradursi in realtà a breve è lecito nutrire dubbi. Ma è evidente che per chi affida alla scienza il compito di migliorare il mondo, il pensiero che leggi e giudici possano peggiorarlo è insopportabile. E su questo Musk segue «La Verità» e viceversa.







