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Grazie al nuovo decreto i parchi a tema riaprono a metà giugno

Grazie al nuovo decreto i parchi a tema riaprono a metà giugno
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  • Il 2020 è stato un annus horribilis per i parchi di divertimento con perdite del 65%. Dopo la manifestazione a Roma, il governo ha deciso di anticipare la ripartenza di 15 giorni.
  • Aprono le porte di Legoland, il primo parco acquatico d'Europa. Un progetto da 20 milioni di euro, come ha raccontato l'ad di Gardaland Aldo Maria Vigevani.
  • Tra orari ridotti e ingressi contingentati ritorna anche la magia di Disneyland Paris. Ad attendere i visitatori il nuovo hotel tema Marvel e la nuova attrazione «Cars Road Trip».
  • Da oltre un secolo gira per il mondo lo spirito del divertimento, frutto della sapienza artigiana ed industriale italiana. Quest'anima, come il genio che compare dalla magica lampada di Aladino, si è sprigionata ad Altavilla Vicentina all'inizio del novecento.

Lo speciale contiene quattro articoli.

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Ecco le ragioni del No
Ansa

Milano, Roma, Torino: si saldano le manifestazioni di Potere al popolo, Usb, antagonisti, pro Pal. La protesta anti-Usa si fonde con quella anti- riforma: nella capitale bruciata una foto di Meloni e Nordio. Conte e Grosso costretti a prendere le distanze. A fuoco immagini di Trump e bandiere di Israele.

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A Pechino annotano le difficoltà degli Usa e fanno le prove della guerra a Taiwan
Ansa
«Milizia» di pescherecci ammassata tra Formosa e il Giappone. Sui sotterfugi a Hormuz, però, Xi è attento a non irritare Trump.

Cosa ci facevano, la settimana scorsa, circa 2.000 pescherecci cinesi nel braccio di mare tra Taiwan, la Corea del Sud e il Giappone? Perché sono rimasti ammassati per 30 ore in formazione geometrica, distanti circa 500 metri gli uni dagli altri, per poi dileguarsi?

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Mohammed al-Bukhaiti, portavoce e alto funzionario dell’ufficio politico dei ribelli yemeniti alla «Verità»: «Abbiamo già le dita sul grilletto».

La guerra fra Iran e Stati Uniti e Israele potrebbe molto presto aprire un nuovo fronte. Gli Huthi, la tribù sciita che controlla metà dello Yemen, hanno dichiarato di essere pronti a combattere a fianco di Teheran. Questi miliziani fanno parte di quello che, un po’ pomposamente, era stato definito asse della resistenza. E restano il proxy più attivo dell’Iran.

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