Il Vecchio continente alza i toni con Israele
Ursula von der Leyen (Ansa)
  • Von der Leyen, Merz, Tajani e Kallas tuonano contro la strage dei civili a Gaza: «Cessare subito le ostilità». Il Regno Unito minaccia nuove sanzioni. Il ministro ebraico Gamliel pubblica un altro video generato con l’Ia sulla Striscia ricostruita con la Trump Tower.
  • L’attivista Rania Dean: «Aspirano al califfato islamico. Tutte le minoranze ora sono in pericolo».

Lo speciale contiene due articoli.

Continua a restare alta la pressione internazionale su Gaza. «Le immagini provenienti da Gaza sono insopportabili. L’Ue ribadisce il suo appello per un flusso libero, sicuro e rapido di aiuti umanitari. E per il pieno rispetto del diritto internazionale e umanitario. I civili a Gaza hanno sofferto troppo, per troppo tempo. Bisogna fermare ciò ora. Israele deve mantenere le sue promesse», ha dichiarato Ursula von der Leyen, mentre l’Alto rappresentante Ue per gli affari esteri, Kaja Kallas, ha affermato che «l’uccisione di civili in cerca di aiuti a Gaza è indifendibile». Il Regno Unito, dal canto suo, ha minacciato di imporre nuove sanzioni allo Stato ebraico, qualora non si arrivi presto a una cessazione delle ostilità: cessazione invocata «immediatamente» anche da Friedrich Merz. «Chiunque tace sul genocidio a Gaza è complice dei crimini contro l’umanità commessi da Israele», ha tuonato Recep Tayyip Erdogan, accusando Benjamin Netanyahu di aver «superato» Adolf Hitler. Di situazione «moralmente inaccettabile e ingiustificabile» a Gaza ha inoltre parlato il patriarca latino di Gerusalemme, il cardinale Pierbattista Pizzaballa. «Ci sono troppi morti, anche Israele deve comprendere che la situazione ormai è inaccettabile», ha poi sostenuto Antonio Tajani. Il segretario generale delle Nazioni Unite, Antonio Guterres, ha infine affermato che, nella Striscia, si registra «un livello di morte e distruzione senza precedenti negli ultimi tempi».

«Ho parlato con l’Alto rappresentante Ue, Kaja Kallas, della situazione a Gaza. Le ho detto che Hamas sta conducendo una campagna di menzogne, creando deliberatamente attriti tra la popolazione civile, i centri di distribuzione degli aiuti e l’Idf. È Hamas a sparare ai civili e a torturarli quando cercano di prendere gli aiuti», ha affermato, dall’altra parte, il ministro degli Esteri israeliano, Gideon Sa’ar, che ieri, oltre a esprimere soddisfazione per il ritiro degli Usa dall’Unesco, è arrivato in Ucraina per una visita diplomatica. Lo Stato ebraico è altresì tornato sulle polemiche esplose dopo che, la settimana scorsa, le sue truppe avevano colpito la chiesa della Sacra Famiglia nella Striscia. «Israele si è impegnato a pubblicare in modo trasparente i risultati dell’indagine, ma ha già concluso che munizioni vaganti hanno colpito accidentalmente la chiesa della Sacra Famiglia di Gaza e si è assunto la piena responsabilità di questo incidente ai massimi livelli possibili, anche in una telefonata del primo ministro Netanyahu con il Papa», ha dichiarato l’ambasciatore d’Israele presso la Santa Sede, Yaron Sideman. Per quanto riguarda la situazione sul campo, secondo «fonti mediche» ascoltate da Al Jazeera, sarebbero almeno una sessantina le persone rimaste uccise ieri a causa dei raid israeliani nella Striscia.

Nel frattempo, sempre ieri, il canale saudita Al-Hadath ha riferito che lo Stato ebraico e la Siria avrebbero ripreso il dialogo sulle questioni di sicurezza: in particolare, i colloqui tra i due governi dovrebbero essere mediati degli Usa e dalla Turchia. Segno questo del fatto che, al netto delle dure critiche di Erdogan a Israele su Gaza, il meccanismo degli Accordi di Abramo non si è inceppato. Anzi, è sempre più probabile ipotizzare che Ankara voglia essere della partita. Del resto, è anche significativo che sia stato un canale saudita a riportare la notizia. A tal proposito, secondo Axios domani dovrebbero tenersi colloqui tra alti funzionari di Israele e Siria con la mediazione degli Stati Uniti.

Proprio ieri, il ministro israeliano della Scienza e Tecnologia, Gila Gamliel, ha inoltre postato su X un video, realizzato con l’intelligenza artificiale, che mostra una Gaza ricostruita in modo avveniristico con grattacieli e una Trump Tower. «Ecco come sarà Gaza», ha scritto la Gamliel a corredo del video, in cui compaiono anche Donald Trump e Netanyahu.

La questione della ricostruzione della Striscia è strettamente collegata a quella del rilancio degli Accordi di Abramo. A tale dossier, oltre ai sauditi e agli israeliani, sono estremamente interessati anche gli americani e probabilmente gli stessi russi. È altresì interessante notare come, ieri, l’ambasciatore americano in Israele, Mike Huckabee, abbia incontrato il vicepresidente dell’Anp, Hussein al-Sheikh: il che, rispetto alla prima amministrazione Trump, certifica una distensione tra la stessa Anp e l’attuale presidente Usa.

In tutto questo, ieri gli Huthi, storicamente spalleggiati da Teheran, hanno lanciato alcuni missili contro il territorio israeliano. Non solo. Una rete di contrabbando petrolifero legata al gruppo terroristico yemenita è stata sanzionata dal Dipartimento del Tesoro statunitense. Dall’altra parte, continua a tenere banco la questione del nucleare iraniano. Il ministro degli Esteri di Teheran, Abbas Araghchi, ha infatti dichiarato che il regime khomeinista non ha intenzione di rinunciare al proprio programma di arricchimento dell’uranio: un’affermazione a cui Trump ha replicato, aprendo alla possibilità di nuovi bombardamenti da parte degli Stati Uniti.

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