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Israele choc: Pasqua bloccata
Il cardinale Pierbattista Pizzaballa, Patriarca latino di Gerusalemme (Ansa)

Vietato l’accesso al Santo Sepolcro per il cardinal Pizzaballa:«Motivi di sicurezza». È un autogol di Netanyahu, che acuisce tensioni già forti. Papa Leone XIV: «Impedito un rito ai fedeli».

Quando all’inizio del 1991 mi recai per la prima volta in Israele la guerra del Golfo era in corso. Gli Scud di Saddam Hussein scavavano crateri enormi tra le case di Tel Aviv e il governo guidato da Yitzhak Shamir, esponente del partito di destra Likud, raccomandava alla popolazione non soltanto di nascondersi nei rifugi, ma anche di indossare le maschere antigas.

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Ira di Vance: la guerra «facile» era una balla
JD Vance insieme a Benjamin Netanyahu (Ansa)
Il vicepresidente Usa ha criticato aspramente Benjamin Netanyahu per aver «venduto» il conflitto nel Golfo come un intervento lampo. Intanto, il numero due alla Casa Bianca, designato per guidare le future trattative con l’Iran, ieri ha incontrato il premier del Qatar.

La Casa Bianca sarebbe cautamente ottimista sull’iniziativa diplomatica volta chiudere la guerra con l’Iran. A riferirlo, è stata ieri la Cbs. Sempre ieri, era attesa, secondo Reuters, la risposta ufficiale di Teheran al piano di pace presentato dall’amministrazione Trump. Risposta che, nel momento in cui La Verità andava in stampa, non era ancora arrivata. Per ora, l’unica cosa certa è il crescente peso politico di JD Vance.

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Ha arruolato Dio ma non ha un piano. Perciò è giusto dissociarsi da Donald
Donald Trump insieme a Pete Hegseth (Getty Images)
Oltre al profluvio di dichiarazioni contraddittorie del presidente, continua lo show del Pentagono, che schiera la religione però ancora non sa come chiudere la missione. La prossima «vittima» potrebbe essere la Nato.

Chi lo capisce è bravo - e chissà se si capisce almeno da solo. Da quando ha iniziato a bombardare l’Iran, Donald Trump ha pubblicato centinaia di post su Truth e ha inondato il mondo con una raffica micidiale di dichiarazioni, dicendo tutto e il suo contrario: «Abbiamo vinto», ma «Dobbiamo ancora finire il lavoro»; «Non vogliamo il cambio di regime», ma «Abbiamo avuto il cambio di regime»; «Non sappiamo con chi parlare», ma «Stiamo parlando con la gente giusta»; «Troveremo un accordo», ma «Non sappiamo se vogliamo un accordo».

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Usa-Iran, dietro agli insulti continua la trattativa. Coalizione di 35 per Hormuz
Lo stretto di Hormuz (Ansa)
  • La Casa Bianca attacca: «Stanno supplicando un accordo, sono strani». Teheran: «Solo la vittoria». Ma il dialogo prosegue. E nasce il fronte per riaprire il passaggio.
  • Tel Aviv mira a non interrompere il conflitto. I media dello Stato ebraico riferiscono che Donald Trump sta valutando l’operazione di terra contro i pasdaran. Bombe su Hezbollah.

Lo speciale contiene due articoli

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Israeliani scettici sulle trattative: «Ci annettiamo un pezzo di Libano»
Israel Katz (Ansa)
Beirut caccia l’ambasciatore iraniano, ma il ministro della Difesa dello Stato ebraico annuncia l’occupazione fino al fiume Litani. I media: «Lite tra Bibi e il vice di Donald sulle violenze dei coloni». La Casa Bianca nega.

Israele tira dritto. I funzionari dello Stato ebraico, interpellati da Reuters, sembrano non scommettere un centesimo sulle possibili trattative tra Donald Trump e almeno un pezzo di classe dirigente iraniana.

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