{{ subpage.title }}

True

Sul Mes i grillini perdono la faccia. E i pezzi

Sul Mes i grillini perdono la faccia. E i pezzi
Getty Images

«Cambiamo il mandato della Bce e diciamo no al fondo monetario europeo». La minaccia potrebbe essere uscita dalla bocca di un irriducibile sovranista, tipo Alberto Bagnai o Claudio Borghi, leghisti duri e puri che da sempre fanno la guerra all'euro. E invece no, a pronunciare il giuramento solenne di opporsi alla tecnocrazia di Bruxelles e ai suoi meccanismi perversi sono stati i leader del Movimento 5 stelle, quando ancora c'era da rinnovare il Parlamento europeo. Anzi, i grillini non si sono limitati a dichiarare guerra al Fondo salva Stati e all'istituto centrale bancario in campagna elettorale: lo hanno anche scritto. Il testo lo si può trovare ancora lì, sul Blog delle stelle, il portale di Beppe Grillo. Postato l'8 aprile del 2019, poco più di un mese prima che si votasse, il messaggio è presentato come (...)

Continua a leggereRiduci

Dalla sconfitta di Musk contro OpenAI al vertice Trump-Xi, fino alle crepe nel GOP in vista delle elezioni di mid-term e ai record dell’arte.

Il video dell'incontro tra il premier e il primo ministro indiano nella cornice di villa Pamphili per il vertice di oggi a Roma.

Cantelmi: «I Trevallion sono stati valutati da “esperti” privi di competenze»
Catherine Birmingham e Nathan Trevallion, i genitori di quella che è nota come la 'famiglia nel bosco' (Ansa)
Il prof Tonino Cantelmi, nel pool a difesa di Nathan e Catherine, smonta i giudizi che hanno determinato l’allontanamento dei tre figli: «Le consulenti del tribunale prive di competenza con i minori: mancano test e colloqui clinici. La diversità non è “devianza”».

Trecentoventi pagine per esaminare ben 15 punti estremamente critici: il lavoro presentato dal professor Tonino Cantelmi e dalla dottoressa Martina Aiello si configura come una vera e propria «controperizia» che smonta un pezzo alla volta - e con adamantina precisione - tutte le valutazioni fatte sulla famiglia nel bosco dagli esperti nominati dal tribunale dei minori dell’Aquila. E non sono rilievi da poco quelli di Cantelmi e della sua collega. Alcune criticità messe in luce sono gravissime e rendono perfettamente - e drammaticamente - l’idea della superficialità con cui i coniugi Trevallion e i loro figli sono stati giudicati finora.

Continua a leggereRiduci
Dopo l’espulsione non c’è diritto all’asilo
iStock
La Cassazione fissa un punto importante: i clandestini che lasciano decorrere i termini per uscire dal Paese, non possono accedere alla protezione internazionale per guadagnare tempo. Scardinato uno dei trucchi legali più utilizzati dagli irregolari.

Per una volta, in materia di immigrazione, viene dalla Corte di cassazione una pronuncia che, oltre ad apparire come una corretta applicazione della legge, risponde anche a criteri di comune buon senso. Si tratta della sentenza n. 17197 della prima sezione penale, depositata il 13 maggio scorso, con la quale è stato affermato un importante principio di diritto: quello, cioè, secondo cui lo straniero che non abbia ottemperato, entro il termine assegnatogli, ad un provvedimento di espulsione emesso nei suoi confronti dal prefetto, commettendo così il reato previsto dall’articolo 14, comma 5 ter, del il decreto legislativo n. 286 del 1998 (Testo unico sull’immigrazione), non può invocare a propria giustificazione il fatto di avere, in un momento successivo alla scadenza del suddetto termine, presentato domanda di protezione internazionale.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy