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Le bufale, non i convegni, offendono Pasolini
Pier Paolo Pasolini (Getty Images)
Oggi il discusso evento sui lati conservatori del grande scrittore. La sinistra grida alla lesa maestà, eppure ha avallato per anni ricostruzioni farlocche sulla sua morte, al fine di portare avanti astruse piste politiche. E il vero vilipendio è proprio questo.

Il convegno su Pier Paolo Pasolini organizzato da Fondazione Alleanza Nazionale e dal Secolo d’Italia che si terrà oggi pomeriggio a Roma, il cui fine - come da titolo: «Pasolini conservatore» - è quello di dibattere (con il contributo di numerosi relatori tra cui il critico letterario Andrea Di Consoli, certamente non vicino alla destra politica) gli aspetti dell’opera e del pensiero pasoliniani che appaiono in conflitto con la sua area ideologica di appartenenza, quella comunista, è vissuto dalla sinistra italiana letteralmente come un sacrilegio. Nonostante dai curatori dell’evento sia già stato chiarito in tutte le maniere possibili che scopo del convegno è unicamente promuovere una discussione, senza nessuna volontà di «annettere» PPP - operazione che non avrebbe d’altronde senso alcuno - al pantheon culturale della destra, a sinistra si è addirittura giunti a gridare alla «profanazione», come fatto ieri, a botte di gramscianesimo mal digerito, dal professor Sergio Labate sul quotidiano Domani.

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Pasolini si confessa e chiede l’assoluzione
Pierpaolo Pasolini (Getty Images)
In libreria le 50 interviste, con i più importanti giornalisti dell’epoca, in cui PPP racconta il suo rapporto con il nostro Paese (visto da un «anti italiano italianissimo»), l’omosessualità e pure la morte del fratello, partigiano bianco, ucciso dai comunisti.
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Altro che ignoranza, il sovranismo è figlio di Pasolini, Dostoevskij e Stirner
Il libro di Rocco Ronchi e Pier Paolo Pasolini (Ansa)
Uno studioso di sinistra ribalta gli stereotipi sul populismo: «È originato dalla grande metafisica moderna della libertà».
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«Continuo a essere controcorrente infatti canto il requiem a questa Ue»
Enrico Ruggeri (Ansa)
L’artista nel suo ultimo album celebra anche Pasolini: «Ci ha insegnato che il libero pensiero ha un prezzo da pagare. Nel mio piccolo, sono sempre stato lontano dai “buoni”. L’Europa che sognavo non è mai esistita».
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Toscani fu un talento del conformismo. La vera disubbidienza è quella di Mishima
Yukio Mishima (Getty Images) e Oliviero Toscani (Imagoeconomica)
Necro-elogi per il fotografo che ebbe il «merito» di anticipare il woke. Silenzio sul giapponese, che incarnò la trasgressione.
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