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2020-09-09
Ufed, il sistema israeliano che può entrare in (quasi) tutti i cellulari
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C'è un business che non ha risentito dell'emergenza coronavirus e che anzi continua a crescere nel mondo come in Italia. E' quello legato al mercato dei virus informatici, in pratica la capacità di poter intercettare o bucare telefoni cellulari o smartphone, in modo legale o illegale. Le aziende produttrici di malware o trojan sono in aumento nel nostro Paese. Come sono in un aumento anche le società di investigazione che si occupano di digital forensic, quel ramo giuridico che si occupa di acquisire, analizzare e raccogliere materiale che potrebbe essere usato in processi civili e penali. I software nati per intercettare fanno spesso acqua da tutte le parti, perché per un'analisi approfondita, ovvero entrare in un telefono o in un computer, superare le password, pin e protezioni varie, serve un duplicatore forense. Certo, serve avere materialmente a disposizione l'apparecchio, per questo vengono spesso usati dalle forze dell'ordine, dopo i sequestri su ordine dell'autorità giudiziaria. Ma ci sono anche privati che si rivolgono a loro, spesso per sapere se i loro telefoni sono intercettati.
Diverso il discorso sul fronte intercettazioni. Qui tra le aziende leader nell'hackeraggio di telefoni cellulari in Italia ci sono di sicuro Hacking Team, Innova, Bea, Ips, Loquendo, Area o Rcs. Sono aziende note nel nostro Paese, balzate agli onori delle cronache in inchieste nazionali e internazionali. La più nota negli ultimi mesi è stata E Surv, società calabrese che ha prodotto Exodus, il trojan che ha permesso le intercettazioni nel caso dell'ex leader dell'Anm Luca Palamara. Alcune di loro si occupano anche di Virtual Humint, «cioè della raccolta di intelligence attraverso operatori virtuali, avatar e identità online, prodotti in grandi quantità e controllati da pochi operatori in carne e ossa tramite apposite piattaforme», come ricordava in un articolo Wired. Area, per esempio, può creare identità online fittizie per tenere sotto osservazione per anni individui o interi gruppi di persone. «Per la protezione Iphone basta mantenere sempre l'ultima versione aggiornata » spiega alla Verità un investigatore. «Per android invece ogni giorno escono nuove vulnerabilità che compromettono la sicurezza, anche tenerlo aggiornato potrebbe non servire. Android parte da un progetto open source e quindi rimane esposto»
Ma al di là delle intercettazioni o dei cosiddetti captatori, il modo migliore per analizzare a fondo un cellulare è quello tramite i duplicatori forensi. Nel settore l'azienda leader è Cellebrite - azienda israeliana nel 2007 acquisita dalla giapponese Sun Corporation - che tramite il noto Ufed (Universal Forensic Extraction Device) nato nel 2017, può permettere di sbloccare qualsiasi dispositivo iOS su cui la polizia sta indagando. Cellebrite sostiene che Ufed può estrarre file anche da quasi tutti i telefoni android, inclusi gli ultimi modelli Samsung e Huawei. Il costo di Cellebrite Ufed si aggira intorno ai 10 mila dollari, a cui vanno aggiunte le spese di licenza e aggiornamento, per un prezzo che si aggira intorno alle 5000. Non è facile da gestire, ci vuole una certa esperienza. Non a caso viene usato soprattutto da aziende, forze dell'ordine, agenzie governative, di meno da privati. La sua capacità di bucare i cellulari è incredibile. Riesce persino a ritrovare file cancellati e nascosti. Con Ufed permette di rilevare chiamate, messaggi, cronologia, file multimediali e informazioni sulla posizione. Lo scorso anno tramite il fondo di investimento Israel Growth Partners, gli israeliani hanno ripreso in mano il 25% della società dai giapponesi. Il costo dell'operazione è stato di 110 milioni di dollari, mentre Cellebrite viene valutata intorno ai 450 milioni.
L'ultima versione di Ufed, ovvero, Physical Analyzer 3.0, consente un'ampia gamma di funzioni avanzate che includono consente il recupero di file e frammenti di immagini cancellati o di visualizzare contemporaneamente tutti gli eventi del dispositivo in ordine cronologico. Non solo. Nell'ultima versione è stato previsto un nuovo strumento che consente agli utenti di condividere i risultati di estrazione e analisi con qualsiasi personale autorizzato, anche se non dispone di una licenza Ufed. Questa funzione consente una maggiore condivisione dei dati e collaborazione tra investigatori, avvocati, supervisori e altri che necessitano dei dettagli della vicenda.
Cinque applicazioni per proteggere il tuo Android
Malwarebytes
Forse l’applicazione più popolare per gli smartphone Android, Malwarebytes permette di fare la scansione di tutte le applicazioni già presenti sul dispositivo e scansione tutte le aree della memoria interna, così da verificare che non sia presente qualche virus in grado di rubare dati o spirare la vostra attività.
dnspipe
L’app perfetta per chi vuole navigare in totale sicurezza senza spendere un euro. Con dnspipe è possibile scegliere i Dns di Google o uno degli altri servizi disponibili e migliorare così drasticamente la velocità di navigazione e, in caso di accesso a siti ingannevoli o con malware, i Dns impedirà automaticamente l’accesso alla pagina, così da evitare eventuali “contagi”.
G Cloud backup
Un sistema completo e affidabile per effettuare il backup sul vostro Android. Lìapp offre uno spazio cloud di 10gb gratuito in cui salvare i dati presenti sul vostro telefono, così da riuscire a recuperarli in maniera facile e veloce in caso di rese dovuto alla presenza di un virus. Con un abbonamento di quattro dollari al mese, potrete poi accedere alla versione illimitata dell’app.
Safe Security
Sempre gratuita, l’app Safe Security offre una protezione in tempo reale, come i migliori antivirus per pc. L’antivirus si abilita infatti da solo, avviando l’applicazione, e rimane in esclusione nel background, in tempo reale, bloccando così i virus prima che possano creare problemi. Safe Security offre inoltre un localizzatore, uno strumento per proteggere le app con password, un sistema di pulizia automatica dei file inutili e un filtro per le chiamate indesiderate.
AppLock
Se volete rendere le vostre app inaccessibili, AppLock è l’applicazione che fa per voi. L’app fornisce una protezione con password a tutte le vostre app preferite, come Whatsapp, Facebook o la galleria fotografica.
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Oltre ai trojan e malware usati dalle procure per intercettare gli indagati, il migliore sistema per bucare gli smartphone è quello prodotto da Cellebrite, nata in Israele nel 2007 e con soci giapponesi. Il costo si aggira intorno ai 15.000 dollari. Viene usata soprattutto dalle forze dell'ordine e nella digital forensic. Mentre i prodotti Apple non hanno bisogno di protezione da malware, i dispositivi Android sono più perforabili. Ecco perché hanno bisogno di un ulteriore aiuto, sotto forma di app. Lo speciale contiene due articoli. C'è un business che non ha risentito dell'emergenza coronavirus e che anzi continua a crescere nel mondo come in Italia. E' quello legato al mercato dei virus informatici, in pratica la capacità di poter intercettare o bucare telefoni cellulari o smartphone, in modo legale o illegale. Le aziende produttrici di malware o trojan sono in aumento nel nostro Paese. Come sono in un aumento anche le società di investigazione che si occupano di digital forensic, quel ramo giuridico che si occupa di acquisire, analizzare e raccogliere materiale che potrebbe essere usato in processi civili e penali. I software nati per intercettare fanno spesso acqua da tutte le parti, perché per un'analisi approfondita, ovvero entrare in un telefono o in un computer, superare le password, pin e protezioni varie, serve un duplicatore forense. Certo, serve avere materialmente a disposizione l'apparecchio, per questo vengono spesso usati dalle forze dell'ordine, dopo i sequestri su ordine dell'autorità giudiziaria. Ma ci sono anche privati che si rivolgono a loro, spesso per sapere se i loro telefoni sono intercettati. Diverso il discorso sul fronte intercettazioni. Qui tra le aziende leader nell'hackeraggio di telefoni cellulari in Italia ci sono di sicuro Hacking Team, Innova, Bea, Ips, Loquendo, Area o Rcs. Sono aziende note nel nostro Paese, balzate agli onori delle cronache in inchieste nazionali e internazionali. La più nota negli ultimi mesi è stata E Surv, società calabrese che ha prodotto Exodus, il trojan che ha permesso le intercettazioni nel caso dell'ex leader dell'Anm Luca Palamara. Alcune di loro si occupano anche di Virtual Humint, «cioè della raccolta di intelligence attraverso operatori virtuali, avatar e identità online, prodotti in grandi quantità e controllati da pochi operatori in carne e ossa tramite apposite piattaforme», come ricordava in un articolo Wired. Area, per esempio, può creare identità online fittizie per tenere sotto osservazione per anni individui o interi gruppi di persone. «Per la protezione Iphone basta mantenere sempre l'ultima versione aggiornata » spiega alla Verità un investigatore. «Per android invece ogni giorno escono nuove vulnerabilità che compromettono la sicurezza, anche tenerlo aggiornato potrebbe non servire. Android parte da un progetto open source e quindi rimane esposto» Ma al di là delle intercettazioni o dei cosiddetti captatori, il modo migliore per analizzare a fondo un cellulare è quello tramite i duplicatori forensi. Nel settore l'azienda leader è Cellebrite - azienda israeliana nel 2007 acquisita dalla giapponese Sun Corporation - che tramite il noto Ufed (Universal Forensic Extraction Device) nato nel 2017, può permettere di sbloccare qualsiasi dispositivo iOS su cui la polizia sta indagando. Cellebrite sostiene che Ufed può estrarre file anche da quasi tutti i telefoni android, inclusi gli ultimi modelli Samsung e Huawei. Il costo di Cellebrite Ufed si aggira intorno ai 10 mila dollari, a cui vanno aggiunte le spese di licenza e aggiornamento, per un prezzo che si aggira intorno alle 5000. Non è facile da gestire, ci vuole una certa esperienza. Non a caso viene usato soprattutto da aziende, forze dell'ordine, agenzie governative, di meno da privati. La sua capacità di bucare i cellulari è incredibile. Riesce persino a ritrovare file cancellati e nascosti. Con Ufed permette di rilevare chiamate, messaggi, cronologia, file multimediali e informazioni sulla posizione. Lo scorso anno tramite il fondo di investimento Israel Growth Partners, gli israeliani hanno ripreso in mano il 25% della società dai giapponesi. Il costo dell'operazione è stato di 110 milioni di dollari, mentre Cellebrite viene valutata intorno ai 450 milioni. L'ultima versione di Ufed, ovvero, Physical Analyzer 3.0, consente un'ampia gamma di funzioni avanzate che includono consente il recupero di file e frammenti di immagini cancellati o di visualizzare contemporaneamente tutti gli eventi del dispositivo in ordine cronologico. Non solo. Nell'ultima versione è stato previsto un nuovo strumento che consente agli utenti di condividere i risultati di estrazione e analisi con qualsiasi personale autorizzato, anche se non dispone di una licenza Ufed. Questa funzione consente una maggiore condivisione dei dati e collaborazione tra investigatori, avvocati, supervisori e altri che necessitano dei dettagli della vicenda. <div class="rebellt-item col1" id="rebelltitem1" data-id="1" data-reload-ads="false" data-is-image="False" data-href="https://www.laverita.info/ufed-il-sistema-israeliano-che-puo-entrare-in-quasi-tutti-i-cellulari-2647535620.html?rebelltitem=1#rebelltitem1" data-basename="cinque-applicazioni-per-proteggere-il-tuo-android" data-post-id="2647535620" data-published-at="1599668178" data-use-pagination="False"> Cinque applicazioni per proteggere il tuo Android MalwarebytesForse l’applicazione più popolare per gli smartphone Android, Malwarebytes permette di fare la scansione di tutte le applicazioni già presenti sul dispositivo e scansione tutte le aree della memoria interna, così da verificare che non sia presente qualche virus in grado di rubare dati o spirare la vostra attività.dnspipeL’app perfetta per chi vuole navigare in totale sicurezza senza spendere un euro. Con dnspipe è possibile scegliere i Dns di Google o uno degli altri servizi disponibili e migliorare così drasticamente la velocità di navigazione e, in caso di accesso a siti ingannevoli o con malware, i Dns impedirà automaticamente l’accesso alla pagina, così da evitare eventuali “contagi”.G Cloud backupUn sistema completo e affidabile per effettuare il backup sul vostro Android. Lìapp offre uno spazio cloud di 10gb gratuito in cui salvare i dati presenti sul vostro telefono, così da riuscire a recuperarli in maniera facile e veloce in caso di rese dovuto alla presenza di un virus. Con un abbonamento di quattro dollari al mese, potrete poi accedere alla versione illimitata dell’app.Safe SecuritySempre gratuita, l’app Safe Security offre una protezione in tempo reale, come i migliori antivirus per pc. L’antivirus si abilita infatti da solo, avviando l’applicazione, e rimane in esclusione nel background, in tempo reale, bloccando così i virus prima che possano creare problemi. Safe Security offre inoltre un localizzatore, uno strumento per proteggere le app con password, un sistema di pulizia automatica dei file inutili e un filtro per le chiamate indesiderate.AppLockSe volete rendere le vostre app inaccessibili, AppLock è l’applicazione che fa per voi. L’app fornisce una protezione con password a tutte le vostre app preferite, come Whatsapp, Facebook o la galleria fotografica.
Donald Trump (Ansa)
Donald Trump rilancia la pressione su Teheran minacciando nuove azioni in caso di mancato accordo e lasciando aperta l’ipotesi di una breve proroga dell’ultimatum legato allo Stretto di Hormuz. L’Iran replica duramente, accusando Washington di «crimini di guerra» e respingendo ogni ultimatum. Sullo sfondo, l’Opec+ aumenta le quote di produzione di petrolio di 206.000 barili al giorno.
Lo Stretto di Hormuz resta il punto più sensibile del conflitto tra Stati Uniti e Iran, mentre sul terreno si moltiplicano attacchi, ritorsioni e messaggi incrociati che mantengono alta la tensione nel Golfo Persico e oltre. La giornata di domenica si è aperta con la conferma del recupero del secondo pilota americano disperso dopo l’abbattimento dell’F-15E avvenuto nei giorni scorsi in territorio iraniano. L’operazione, condotta da forze speciali statunitensi con il supporto di un dispositivo aereo, si è conclusa con il rientro del militare e senza ulteriori perdite tra i commando, secondo quanto riferito da fonti americane.
Il presidente Donald Trump ha rivendicato il successo dell’intervento, parlando di un’azione seguita direttamente dalla Situation Room e definendola «tra le più audaci». La missione ha però lasciato dietro di sé un ulteriore elemento di frizione: Teheran sostiene infatti che durante le operazioni di ricerca sarebbero stati abbattuti mezzi militari statunitensi, mentre Washington non ha confermato questa ricostruzione.
Sul piano politico e diplomatico, la linea dello scontro resta netta. Trump ha rilanciato la pressione su Teheran, lasciando intendere che la scadenza dell’ultimatum per una soluzione negoziata o per la riapertura dello Stretto potrebbe essere oggetto di una breve proroga, come suggerito da un messaggio pubblicato su Truth con riferimento a martedì sera. In parallelo, la Repubblica islamica ha risposto con toni durissimi. Il presidente del Parlamento iraniano Mohammad Bagher Ghalibaf ha scritto su X che «non otterrete nulla commettendo crimini di guerra», accusando gli Stati Uniti di trascinare la regione verso un’escalation più ampia e indicando come unica via possibile il rispetto dei diritti iraniani e la fine della pressione militare ed economica.
Il nodo strategico resta Hormuz. Le Guardie Rivoluzionarie iraniane hanno ribadito che lo stretto «non tornerà mai più al suo stato precedente», lasciando intendere un cambiamento strutturale nella gestione di una delle principali rotte mondiali del petrolio. La dichiarazione si inserisce in un quadro già segnato da transiti irregolari e interruzioni parziali del traffico navale, con ripercussioni immediate sul mercato energetico globale.
Sul fronte economico, l’Opec+ ha deciso un aumento teorico della produzione di 206.000 barili al giorno a partire da maggio. La misura, confermata da diverse fonti dell’organizzazione, arriva in un contesto in cui la capacità reale di incremento appare limitata dalle tensioni militari e dalle difficoltà operative in diversi Paesi produttori. L’Opec+ ha inoltre espresso preoccupazione per gli attacchi alle infrastrutture energetiche e per l’instabilità delle rotte marittime, sottolineando come tali fattori stiano contribuendo a una maggiore volatilità dei mercati.
La dinamica militare resta diffusa su più fronti. In Israele, un missile iraniano ha colpito un edificio a Haifa causando feriti e gravi danni strutturali. In Libano, nuovi raid israeliani nei pressi di Beirut hanno provocato vittime e feriti, mentre l’Unifil ha avvertito del rischio di ulteriori rappresaglie lungo la linea di contatto tra Hezbollah e Israele. Nel Golfo, i pasdaran hanno rivendicato anche un attacco contro una nave legata a Israele nei pressi degli Emirati Arabi Uniti, episodio non ancora confermato dalle autorità locali.
In questo quadro, anche le grandi potenze cercano di mantenere aperti canali diplomatici. La Russia, attraverso il ministro degli Esteri Sergej Lavrov, ha invitato Washington ad «abbandonare il linguaggio degli ultimatum» per favorire un ritorno ai negoziati, mentre ha ribadito la richiesta di cessare gli attacchi contro infrastrutture civili, inclusa la centrale di Bushehr dove operano tecnici russi. La giornata si chiude quindi con un equilibrio ancora instabile: da un lato la pressione militare e le operazioni mirate sul terreno, dall’altro tentativi di gestione diplomatica e contenimento degli effetti economici del conflitto. Ma lo Stretto di Hormuz, più di ogni altro elemento, continua a rappresentare la variabile che può spostare rapidamente lo scenario da una crisi regionale a un confronto più ampio.
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Un aereo, la guerra, un tesoro e un uomo misterioso. Un giallo che oggi potrebbe vivere in un film. Una storia due minuti più lunga del solito ma che vale la pena conoscere.
Ansa
Il presidente Domenico Centrone ha detto che «alcune norme sono direttamente connesse con quelle appena sottoposte alla volontà popolare». Fa riferimento al divieto di trasferimento da una funzione all'altra, dalla giudicante alla inquirente, che per la magistratura ordinaria è stato appena bocciato e che invece è qui disposta per la contabile. Al centro delle loro preoccupazioni c'è soprattutto il meccanismo del silenzio-consenso che secondo loro mina l'efficienza dei controlli sulla spesa pubblica. Infine non piace che si dia potere al procuratore generale.L'Anm dei magistrati contabili lancia un appello a governo e parlamento per cambiare o abolire la riforma provando a sfruttare il gancio del referendum. Chiedono si rinunci alla riforma che porta il nome del ministro Tommaso Foti, FdI (era capogruppo alla Camera). Non era una riforma di rango costituzionale, per questo bastava una maggioranza semplice per approvarla e da gennaio è legge. «La recente legge di riforma della Corte dei Conti contiene disposizioni di delega al Governo che mirano a introdurre misure simili a quelle non approvate dal Referendum costituzionale». Le toghe contabili percepiscono la riforma Foti come una diminutio del loro lavoro. Le pubbliche amministrazioni potranno rivolgersi alla Corte dei Conti per un parere sulle procedure da loro avviate e se non dovesse arrivare una risposta entro un determinato periodo di tempo, si darà per buona la procedura. La pubblica amministrazione potrà procedere senza paura di dover rispondere di danni erariali. Alla Corte dei Conti spaventa la mole di lavoro che dovranno sbrigare in poco tempo. Costretti a lavorare di più e velocemente per permettere allo stato di lavorare per il Paese. Proprio come chiede l'Unione europea.
Con la riforma cambiano i limiti al quantum del danno che può essere posto a carico del singolo. Salvo i casi di dolo o illecito arricchimento, la Corte dei conti deve: ridurre l’addebito, ponendo a carico del responsabile non più del 30% del danno accertato; verificare che la condanna non superi il doppio della retribuzione lorda annua (nell’anno di inizio della condotta, o in quello precedente/successivo) oppure il doppio del corrispettivo o dell’indennità percepiti per la funzione che ha generato il danno.
Poi si inseriscono regole più precise sulla prescrizione. Per la responsabilità per colpa grave, il termine decorre dal momento in cui il danno si è verificato (condotta ed evento), non dalla data in cui l’amministrazione o la Procura contabile ne hanno avuto effettiva conoscenza. In caso di occultamento doloso, la prescrizione decorre dal momento della scoperta, ma l’occultamento deve consistere in comportamenti attivi o nella violazione di specifici obblighi di comunicazione.
Il giudice contabile avrà un nuovo potere sanzionatorio: oltre alla condanna al risarcimento, si potrà disporre, nei casi più gravi, la sospensione dalla gestione di risorse pubbliche per un periodo tra sei mesi e tre anni.
La riforma tipizza anche la colpa grave, stabilendo che ricorre quando si verifica: violazione manifesta delle norme di diritto applicabili; travisamento del fatto; affermazione di un fatto la cui esistenza è incontrovertibilmente esclusa dagli atti; negazione di un fatto la cui esistenza risulta incontrovertibilmente dagli atti. Infine si prevede l'obbligo di copertura assicurativa e presunzione di non responsabilità per gli organi politici. La responsabilità contabile tende così a concentrarsi su dirigenti, funzionari e soggetti che hanno un ruolo operativo, mentre si attenua il coinvolgimento diretto di sindaci, assessori e altri organi di vertice politico. Nei fatti, chi firma tecnicamente l’atto diventa il principale soggetto esposto, specie negli enti locali, nelle società partecipate e nei settori a forte rilevanza finanziaria.
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Visitare questa località austriaca in estate significa immergersi in un’atmosfera dove il lusso discreto incontra la tradizione contadina, creando un mix unico, perfetto per chi cerca sport, piaceri raffinati e del sano relax .
Il cuore pulsante dell'estate è il monte Hahnenkamm. Salire con la celebre funivia Kitz bühel Cable Cars non è solo un modo per raggiungere la quota, ma è anche un viaggio panoramico sulla valle. In cima, i sentieri si snodano tra malghe fiorite e punti di sosta iconici come il Berghaus Tirol, dove la vista spazia dalle Alpi di Kitzbühel agli Alti Tauri.
Per chi ama le due ruote, la regione è un punto di riferimento mondiale per l’e-bike. Grazie ai servizi di noleggio e alla vasta rete di sentieri segnalati, è possibile esplorare vette e vallate senza necessariamente avere il fiato di un atleta olimpico. Le pendenze diventano un piacere e le distanze si accorciano, lasciando più tempo per ammirare il paesaggio. Kitzbühel è anche una mecca per gli appassionati di mountain bike. Sentieri immersi nei boschi, percorsi tecnici per esperti e itinerari panoramici per e-bike permettono a tutti di trovare la propria dimensione. Gli impianti di risalita funzionano anche nei mesi estivi, facilitando l’accesso ai tracciati in quota e regalando discese spettacolari tra radure e single track. Eventi sportivi e competizioni animano la stagione, richiamando biker da tutta Europa. Anche chi è alle prime armi può affidarsi a guide esperte o partecipare a tour organizzati per scoprire gli angoli più suggestivi della regione in totale sicurezza.
Con oltre mille chilometri di sentieri segnalati, Kitz bühel è una destinazione ideale per chi ama camminare. I percorsi si snodano tra dolci colline alpine, boschi ombrosi e pascoli punteggiati di baite tradizionali. Per chi cerca un itinerario più rilassante, i sentieri intorno al lago Schwarzsee offrono passeggiate facili, ideali anche per famiglie. Qui è possibile alternare trekking leggero a soste rigeneranti sulle rive del lago, magari con un tuffo nelle sue acque limpide. Se si viaggia in famiglia, il Parco faunistico di Aurach è una tappa imperdibile. A pochi chilometri dal centro, è possibile camminare tra cervi, daini e mufloni in un ambiente naturale protetto: un'esperienza che incanta grandi e piccini.
Kitzbühel non è solo sport. Il centro, con le sue facciate colorate, ospita il Museo di Kitzbühel, dove scoprire la storia locale e le opere di Alfons Walde, l'artista che ha immortalato l'anima invernale della città.
Il centro storico, poi, è un piccolo gioiello architettonico: case color pastello, balconi fioriti e boutique di alta gamma convivono armoniosamente. La via principale è un susseguirsi di negozi esclusivi, atelier artigianali e marchi internazionali. Qui lo shopping diventa un’esperienza piacevole, tra moda sportiva di lusso, oggetti di design e specialità gastronomiche locali. Una tappa obbligatoria per gli acquisti è da Frauenschuh. Non è un semplice negozio, ma l'essenza dello stile alpino contemporaneo: materiali pregiati e design funzionale che incarnano il «Kitz-look».
Caffè all’aperto e ristoranti gourmet invitano a prendersi una pausa, assaporando piatti della tradizione tirolese rivisitati in chiave contemporanea. L’atmosfera è sofisticata ma mai ostentata, perfetta per chi cerca una vacanza attiva senza rinunciare al comfort.
La proposta gastronomica della città è altrettanto variegata e profonda, partendo dall'esperienza culinaria offerta dal ristorante Das Mocking, situato proprio alla base della Streif, che propone una cucina moderna capace di valorizzare i prodotti del territorio con un tocco creativo. Per chi cerca l'accoglienza più genuina, il ristorante Zum Rehkitz offre i grandi classici della tradizione tirolese in un'atmosfera calda e autentica, mentre una sosta all'Hallerwirt ad Aurach permette un'immersione totale nella storia e nella genuinità contadina. Nel cuore pulsante della città, il ristorante Das Reisch completa l'offerta con un ambiente raffinato dove la cucina internazionale si fonde sapientemente con i sapori del luogo.
Informazioni: www.kitzbuehel.com.
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