{{ subpage.title }}

True

Dopo il kit per l’emergenza bellica l’Ue vuole plasmare gli eurobalilla

Dopo il kit per l’emergenza bellica l’Ue vuole plasmare gli eurobalilla
L’Alto rappresentante Ue, Kaja Kallas (Ansa)
  • Bruxelles mira a indottrinare i giovani usando l’agenzia anti bufale. Kallas rivendica il metodo della paura e ricatta Madrid: «Ha avuto tanti aiuti col Covid, sostenga il riarmo». La stampa italiana denigra i pacifisti.
  • Mosca: «Proposte americane inaccettabili». Pechino: «Tra noi e i russi un’amicizia che è destinata a durare». Lo zar invita il leader comunista alla parata del 9 maggio.

Lo speciale contiene due articoli.

Continua a leggereRiduci
Da inizio guerra i tassi per i prestiti immobiliari (Euribor ed Eurirs) sono cresciuti di 0,15-0,18 punti. Ecco il peso su finanziamenti da 200.000. I future vedono altri rialzi.

È la settimana delle banche centrali - oggi tocca alla Fed e giovedì alla Bce - con decisioni che al momento sembrano pressoché scontate. Vista la spinta inflazionistica che arriva dal Golfo Persico, sia Christine Lagarde sia un Jerome Powell alle sue penultime battute dovrebbero lasciare i tassi così come sono.

Continua a leggereRiduci
Tasse green, dietrofront Ue. Roma vuole tagliare le accise per trasporti e industrie
(Imagoeconomica)
La Von der Leyen propone solo una revisione del sistema di scambio sulle emissioni. L’Italia guida la pattuglia di Paesi preoccupati per l’impatto su elettricità e produzione.

Si accende il dibattito sull’Ets, il sistema di scambio di quote di emissioni, in vista del vertice del Consiglio europeo di domani e alla luce dei rincari energetici effetto del conflitto iraniano. «Stiamo accelerando il lavoro sulla prossima revisione dell’Ets per definire una traiettoria di decarbonizzazione più realistica oltre il 2030», è quanto ha scritto il presidente della Commissione, Ursula von der Leyen, nella lettera rivolta ai leader Ue.

Continua a leggereRiduci
Edicola Verità | la rassegna stampa del 18 marzo

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 18 marzo con Flaminia Camilletti

Immigrati infetti lasciati liberi di proposito
Ansa
Lo scandalo dei certificati medici anti-Cpr a Ravenna si allarga ancora: alcuni dottori ideologizzati, pur consci di patologie tipo Tbc o scabbia fra i clandestini, li avrebbero bollati come «inidonei» ai centri di rimpatrio mettendo a rischio la collettività.

Scabbia e tubercolosi. La prima passa da pelle a pelle, basta un contatto. La seconda viaggia nell’aria, con un colpo di tosse o un po’ di saliva. Patologie che i medici del reparto di malattie infettive del Santa Maria delle Croci di Ravenna conoscevano bene. Tanto da diagnosticarle ai clandestini che Prefettura e Questura hanno tentato di espellere dal territorio italiano perché considerati pericolosi, ma che grazie ai certificati di inidoneità al trattenimento in un centro per il rimpatrio erano liberi di contagiare. È in questo passaggio che l’inchiesta sui falsi certificati dei medici No-Cpr diventa clamorosa. Perché se si certifica un rischio sanitario e poi lo si lascia circolare, non è più solo una valutazione medica. È una scelta. Una scelta diametralmente opposta rispetto a quelle del periodo della pandemia da Covid, quando bastava un sospetto per isolare, tracciare, limitare. In questo caso no. Qui si scrive che il rischio c’è ma si lascia andare il paziente.

Continua a leggereRiduci
Le Firme

Scopri La Verità

Registrati per leggere gratuitamente per 30 minuti i nostri contenuti.
Leggi gratis per 30 minuti
Nuove storie
Preferenze Privacy