La Verità

TOGHE ROSSE

Le toghe rosse d’accordo con Nordio

Il ministro attaccato dall’ex giudice Giancarlo Caselli perché vorrebbe che dopo due assoluzioni finisse il processo. Ma Md condivide lo sconcerto: «Oggi impugnazioni più limitate».

Stop alle faide in nome del No. Le «toghe rosse» si assegnano il processo a Delmastro

Auriemma a un convegno con Cascini (quello di cui diceva: «Vuole una fetta di c...») Mancinetti (che gestiva le nomine con Palamara) e Palmisano giudicano il politico Fdi. Sulle chat dei magistrati, ieri, è rimbalzato come un meme il messaggio che l’attuale procuratore di Rieti, Paolo Auriemma, dedicò al procuratore aggiunto di Roma, Giuseppe Cascini, a suo dire famelico di richieste presso Luca Palamara: «’Sto Cascini vuole tutto. Il Csm, il fratello (Francesco, ndr), la moglie al Consiglio giudiziario, una fetta di culo. Può aspettare 48 ore? Provaci».

L’eterna aderenza delle toghe alla sinistra

Dopo la campagna contro la riforma della Giustizia, i vertici dell’Anm sfruttano i convegni per delegittimare la maggioranza: «Mandano al Csm degli avvocati di partito». E tacciono sul linciaggio di una magistrata che ha impugnato un atto arcobaleno.

Così Legnini assolse la toga anti Cav

Antonio Esposito, finito sotto processo disciplinare per una intervista sulla sentenza Mediaset, fu salvato dall'ex vicepresidente del Csm e dall'accoppiata formata da Luca Palamara e Nicola Clivio.

«Pizzino» di Fracassi ai finti moralisti in toga

Volano gli stracci nella corrente progressista, l'ex leader di Area attacca: «Chi oggi si scandalizza per le mie chat con Palamara chiedeva favori per sé e per gli altri». E dopo la nomina di Raffaele Cantone alla Procura di Perugia…