Ericsson, Meloni «salva» gli operai
Il premier chiama l’ad Missori e l’azienda blocca 131 licenziamenti previsti a Genova. Anche Electrolux rivede il piano: stop tagli unilaterali, ok agli incentivi per uscite volontarie.
Il premier chiama l’ad Missori e l’azienda blocca 131 licenziamenti previsti a Genova. Anche Electrolux rivede il piano: stop tagli unilaterali, ok agli incentivi per uscite volontarie.
La premier deposita all’Euipo un audio di quattro secondi in cui pronuncia due volte la frase «Io sono Giorgia Meloni». La domanda è ancora in esame e punta a tutelare il timbro vocale dall’uso improprio dell’intelligenza artificiale.
Dopo la noiosa polemica sull’assenza della Salis al Salone nautico, pure The Donald dà sfoggio di provincialismo. «Giorgia mi piace», dice oggi, ma è fuori tempo massimo.
Il sindaco non è stato chiamato sul palco con il premier e Bucci. Scatta la polemica, ma la svista è di Confindustria. Giorgia chiama Silvia: «Dispiaciuta».
Il capo del governo invia una lettera alla Commissione dove spiega le difficoltà indotte dal carovita: molte spese crescono indipendentemente dall’esecutivo. Palazzo Berlaymont frena: «Abbiamo già allentato».
Lettera del premier italiano alla Von der Leyen: «Prezzi troppo alti, dobbiamo poter aiutare famiglie e imprese. E l’Europa è ancora sorda sugli Ets, così non va: ci vuole pragmatismo e meno ideologia».
Il ministro Valditara: «Temo la fuga dei bianchi, tipo Alabama degli anni ‘50» E stanzia 14 milioni per i corsi di lingua Surreale Schlein: «Il premier provoca il Quirinale, non ha senso dello Stato».
Il post della procuratrice nel direttivo Anm, dopo l’annuncio dello stop alla tassa per le utilitarie: «Sono quelle usate dai narcos». Poi dice: «Non parlavo della misura». M5s rosica: ci ha copiato. Renzi (quello degli 80 euro) litiga sui social con Meloni.
Il premier: «Gli elettori reagiscono alla mancanza di risposte dalla grande coalizione». Il partito di Weidel querela il cancelliere: equiparava remigrazione e pulizia etnica.
L’idea di schierare Monti, simpatico come la carta vetrata, a duellare con un asso della comunicazione qual è Vannacci, induce a sospettare manovre per aumentare i consensi di Fn, sperando li tolga alla maggioranza. Del resto il primo a pensarci è stato Renzi.
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