giorgia meloni

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Il piano Meloni contro gli avvoltoi
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni all'Altare della Patria in occasione delle celebrazioni del 25 aprile, Roma, 25 aprile 2026 (Ansa)
Il premier vuol sforare le regole Ue per aiutare imprese e famiglie. In settimana Piano casa e decreto Lavoro, poi possibile voto sulla clausola nazionale. Intanto i tifosi dell’inciucio (pure Giavazzi e Bini Smaghi) gufano.

La richiesta del premier Giorgia Meloni a Bruxelles di sospendere il Patto di stabilità, ha rimesso in moto la grancassa degli avvoltoi che vorrebbero questo governo già al capolinea solo perché non è riuscito a centrare il traguardo del 3% del Pil. E questo nonostante la difficile congiuntura internazionale culminata con il conflitto che ha fatto decollare la bolletta energetica e imposto il taglio delle accise. Una situazione eccezionale che il governo finora ha gestito come poteva e che rischia però, prolungandosi, di stritolare il Paese e mandarlo in recessione.

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Meloni: «Con Trump non c’è sudditanza, ho già parlato chiaro». E sferza Ue e Israele
Giorgia Meloni (Ansa)
Il premier interrompe gli accordi sulla difesa con Gerusalemme e incalza Ursula: «Via il Patto di stabilità prima che sia tardi».

Giorgia Meloni, all’indomani delle parole severe contro Trump circa l’intervento di quest’ultimo contro il Papa, conferma la linea e non cambia idea. «Quello che ho detto è quello che penso, che le dichiarazioni in particolare sul Pontefice fossero inaccettabili» ha spiegato arrivando al Vinitaly a Verona.

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Fmi, Ocse, manine italiane: riparte l’assalto al debito per mettere in crisi Meloni
Giorgia Meloni (Ansa)
La sconfitta al referendum sulla giustizia e lo choc energetico causato dal conflitto hanno spianato la strada a fondi e istituzioni che puntano contro il governo.

L’Italia è entrata di nuovo in quella zona grigia dove il debito pubblico non è più un indicatore economico, ma un’arma politica. Come sempre, quando i conti si fanno difficili, arrivano in scena loro: Fmi, Ocse e quel sottobosco di «manine» nazionali e internazionali che non hanno mai smesso di entrare in azione con i governi di centrodestra. Era accaduto a Berlusconi. Ora nel mirino c’è Giorgia Meloni.

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Meloni rilancia: «Nessuna Fase due, il programma c’è. Ora voglio i risultati»
Giorgia Meloni e il governo durante l'informativa alle Camere (Ansa)
Il leader alle Camere: «Non c’è subalternità agli Usa. Migranti? Metodo da consolidare. Sulle liste d’attesa patto con le Regioni».

Un’informativa urgente sull’azione di governo, ma non c’è nessuna Fase due. Lo chiarisce subito il presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, nel suo discorso alla Camera dei deputati. «Si continua a parlare di rimpasti, fase due, alchimie di palazzo, un mondo distante anni luce da noi. Non c’è alcuna ripartenza da fare, posto che il governo non si è mai fermato e da giorni lavora, come si è visto, per scongiurare le conseguenze della crisi internazionale e per mettere a terra altri provvedimenti.

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La  «rete» che prova a mettere Conte al posto della Meloni
Giuseppe Conte (Getty Images)
Cresce l’attivismo di Giuseppi. Dopo il pranzo con l’inviato di Donald Trump (ma le interlocuzioni sono a un livello anche più alto), lancia messaggi di apertura a Pechino e frena sul gas russo. A consigliarlo, l’ex ambasciatore Pietro Benassi, che punta alla Farnesina.

In fondo, a chi è stato presidente del Consiglio prima in alleanza con la Lega e poi con il Pd, deve sembrare un giochetto da ragazzi andare d’accordo sia con Donald Trump che con Xi Jinping. Giuseppe Conte, il CamaleConte, ci prova: campione mondiale di cinismo politico, si lascia intervistare da Bloomberg, colosso dell’informazione globale con sede a New York, di orientamento politico pragmatico e tutto orientato al business, e rispolvera la sua mai sopita passione per il multilateralismo e in particolare la Cina: «Trump e gli Usa», sottolinea Giuseppi, «ovunque si muovono tutelano i loro interessi economici e commerciali. La formula Make America Great Again non può essere sottoscritta dagli alleati più piccoli come l’Italia. Io non posso dare il sangue al mio alleato to Make America Great Again».

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