giorgia meloni

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Meloni al Giorno della Verità: «La politica estera non è Temptation Island»
Giorgia Meloni al «Giorno della Verità» (@Michele Silvestro)

Il presidente del Consiglio Giorgia Meloni intervistata dal direttore Maurizio Belpietro al Giorno della Verità.

Quaranta minuti di intervista tutto campo, dai rapporti con Donald Trump alla politica interna, dall'Europa al commercio internazionale. Piano casa, nucleare e legge elettorale. «Sono rimasta sinceramente colpita dalle parole di Trump e non so spiegarmi perché si sia comportato così» rivela al direttore appena seduta sul palco dell'Acquario romano.

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Il premier ha commentato sui social quanto avvenuto alla Sapienza di Roma dove alcuni studenti di Cambiare Rotta hanno bruciato manifesti con il volto del leader della Lega e vicepremier. «Solidarietà a Matteo Salvini per il grave episodio avvenuto oggi alla Sapienza. Bruciare il volto di chi la pensa diversamente non è protesta: è odio ideologico. Un gesto intollerante, che nulla ha a che vedere con il confronto democratico. Noi continueremo a portare avanti il nostro lavoro con determinazione e senza sconti, nonostante il clima di odio che qualcuno cerca di alimentare»

I social network secondo Giorgia: «Meglio essere reali che virali»
Giorgia Meloni (Ansa). Nel riquadro, il libro di Tommaso longobardi, «Senza maschera»
Nella prefazione al saggio del suo stratega, Tommaso Longobardi, il premier Giorgia Meloni rivela come comunica con la gente: «Chi guida deve tracciare una rotta, senza maschere. Mi spaventano i leader che inseguono solo gli umori».

Mi hanno sempre spaventata i politici che usano i social per rincorrere la società. Che si limitano a studiare di cosa si stia parlando per poi pubblicare post con le esatte parole che vanno per la maggiore in quel momento. È un approccio che confonde la necessità per la politica di comunicare con qualcosa che è molto distante dalla politica: inseguire gli umori, invece di indicare la rotta. Ci si adegua, in sostanza, al vento che soffia più forte, con l’obiettivo di ottenere qualche applauso effimero o un titolo di giornale. Non è il mio approccio, e non lo sarà mai. Perché credo che chi ha l’onore e l’onere di guidare non debba inseguire, ma tracciare una direzione.

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La Meloni rilancia il nucleare. «In estate la legge delega. E ho un piano anti burocrati»
Giorgia Meloni (Ansa)
Il premier, tra gli applausi, offre agli industriali l’idea di un «cantiere comune» contro le norme inutili. Poi attacca Bruxelles: «Sacrifica la crescita sull’altare dell’ideologia».

Un discorso scandito da applausi, una sintonia di vedute e di strategia. L’assemblea di Confindustria è servita a sancire il rinnovato asse tra il premier Giorgia Meloni e gli industriali sulle priorità dell’agenda economica del governo, quali competitività, energia e difesa, sfide del prossimo futuro e visione dell’Unione europea.

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Meloni «grazia» Renzi per i poster «fascisti». Ma la sinistra sbraita: «Elogia Almirante»
Giorgia Meloni (Ansa)
Il premier chiude la querelle con Iv: «Ho altro a cui pensare». Il Pd riesuma bugie sul missino. E scorda i «suoi» repubblichini.

Non possiamo fare a meno di immaginarla, Giorgia Meloni, che per distrarsi dalla tentazione di accendere una sigaretta (pare stia cercando di smettere di fumare, coraggio) e per distrarre l’attenzione dai temi dell’economia, alla vigilia del voto amministrativo, si inventa il diversivo del giorno: «Facciamo un bel post su Almirante, recuperiamo un po’ di voti identitari e vediamo se la sinistra ci casca».

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