ingresso ucraina ue

L’Europa dà il contentino all’Ucraina ma s’incaglia su Albania e Macedonia
Il premier albanese, Edi Rama e Mario Draghi (Ansa)
Il vertice sull’allargamento ai Balcani concede lo status di candidati nell’Ue a Kiev e Moldavia. Il veto bulgaro, dopo la crisi di governo, blocca Skopje e Tirana, su cui pesano la corruzione e la diffusione dei gruppi jihadisti.
Draghi tira dritto sulle armi all’Ucraina
Mario Draghi e Volodymyr Zelensky (Ansa)
Il premier liquida Palazzo Madama con un discorso di 20 minuti. Non parla di missili, ma insiste sull’ingresso del Paese invaso nell’Ue. «Le sanzioni alla Russia funzionano», assicura. Poi promette che cercherà la pace, «purché sia concordata con Kiev».
  • Nonostante gli avvertimenti sul delicato passaggio del premier in Senato di oggi, il Movimento si limita a chiedere un coinvolgimento maggiore delle Camere. E rinuncia a una risoluzione separata. Inutile il pressing nella maggioranza, l’unica sponda è quella di Leu. Intanto secondo un sondaggio di Termometro politico, il 51% degli italiani interpellati sull’eventualità di un nuovo incarico come premier per Mario Draghi, hanno risposto in modo assolutamente negativo.
  • Carlo Bonomi dal presidente ucraino. Charles Michel invita i leader ad aprire le porte dell’Ue a Kiev.

Lo speciale contiene due articoli.

Alla fine trivellano solo noi
Ansa

Per il tanto invocato ingresso futuro dell’Ucraina nella Ue c’è un conto salato da pagare. Che si aggiunge alla parcella delle sanzioni e alla costosa ritorsione russa sul gas: forniture tagliate e prezzo raddoppiato. Mentre il governo «scopre» i pozzi chiusi in Adriatico. Emmanuel Macron: «Niente pace se si vuol schiacciare Mosca». Vladimir Putin: «Finita l’era dominata dagli Usa».

Sull’ingresso dell’Ucraina nell’Ue dopo l’entusiasmo arriva la frenata
Charles Michel (Ansa)
  • Gli annunci di Ursula von der Leyen e Charles Michel e la richiesta di Volodymyr Zelensky lasciano posto al realismo. Josep Borrell: «Servono anni». All’Onu Mosca nega l’evidenza. Intanto Pechino copre lo zar, mentre Recep Tayyip Erdogan gli chiude il Mar Nero.
  • Il filo sottile su cui cammina il Papa. Pietro Parolin chiede di evitare la «catastrofe» e Bergoglio spinge per la pace. Senza urtare il patriarca di Mosca, vicino al Cremlino. E freddo con ortodossi ucraini e greco-cattolici.

Lo speciale comprende due articoli.

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