La Verità - L'editoriale
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Il senegalese stragista? Colpa nostra

Ansa

Gad Lerner non delude mai. Una volta è in grado di sorprenderci lanciando un appello pro migranti dal suo splendido terrazzo con un Rolex al polso. Un'altra perché di fronte a una tragedia sventata, come il sequestro di 51 bambini che potevano bruciare vivi per mano di un senegalese, riesce a dare la colpa a chi «manifesta ostilità nei confronti degli immigrati». Sì, ieri su Twitter il comunista con il Rolex ha scritto proprio così: «La follia criminale del cittadino italiano Ousseynou Sy è l'esito di una contrapposizione isterica che manifesta ostilità agli immigrati, negando le loro sofferenze e la loro umanità». Chiaro il concetto? Se non ci fosse chi si lamenta per l'invasione di extracomunitari e rifiuta di pagare il traghetto alle masse (...)
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Il bello dell’accoglienza: senegalese cerca di bruciare vivi 51 ragazzini

Ansa

State tranquilli, lo faranno passare per pazzo. Diranno che l'autista che ha sequestrato una cinquantina di studenti di seconda media a Crema era esaurito e non ci stava con la testa, un po' come quel tizio che a Utrecht, in Olanda, una volta salito sul tram, essendo un po' nervoso, ha ucciso tre persone. Ousseynou Sy, il senegalese che in Italia oltre all'accoglienza aveva trovato una moglie, ottenendone in cambio la cittadinanza e anche un posto di autista di corriere, verrà descritto come un povero disadattato. Aveva precedenti per guida in stato di ebbrezza e molestie sessuali, così dicono le cronache, ma ciò non era stato sufficiente (...)

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Il forno arcobaleno del M5s per coprirsi a sinistra

Ansa

C'è una pericolosa cellula terroristica che preoccupa il Pd: la famiglia. Ai margini dell'assemblea nazionale che ha incoronato Nicola Zingaretti segretario, il Partito democratico ha infatti approvato una mozione che impegna i vertici a schierarsi contro il Congresso mondiale delle famiglie. Su richiesta di Monica Cirinnà, la signora di gran classe che è scesa in piazza con in mano un cartello in cui «Dio, patria e famiglia» venivano definiti una «vita di m…», senza i puntini, il Pd ha deciso di partecipare a un corteo di protesta che si terrà il 30 marzo a Verona.

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La Fadil non era la donna che sapeva troppo

Ansa

Aveva già detto tutto quello che poteva sulle «cene eleganti» di Arcore, e nel suo libro non rivelava segreti ma raccontava di aver visto Satana. Restano tutte le ipotesi, compresa quella che a ucciderla sia stata una malattia ancora senza nome.
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Quanto silenzio per non turbare la lobby Lgbt

Ansa

Ma la Chiesa dov'è? Quei vescovi sempre pronti a dire la loro su tutto, sull'ambiente, sugli immigrati, e pure sul debito pubblico, perché all'improvviso tacciono? Giorni fa avevamo rilevato il silenzio imbarazzato degli alti prelati sulla triptorelina, il farmaco che blocca la pubertà negli adolescenti, preparandoli al cambio di sesso.

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L’Occidente condanna i propri bastardi. Ma a parti rovesciate ha sempre balbettato

Ansa

L'attentato ha movente religioso, ed è giusto stigmatizzarlo. Ma perché quando sparano gli islamici non si fa altrettanto?
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Il patrocinio del governo? Ai gay sì, alle famiglie no

Ansa

Il logo della presidenza del Consiglio è stato concesso a cortei arcobaleno e sagre paesane. Il Congresso mondiale dei pro life però non è considerato degno dal Movimento 5 stelle, che hanno ceduto alle pressioni del mondo Lgbt e della sinistra a Monica Cirinnà.
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La legge sulla legittima difesa non serve a fare i pistoleri ma a tutelare la gente onesta

Ansa

Con le norme attuali, un criminale non ha nulla da perdere: si becca il bottino oppure un indennizzo da parte di chi osa reagire. Proteggere sé stessi non deve costare nulla.
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Soldi insanguinati per rifare l’immagine allo sceicco

Ansa

Anni fa Claudio Abbado, che della Scala fu direttore musicale, disse che la cultura è un bene comune primario come l'acqua, e subito dopo aggiunse che i teatri, le biblioteche e i cinema sono da considerarsi come tanti acquedotti.

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L’Europa guarda Salvini con occhi diversi

Ansa

C'è un Salvini di lotta e un Salvini di governo. Quello di lotta ha spaventato per un po' le cancellerie europee, che all'inizio temevano che il ministro dell'Interno fosse un piromane, intenzionato a dare alle fiamme l'intera costruzione europea, facendo uscire l'Italia dall'euro. Ma da qualche tempo il Salvini di lotta ha lasciato spazio a quello di governo, mettendo freno alle dichiarazioni più incendiarie e soprattutto ai propositi di abbandonare la moneta unica. Perfino sulla riforma della Fornero, altra preoccupazione capace di togliere il sonno ai partner europei, il capo leghista è stato più ragionevole di quanto si temesse, accontentandosi di una finestra che (...)