La Verità

ELEZIONI FRANCIA

Il Rinascimento di Macron finisce in zuffa

Il premier dimissionario è l’unico candidato a diventare il nuovo capogruppo. Ma l’ormai ex ministro Gérald Darmanin lo boccia via sms: «L’unità non si ottiene per decreto». Intanto la sinistra continua a dividersi. E il futuro governo rischia di nascere…

Il «democratico» Macron prova a ignorare il voto

Il presidente congela le dimissioni del premier con la scusa delle Olimpiadi ma il gioco è chiaro: sterilizzare il doppio boom di sinistra radicale e Marine Le Pen. Può farcela, ma il «problema» esploderebbe con in palio l’Eliseo.

La Francia andrà in rotta col Patto di stabilità

Qualsiasi governo nascerà si troverà con le mani legate dai vincoli europei su salari e pensioni. Inoltre dovrà affrontare i sindacati pronti a bloccare il Paese. In questo scenario è possibile riaprire i negoziati con Bruxelles per allentare l’austerità.

Agli anti Le Pen resta solo il tecnopastrocchio

Macroniani ed estrema sinistra fanno desistenze contro il Rassemblement national, ma entrambi dicono no a un governo di larghe intese. E se vincono loro, che succede? Sempre più possibile un esecutivo tecnico, ma François Hollande sgomita per tornare in ballo.

Meloni esulta, Bruxelles abbassa la cresta

La vittoria senza trionfi di Marine Le Pen e la batosta presa da Emmanuel Macron rilanciano il premier, che gongola: «Cadono le vecchie barriere». Ora il Ppe deve trattare e Antonio Tajani spinge: «Bisogna aprire ai Conservatori. Mancano grandi leader…

Francia, via al grande inciucio. Ma c’è chi non ci sta

Quasi 170 candidati ammessi al secondo turno, tra cui tre ministri, hanno rinunciato a presentarsi in nome del fronte anti lepenista. Altri membri del governo annunciano che non voteranno a sinistra. Carta della disperazione di Gabriel Attal: stop alla riforma…