I democratici americani rinnegano Obama e scippano la battaglia di Trump contro la Silicon Valley - La Verità
Home
In primo piano

I democratici americani rinnegano Obama e scippano la battaglia di Trump contro la Silicon Valley

Contenuto esclusivo digitale

Ansa

  • La grande industria tecnologica americana potrebbe diventare una questione centrale nella prossima battaglia elettorale per le presidenziali statunitensi. Elizabeth Warren, ha presentato infatti pochi giorni fa la sua proposta per arginare le tendenze monopolistiche dei colossi della Silicon Valley. Esattamente il contrario delle politiche obamiane.
  • È altamente probabile che, come nel 2016, anche nel 2020 le sorti delle presidenziali saranno decise dal voto della classe operaia impoverita della Rust Belt. Non soltanto Donald Trump sta cercando di mantenere la presa su questa quota elettorale ma lo spostamento sempre più a sinistra del Partito Democratico mostra che una parte dell'asinello punti al recupero del voto dei colletti blu. Una situazione che potrebbe condurre i principali contendenti a una serrata critica dei colossi tecnologici: quei colossi cui buona parte degli operai guarda non a caso con sospetto, se non addirittura con astio.

Lo speciale contiene due articoli.

In primo piano

Una luce sulla sorte di Silvia Romano. È viva, ma in mano a milizie jihadiste

Ansa

La cooperante rapita un anno fa è prigioniera del gruppo qaedista Al Shabaab. Secondo fonti della «Verità» sta bene e si trova nel Sud della Somalia. E, anche se nessuno lo ammette, per salvarla servirà un riscatto.
In primo piano

Antonio Martino: «Il Mes è l’ultima follia di un’Ue sbagliata»

Ansa

Parla l'ex ministro di Silvio Berlusconi: «Il Fondo salvastati è frutto di politiche demenziali, favorirà un ritorno alla finanza allegra. Conte non ne riferisce in Parlamento? Quest'assenza di trasparenza è pericolosa e antidemocratica, i cittadini devono sapere».
In primo piano

La pioggia di razzi su Israele manda in tilt la Farnesina: Di Maio nicchia, Di Stefano incontra l'Iran

Contenuto esclusivo digitale

Getty Images

Nel corso di questa settimana, a seguito dell'eliminazione mirata da parte di Israele di un pericoloso jihadista (è stata distrutta a Gaza l'abitazione di Bahaa Abu Al-Ata, il leader della jihad islamica palestinese), è iniziato per ritorsione un attacco missilistico contro lo stato ebraico. Mentre il ministro dice di sostenere il diritto alla difesa, non risultano note ufficiali della Farnesina sui fatti di questa settimana in Israele. Poi, in contemporanea con l'audizione di Di Maio, il suo sottosegretario Manlio Di Stefano (tuttora sprovvisto di deleghe) ha incontrato alla Farnesina l'ambasciatore iraniano in Italia, Hamid Bayat, auspicando e promettendo cooperazione.

In primo piano

L’assessore di Napoli insulta gli israeliani «Assassini e nazisti». Ma la sinistra tace

Ansa

Eleonora de Majo, neonominata alla Cultura da Luigi De Magistris, è leader dei centri sociali. Sconcerto della Comunità ebraica.
In primo piano

Governo all’angolo. Oggi deve confessare sui soldi ai militari

Ansa

In commissione parere sul fondo missioni all'estero. Mancano 408 milioni. O entrano con più tasse o si rischia il falso in bilancio.
In primo piano

Impeachment, alla Camera solo tanto show

Ansa

  • Iniziate le audizioni dell'indagine contro Trump, ed è subito battibecco. Per il presidente della commissione, la Casa Bianca altera l'equilibrio tra i poteri. The Donald ribatte: «È caccia alle streghe». I democratici, però, temono l'effetto boomerang.
  • L'attacco di Hillary Clinton a Boris Johnson: «Inaccettabile ritardare il rapporto sulle ingerenze del Cremlino».

Lo speciale contiene due articoli.

In primo piano

Anche la Spagna fa l’inciucio contronatura

Getty

Pur di formare un esecutivo, il socialista Pedro Sanchez firma un accordo programmatico con Podemos di Pablo Iglesias, con cui si è scontrato fino a ieri. Un contratto fumoso, molto green e nuovi diritti. Ma ora dovrà trovare qualche «responsabile» per avere la maggioranza.
In primo piano

«Non avevo prove, ma gli ho creduto». Così si danno i permessi agli stranieri

Ansa

La giudice Luciana Breggia che esamina le domande d'asilo a Firenze porta a Lampedusa uno spettacolo pro accoglienza E rivela dettagli inquietanti: «Un migrante sembrava vulnerabile, l'ho fatto restare anche senza riscontri».