Se il Cavaliere tira la corda per romperla, stavolta può farsi male


Non so chi sia il consigliere che sta suggerendo a Silvio Berlusconi le mosse in vista della formazione del nuovo governo. Mi permetto però di dire al Cavaliere che non tutte mi sembrano azzeccate. In modo particolare non mi sembra riuscitissima l'ultima, quella dell'altro giorno, quando il capo di Forza Italia ha rubato la scena a Matteo Salvini. Berlusconi si sa è un mattatore, un tipo che ama fare spettacolo e non si lascia sfuggire la battuta neanche nelle occasioni più serie. Uscito dal colloquio con Sergio Mattarella e dovendo fare la comparsa al fianco del leader della Lega, il Cavaliere non si è rassegnato a essere la damigella di compagnia del capo del Carroccio. Prima ha mimato la lettura del comunicato, distogliendo l'attenzione da Salvini e attirandola su di sé, poi acchiappato il microfono ha tirato un cazzotto in faccia a Luigi Di Maio, rimproverandogli, pur senza nominarlo, di non conoscere l'Abc della democrazia.

Ansa
A San Siro l'Atalanta strapazza 3-0 Ibra e compagni. La Dea sfoggia bel gioco e un Josip Ilicic tornato immarcabile. Antonio Conte manca l'aggancio in vetta: nel diluvio di Udine finisce 0-0, il mister litiga con l'arbitro e viene espulso.
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Era un pessimista piagnucoloso e sprezzante. Era malato di tubercolosi ossea: la sua statura si fermò a 142 cm con due grosse gibbosità nella parte anteriore e posteriore del torace. Il suo aspetto lo portava a non curarsi della propria igiene e quindi puzzava.
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