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Le Kessler diventano uno spot del suicidio

Le Kessler diventano uno spot del suicidio
Alice ed Ellen Kessler (Ansa)
Sui giornali l’eutanasia delle gemelle viene definita «ipermoderna» e «ultracontemporanea», quasi una festa della morte. Perfino «Avvenire», che dovrebbe tutelare la vita, gongola: «Alice ed Ellen uniche». È «Canzonissima» in versione funeraria.

Da-da-un-pa, ma che belle le bare gemelle. Il suicidio delle Kessler è diventato improvvisamente lo show della morte: ci potevano essere testimonial migliori per l’eutanasia? Belle, bionde, sane e defunte: il loro ballo era il simbolo dell’Italia che aspirava a vivere e gioire, il loro addio diventa il simbolo dell’Italia che aspira a morire. Normalmente, quando scompare un personaggio amato dal pubblico, tv e giornali trasudano di lacrime e sofferenza: si parla di «vuoto incolmabile», di «dolore inconsolabile», di «Paese in lutto» e c’è sempre qualcuno che dice «sentiremo la sua mancanza». Delle Kessler, invece, sembra che nessuno senta la mancanza. Altro che vuoto, altro che dolore: si sono suicidate, evviva, facciamo festa tutti insieme.

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«Quello che ho detto è quello che penso, che le dichiarazioni in particolare sul Pontefice fossero inaccettabili». Lo ha detto il premier Giorgia Meloni al Vinitaly di Verona, a proposito delle frasi di Trump su Papa Leone XIV.

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L’Anpi se la prende con le prime Comunioni
(Imagoeconomica)
La sezione di Arcore chiede al parroco di evitare le celebrazioni per il 25 aprile.

L’Anpi vuole dettare il calendario liturgico alle parrocchie. Ha dell’incredibile l’affondo che l’Associazione nazionale partigiani, sezione di Arcore, ha riservato nei confronti del parroco del Comune attiguo, Lesmo. Don Mauro Viganò, per il gruppo «rosso», ha avuto l’ardire di calendarizzare le Sante Comunioni della sua comunità pastorale proprio nel giorno in cui si celebra il Natale «comunista» della Repubblica italiana, ovvero il 25 aprile.

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I progressisti esultano per il nuovo premier ungherese. Che vuole chiudere le frontiere ed esalta Meloni. È l’ultimo cortocircuito dei compagni.

«Non c’è altro tempo per discutere, ora occorre reagire sospendendo il Patto di stabilità». Lo ha dichiarato il Ministro delle Imprese e del Made in Italy durante Vinitaly 2026.

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