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Lo strano strabismo dei magistrati che si fanno la guerra su cellulari e chat

Lo strano strabismo dei magistrati che si fanno la guerra su cellulari e chat
Luca Palamara (Ansa)
La gip che fece spiare Palamara per accuse risultate infondate parla di «gogna» se pubblichiamo messaggi messi agli atti.

I magistrati si fanno la guerra e poi accusano i giornali. Il 10 novembre abbiamo intervistato l’ex avvocato Piero Amara e lui ci ha rivelato che un pm, Mario Formisano, nel giugno del 2019, gli avrebbe chiesto, «in ginocchio» e «scherzosamente», di fargli «fare l’inchiesta della vita su Luca Palamara», in quel momento accusato di corruzione dalla Procura di Perugia. Non basta. Da alcune chat sequestrate in un procedimento per accesso abusivo ai danni di un ex cancelliere della Procura, emergeva anche che Formisano con altri colleghi si era adoperato per far trapelare sui media notizie che riguardavano l’ex procuratore aggiunto di Perugia Antonella Duchini, in quel momento indagata per corruzione. Una gogna mediatica che oggi la giunta della sezione perugina dell’Associazione nazionale magistrati prova a contestare a chi, come noi, si è limitato a registrare delle notizie.

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Effetto voto: cala il premio di maggioranza
(Ansa)
  • La bozza aggiornata della legge elettorale prevede anche una soglia poco sopra al 40% per far scattare l’incremento dei seggi. Il Pd in commissione: «Se ci sono delle modifiche ce le dicano e discutiamone». Vannacci in trincea per difendere le preferenze.
  • Un modello che dia stabilità al Paese eviterebbe inciuci e ricatti pure sul Quirinale.

Lo speciale contiene due articoli.

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Edicola Verità | la rassegna stampa del 27 maggio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 27 maggio con Carlo Cambi

«Musulmani in lista? Un boomerang. Ho vinto perché son figlio di Venezia»
Simone Venturini, nuovo sindaco di Venezia (Ansa)
Il neosindaco Simone Venturini: «Arruolando stranieri, la sinistra ha offerto loro una contropartita ignota ai cittadini, che si son sentiti presi in giro. Venendo qui, Conte e Schlein hanno aiutato me. Ora a lavoro su investimenti e sicurezza».
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Lo jihadista di Reggio Emilia sognava donne sottomesse e morte ai gay
Imagoeconomica
Il ragazzo era in contatto via Telegram con persone pronte ad aiutarlo nell’attacco.

Jaber Naggay, il ventiduenne marocchino di seconda generazione fermato l’altro giorno a Reggio Emilia per «arruolamento con finalità di terrorismo», sognava un’Europa sotto il controllo del Califfato. «A tutte le donne», nella sua visione, «sarebbe stato […] imposto il velo e non avrebbero più avuto un’opinione propria».

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Le Firme

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