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Scuola riaperta nel caos

Scuola riaperta nel caos
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  • Gli studenti protestano, i sindaci non riorganizzano i trasporti, i presidenti delle Regioni s'inventano di lasciare ai genitori la libertà di decidere se mandare i figli in classe o no, i presidi si ribellano perché dicono che così «viene offesa la dignità degli istituti». Risultato: nessuno riesce ancora a dare una parvenza di normalità al sistema dell'istruzione.
  • Famiglie preoccupate per i mezzi pubblici rimasti inadeguati A Napoli assunti autisti in più che non sono ancora in servizio.
  • La presidente di Invalsi, Anna Maria Ajello: «Apprendimento a picco anche nell'iperdigitale Olanda».

Lo speciale contiene tre articoli.

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Di chi è la colpa se sparano a Trump? Ovvio, di Trump
Donald Trump (Getty Images)
Fioccano pareri di esperti sui frutti dell’odio seminato dai Maga In alternativa, diventano buone persino le teorie complottiste.

Anche questa volta la versione più diffusa è che «se l’è andata a cercare». Tesi, appunto, non certo inedita che però si tinge ora di una sfumatura particolare. Più o meno i maestri del pensiero sono d’accordo sul fatto che Donald Trump sia la causa dell’ennesimo attentato ai suoi danni. Tuttavia qualcuno ritiene che il presidente abbia armato la mano (aspirante) assassina di Cole Tomas Allen alimentando l’odio e la divisione fra gli americani.

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Oggi il cdm per il decreto Lavoro: aumenti contrattuali retroattivi
Marina Calderone (Ansa)
Allungati i bonus per l’assunzione di under 35, donne e nell’area Zes solo a chi applica il «salario giusto» (definito dagli accordi delle sigle più rappresentative). Spid per i rider e polizze per i caregiver.

Il decreto Primo maggio arriva il 28 aprile. Non è solo un gioco di parole, ma una buona notizia per il lavoratori, visto che già oggi si terrà il consiglio dei ministri che conterrà i tanto attesi provvedimenti a favore di donne, giovani e occupazione. Buona notizia perché dopo un tira e molla che dura da settimane, il premier Giorgia Meloni stanca di rinvii e dispute tra le parti ha preso in mano il dossier. Decisivo l’ultimo vertice a Chigi alla presenza di Alfredo Mantovano (sottosegretario alla Presidenza del Consiglio), Marina Calderone (ministro del Lavoro), Claudio Durigon (sottosegretario al Lavoro) e Luigi Sbarra (ha la delega al Sud per la presidenza del Consiglio). Novità? Innanzitutto le risorse, perché si parlava di una forchetta oscillante tra i 750 milioni e il miliardo e alla fine dovrebbero essere messi sul piatto non meno di 960 milioni.

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Venezi: «La Fenice dovrà chiarire». E la Meloni smonta il «Corriere»
Giorgia Meloni (Ansa)
Il premier smentisce Via Solferino sul suo coinvolgimento nella cacciata del direttore. Alessandro Giuli si intesta la scelta. E il sovrintendente ammette: «Mi è costata». Ma la bacchetta insiste: «Non ho offeso, sono stata bullizzata».

Nessun coinvolgimento del premier, Giorgia Meloni, nel licenziamento della direttrice musicale Beatrice Venezi dal Teatro La Fenice di Venezia. La narrazione secondo la quale dopo la sconfitta referendaria il presidente del Consiglio avrebbe adottato la linea dura del «chi sbaglia paga», non è piaciuta alla stessa Meloni, che ieri ha contestato la ricostruzione del Corriere della Sera sul suo ipotetico intervento nel licenziamento.

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Sforare il 3% da soli è possibile. Evitiamo la trappola tesa da Macron
Emmanuel Macron (Ansa)
È prevista una deviazione temporanea fino a 30 miliardi, serve ok da Bruxelles. La Francia vuole «allungare» gli eurodebiti...

In queste giornate di affannato e teso confronto con la Commissione a proposito di una deroga al Patto di stabilità, per mitigare l’impatto della crisi dei prezzi energetici, si sente parlare di un «piano B» che invece dovrebbe essere il Piano «A». Entrambi i piani si riferiscono alla clausola di salvaguardia del Patto di Stabilità (Psc) che però, dopo la riforma del 2024, non è più soltanto quella «generale», già applicata nel 2020 per la crisi economica causata dal lockdown, ma quella «nazionale», che è l’unica grande novità del Patto riformato.

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