Proteste violente e il frutto marcio dei cattivi maestri
Intanto le vere vittime sono i ragazzi che si dissociano e a cui nessuno dà retta. Di Micco, portavoce delle consulte studentesche: «I teppisti sono una minoranza».
Intanto le vere vittime sono i ragazzi che si dissociano e a cui nessuno dà retta. Di Micco, portavoce delle consulte studentesche: «I teppisti sono una minoranza».
Il ministro Giuseppe Valditara: «Creati 173.000 posti per i piccoli. Riqualificato un terzo degli istituti».
Il ministro dell’Istruzione sulle proteste degli studenti francesi: «Hanno un problema di integrazione e sulla dispersione scolastica sono rimasti a vecchi schemi».
L’ultimo rapporto Ocse-Pisa fotografa il ritardo degli alunni immigrati, pure in matematica. Lo stesso fanno i test italiani, chiarendo quanto restano indietro le prime generazioni alla fine delle medie. Il tetto è doveroso.
Proposta di legge per introdurre nelle scuole, a partire dalle superiori, 18.000 terapeuti che affronteranno la violenza giovanile Ma la gestione delle emozioni e il sostegno alla crescita sono competenza delle famiglie. Altrimenti perché difendere i Trevallion?
Il ministro dell’Istruzione: «La mancata conoscenza dell’italiano pesa sull’insuccesso scolastico». Nel decreto anche il divieto di mascheramento del volto a scuola.
I dem tirano in ballo la «caccia alle streghe» e la Costituzione, fingendo di non sapere che viene valorizzata la conoscenza, senza selezione razziale. A nessuno verranno sottratti i figli (come accadde ai Trevallion).
Approvato il decreto che vieta ogni tipo di mascheramento e garantisce un’adeguata presenza di italiani. Multe fino a 1.000 euro se i genitori non imparano la nostra lingua.
Il ministro del Carroccio: «Temo la caccia al cristiano. È la sinistra che vuole i ghetti».
Corsa della stampa e del campo largo a giustificare la circolare con cui il capo dello Stato, da ministro, definiva gli stranieri a scuola un «problema». E proponeva ciò che ora vuole fare la Meloni. Ecco perché oggi è più urgente del 1990 limitare gli immigrati in aula.
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