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Neppure Natale scuote il Tribunale. La famiglia nel bosco rimane divisa

Neppure Natale scuote il Tribunale. La famiglia nel bosco rimane divisa
Ansa
Quella di ieri era solo un’udienza documentale, la decisione arriverà tra 60 giorni. Nessuno si aspettava una svolta, ma qualcuno sperava in una sorpresa almeno per le feste. Alla fine ha vinto la burocrazia.

Non c’erano telecamere davanti al Tribunale dell’Aquila e questo era già un indizio: nessuno si aspettava la svolta della storia, per non dire il lieto fine. Ha vinto la burocrazia, il calendario della giustizia coi suoi tempi. Anche se siamo in Avvento e per i bambini l’idea di aprire ogni giorno una finestrella e godere della sorpresa è la prassi di queste settimane. Non c’è alcuna sorpresa tra le finestrelle e dunque finirà che la famiglia nel bosco resterà nella casa famiglia, «congelata» in quel freddo creato dal Tribunale dei minori, dove si tolgono i figli ai genitori in nome di un interesse superiore. Eppure, quell’interesse superiore molti italiani non lo vedono proprio. Anzi, vedono sempre più un sottile accanimento contro mamma Catherine e papà Nathan, una sfida muscolare tra giudici e genitori anche se i genitori da tempo sono scesi dalle loro posizioni più rigide pur di ritornare a casa. Che non è più la stessa nel bosco. Così come non sarà uguale al recente passato la scuola «formato famiglia», perché i genitori apriranno le porte a una maestra che seguirà il programma convenuto. Per non dire delle vaccinazioni: anche su quello mamma Catherine ha detto sì.

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L’emigrazione e le tante decorazioni. Ho capito troppo tardi chi era papà
(iStok). Nel riquadro, l'ultimo libro di Antonello Piroso
L’amore disperato per un genitore, ma anche l’incomprensione che per molto tempo ha accompagnato la paternità. In un libro faccio i conti con una storia familiare complicata, ma lui non potrà più leggerlo.

Grezzo. Rozzo. Confuso. Banale. Ridondante. Inutilmente enfatico. Caotico. Disordinato. Sbrodolato. Ripetitivo. Pensierini da Baci Perugina... Tali aggettivi ed espressioni le metto a disposizione di chi, dopo aver letto il mio libro, avrà voglia di stroncarlo - legittimamente, sia chiaro: il diritto di critica è sacrosanto. Anche perché quei termini sono tutti calzanti.

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Mélenchon cresce, ma a sinistra nessuno si fida di lui
Jean-Luc Mélenchon (Ansa)
Si decide tutto al secondo turno delle elezioni comunali. Emmanuel Macron distrutto dal voto. La destra del Rn vola a Marsiglia.

I risultati del primo turno delle elezioni comunali francesi, svoltesi domenica, hanno riservato sorprese, più o meno buone, praticamente per tutti i partiti transalpini. Ma c’è una formazione che è uscita con le ossa rotte: quella macronista insieme ai suoi alleati. In effetti il partito fondato dal presidente Emmanuel Macron ha brillato per il suo scarso radicamento locale.

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Il marito islamico: bigamo e col bonus bebè
(iStock)
A «Fuori dal coro», la storia di Luisa Battisti: si unisce a un egiziano «normale», che si radicalizza dopo il matrimonio. Quando lei rifiuta di convertirsi, lui va in patria e torna con un’altra moglie e dei bimbi che entrano nello stato di famiglia di lei. E scatta il benefit...

Luisa Battisti ha 60 anni, fa l’infermiera a Roma. Ha raccontato a Fuori dal Coro come, senza saperlo, si è ritrovata in un matrimonio poligamo. Ma non solo: racconta anche come si sia trovata sola davanti a un processo di radicalizzazione avvenuto in Italia. «Pensavo che da due culture diverse potesse nascere un arricchimento», dice oggi.

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Dimmi La Verità | Fabio Amendolara: «Alcuni medici e giudici aiutano l'immigrazione clandestina»

Ecco #DimmiLaVerità del 17 marzo 2026. Il nostro Fabio Amendolara spiega come alcuni medici e magistrati ostacolano la lotta alla immigrazione clandestina.

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