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In Russia non c'è solo Vladimir Putin. La guida e i luoghi da non perdere

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In Russia non c'è solo Vladimir Putin. La guida e i luoghi da non perdere
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  • Il rapporto tra il presidente russo e il mondo occidentale non è mai risultato troppo cordiale. Eppure non è sempre stato improntato ad aperta ostilità. Un'analisi dei rapporti tra Vladimir Putin e gli Stati Uniti negli anni.
  • Mosca, città di cultura e religione. I cinque luoghi da non perdere, dalla famosa Piazza Rossa al teatro Bolshoi.
  • Il Lotte Hotel Moscow e il Barvikha Hotel & Spa: The Leading Hotels of the World presenta le due strutture nella capitale russa.
  • Alla scoperta di San Pietroburgo, un luogo dove d'estate la città si tinge dei colori del crepuscolo e balla tutta la notte.
  • L'Ermitage, il Palazzo di inverno, la Chiesa sul Sangue Versato: cosa visitare e dove dormire nella «finestra sull'Occidente».

Lo speciale contiene cinque articoli e consigli utili di viaggio.

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In provincia di Cesena e Ancona (ma un po’ in tutta Italia) i piccoli centri abitati stanno perdendo le scuole. Poche nascite significano zero bimbi tra i banchi: impossibile formare sezioni. Così la comunità si disgrega.

Il prossimo anno scolastico, molte prime classi di scuola primaria non si potranno formare. Mancano bambini e il calo demografico rende impossibile assicurare l’istruzione a classi con meno di 15 bambini, secondo quanto stabilisce il decreto del presidente della Repubblica del 2009, sulla riorganizzazione della rete scolastica.

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«Hitler finanziava Wagner». Che svarione sul nazismo dalla prof che studia i nazisti
Mirella Serri (Imagoeconomica)
Mirella Serri su La7 dice che il compositore era a libro paga della svastica. Peccato sia morto 50 anni prima della presa del potere. Bell’esempio di egemonia culturale della sinistra.

«Wagner veniva finanziato da Hitler». C’è un’installazione itinerante alla Biennale di Venezia, forse la più originale e disturbante di un’edizione già di per sé scossa, profanata, perfino valorizzata da polemiche culturali e politiche che la stanno trasformando in uno sgargiante happening social.

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«Colpa della Brexit, serve più Ue». L’eurofesta alla faccia della realtà
Keir Starmer (Ansa)
Il «Corriere» ribalta la frittata sul tracollo laburista, Sergio Mattarella prova a convincerci che aderire al «progetto comunitario» ci abbia portato «fiducia nel futuro». Quando questa Unione, ormai, si regge solo sui ricatti.

Confondere il sintomo con l’origine della malattia. È successo al Corriere della Sera, dove Paolo Lepri, ieri, si è sforzato di elaborare il malessere per la batosta elettorale rimediata da Keir Starmer nel Regno Unito, ricorrendo a una «ipotesi suggestiva»: «E se […] fosse proprio la Brexit ad essere la causa dei mali […]?». Quello di dieci anni fa, dunque, sarebbe stato il primo «strappo», che ha legittimato una serie di tesi masochiste: il «meglio fare da soli», l’«ossessione contro gli “altri”», l’«illusione di un radioso avvenire che non si è concretizzato», ovviamente solo perché le «promesse del leave», fallaci dall’inizio, «non sono state mantenute».

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Mentre Sempio entra nel mirino degli inquirenti, la figura di Stasi torna in discussione. Se gli elementi contro Sempio dovessero concretizzarsi, lo Stato italiano si troverebbe davanti a un cortocircuito giuridico senza precedenti.

Con la partecipazione di Cuno Jacob Tarfusser e Benedetta Giacinti.

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