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Gli diamo 1.000 miliardi e Zelensky ci sputa in faccia
Volodymyr Zelensky a Davos (Ansa)
Il leader ucraino fa la morale a Bruxelles da cui ha già ricevuto 200 miliardi nella guerra contro Mosca. E per ricostruire il Paese ne serviranno altri 800. Italia rovinata da sanzioni, caro bolletta e inflazione.

Riassunto delle puntate precedenti. Qualche mese fa Trump prende a sberle Zelensky. L’Unione europea corre in soccorso del leader ucraino che, rinfrancato della solidarietà di Bruxelles, ringrazia sentitamente prendendo a sberle pure lui l’Unione europea, ieri, dal palco di Davos. Il tutto dopo che Trump ha ripetutamente preso a schiaffi alcuni Paesi europei. I quali avevano avuto il barbaro coraggio di organizzare una fantozziana gita in Groenlandia con una trentina di uomini in divisa. Per una non meglio precisata esercitazione militare. Che a Trump non è affatto piaciuta.

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Al centro dei negoziati c’è il Donbass
Il vertice ad Abu Dhabi (Ansa)
Iniziato ad Abu Dhabi il trilaterale con Russia e Stati Uniti. Il Cremlino a Zelensky: «Se ritiri le truppe può finire il conflitto». Trump: «Pure Putin farà delle concessioni».

L’incontro svoltosi a Mosca tra il presidente russo Vladimir Putin, l’inviato speciale della Casa Bianca Steven Witkoff e Jared Kushner si è concluso nella notte di giovedì, dopo oltre tre ore e mezza di colloqui. A darne notizia è stato l’ufficio stampa del Cremlino.

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Ue umiliata anche dall’ingrato Zelensky. «Divisa e passiva, Mosca sta vincendo»
Ansa
L’affondo da Davos: «Perché Putin è ancora a piede libero?». Oggi ad Abu Dhabi il primo trilaterale Ucraina-Russia-Usa.

L’Europa, dopo essere stata strigliata dal presidente americano Donald Trump, è finita nel mirino anche del leader di Kiev, Volodymyr Zelensky.

«È smarrita, frammentata, non agisce come una grande potenza», ha detto il presidente ucraino dal palco del World economic forum a Davos, divenuto ormai la sede per esporre senza mezzi termini la debolezza dell’Ue. Per gran parte del suo discorso, avvenuto poco dopo l’incontro con il tycoon, Zelensky ha criticato l’immobilità dei suoi alleati più stretti, avvertendo che «Trump non ascolterà questo tipo di Europa». «Un anno fa a Davos ho terminato il mio discorso dicendo che l’Europa deve sapere come difendersi», ma dopo 12 mesi «non è cambiato nulla». E ha quindi passato in rassegna le questioni più delicate in cui i partner europei non hanno brillato per incisività: dalla Groenlandia all’Iran, dalle spese militari alle misure poco efficaci contro la Russia.

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L’Iran cancella le esecuzioni e Trump ringrazia l’ayatollah. Resta il pressing su Teheran
I resti di un autobus bruciato durante i violenti scontri a Teheran (Ansa)
Witkoff riceve il capo del Mossad e specifica: «Preferiamo la diplomazia». Il tycoon sposta una portaerei in Medio Oriente. Putin teme di perdere influenza e vuol mediare.

Si allontana lo scenario di un attacco degli Usa alla Repubblica islamica? Forse sì. Ma forse anche no. Quando ieri gli è stato chiesto chi lo abbia convinto ad annullare i bombardamenti contro l’Iran, Donald Trump ha risposto: «Nessuno mi ha convinto. Mi sono convinto da solo. Ieri avevi programmate oltre 800 impiccagioni. Non hanno impiccato nessuno. Hanno annullato le impiccagioni. Questo ha avuto un impatto enorme». Poco prima, su Truth, il presidente americano aveva ringraziato la leadership iraniana per aver cancellato le esecuzioni. Insomma, a prima vista parrebbe arrivata la distensione.

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Giorgia Meloni a Tokyo (Ansa)

«Ritengo che la questione del rafforzamento della sicurezza e della presenza degli alleati in Groenlandia sia un tema serio, che però sta nell’ambito del dialogo all’interno dell’Alleanza Atlantica, cioè la Groenlandia va considerata territorio di responsabilità della Nato. La questione che gli americani pongono è una questione seria, ovviamente, e credo che il ragionamento di rafforzare la nostra presenza sia un ragionamento sicuramente necessario da fare all’interno dell’Alleanza Atlantica. Credo che quello però sia l’ambito nel quale discutere questa materia, anche per quello che eventualmente riguarda la nostra presenza». Così il presidente del Consiglio Giorgia Meloni in un punto stampa all’ambasciata d’Italia a Tokyo.

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