Russia-Corea del Nord, inaugurato il ponte al confine tra i due Paesi
Il nuovo collegamento attraversa il fiume Tumannaya. Mishustin: «Darà impulso allo sviluppo dei legami commerciali, economici e tecnologici».
Il nuovo collegamento attraversa il fiume Tumannaya. Mishustin: «Darà impulso allo sviluppo dei legami commerciali, economici e tecnologici».
Lo zar: «Soluzione possibile, ma le minacce di Zelensky sui voli civili minano i negoziati». I due inviati Usa visiteranno per la prima volta il Paese invaso, poi andranno a Mosca. Raid incrociati, colpito il porto di Sochi.
La Commissione europea e l’Alleanza atlantica assumono toni bellicosi contro la Russia, sulla scia delle accuse teutoniche. Eppure dopo gli attacchi ucraini (accertati o addirittura rivendicati), da Nord Stream 1 e 2 fino alle «flotte fantasma», nessuno ha fiatato.
Nel vertice dell’Organizzazione per la cooperazione di Shanghai, l’incontro tra il presidente cinese e lo zar per promuovere «un mondo multipolare equo». Presente al summit Pezeshkian: segnale che Pechino non accetterà le sanzioni secondarie della Casa Bianca.
L’ex ambasciatore: «Il viaggio del capo della Cia non è stato un avvertimento allo zar, ma il tentativo di riattivare il confronto. I volenterosi? Parlare di truppe è prematuro».
L’inviato speciale del Papa: «Manteniamo aperta la via del dialogo, isolare le persone e i Paesi non aiuta». Il Cremlino interviene su un possibile incontro tra Putin, Trump e Zelensky: «Ci sarà solamente per la firma di un accordo». Kiev: «Vogliono logorarci».
Ansia da escalation: Massimo Nava sul «Corriere della Sera» mette in guardia dal rischio di uno scontro diretto con Mosca e critica la linea dei «volenterosi», accusati di aver spinto l’Europa sul piano inclinato della guerra.
Zelensky biasima l’«atto di negligenza» dopo il raid nemico su un deposito di munizioni, che ha ucciso 37 persone vicino Bucha. I russi rivendicano nuove conquiste nel Donetsk. Tusk paventa un attacco alla Nato, che lancia una maxi esercitazione in Germania.
Ratcliff forse parlerà con Putin. Gallagher nella capitale russa: «Basta con i mezzi militari, serve la diplomazia». Colpite altre raffinerie, il Cremlino ammette la minaccia.
Da Londra e Parigi il via libera alla produzione degli Storm Shadow in Ucraina, mentre gli alleati chiedono nuove pressioni su Mosca e maggiori aiuti militari. L'Italia conferma il sostegno a Kiev e annuncia altri generatori, ma continua a indicare nel negoziato la strada per arrivare alla pace.
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