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Quando lo stupro è un’arma di guerra

Quando lo stupro è un’arma di guerra
(Photo by Vuk Valcic/SOPA Images/LightRocket via Getty Images)
  • Le donne sono le prime vittime dei conflitti. Ma da qualche tempo la violenza sessuale è diventata parte di una strategia per fiaccare i nemici nel morale. Come accadde proprio un anno fa in Israele.
  • Quando le sopraffazioni avvengono in certi contesti geopolitici, movimenti come il #MeToo non fiatano. Forse non tutte le vittime sono uguali? Così si perde credibilità.
  • Parla la senatrice di Fdi Susanna Campione che ha presentato un ddl sul tema: «Potremo perseguire i criminali quando entreranno da noi, dovunque abbiano commesso le loro atrocità»

Lo speciale contiene tre articoli.

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«Così il Psoe organizzò un complotto per screditare i giudici “sgraditi”»
José Luis Rodríguez Zapatero (Ansa)
Nei guai anche l’ex premier Zapatero: è accusato di traffico di influenze e riciclaggio.

Una rete del Psoe avrebbe finanziato con «ingenti somme di denaro» un complotto, per destabilizzare procedimenti giudiziari che coinvolgono il partito o il governo spagnolo.

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Spagna, perquisita la sede del Partito socialista. Ma Sánchez non schioda e si incolla alla poltrona
Getty Images
Il premier iberico apprende dell’inchiesta mentre è a Roma da Papa Leone. «Elezioni? Non è nell’interesse del Paese». Ma Popolari e baschi incalzano.

Piazza San Pietro amara per Pedro Sánchez, fino a qualche tempo fa un poco santificato pure lui, pastore principale del presepe progressista, «hombre vertical» che mostra i muscoli con Usa e Israele.

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Edicola Verità, la rassegna stampa del 28 maggio

Ecco #EdicolaVerità, la rassegna stampa podcast del 28 maggio con Carlo Cambi

Equalize, archiviata la toga Raineri: non chiese i dati cercati dagli spioni
Carla Romana Raineri (Ansa)
Gli accessi abusivi non coincidono con le informazioni domandate dal magistrato.

Per la prima volta, nell’inchiesta Equalize, arriva un provvedimento che non conferma lo schema accusatorio della Procura di Milano, ma lo ridimensiona. Il 19 maggio 2026, il gip di Brescia, Mauro Ernesto Macca, ha archiviato la posizione di Carla Romana Raineri, già magistrato in servizio alla Corte d’appello di Milano, su richiesta dei pm Nicola Serianni e Iacopo Berardi.

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