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La stangata Usa al petrolio russo lascia a bocca asciutta Cina e India

La stangata Usa al petrolio russo lascia a bocca asciutta Cina e India
Una petroliera russa in navigazione (Getty Images)
Le sanzioni volute da Biden a fine mandato bloccano un quarto della flotta ombra dello zar. E innescano la corsa al mercato regolare. Il Cremlino conferma: «C’è la volontà politica di un incontro The Donald-Putin».
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Chiudere l’inutile e costoso doppione della sede dell’Eurocamera sarebbe un segnale ai cittadini. Eppure la Francia, che disapprova il criterio dell’unanimità, impone il veto.

Il dibattito sulla necessità di rivedere i Trattati europei per cambiare le modalità decisionali delle istituzioni europee, passando dal voto all’unanimità a quello a maggioranza, viene giustificato con l’urgenza di prendere decisioni veloci. Nella recente riunione informale dei capi di governo (non tutti presenti) tenutasi ad Alden Biensen, in Belgio, si è tornati sull’argomento, ribadendo, a partire dal super ospite fisso Mario Draghi, che le difficoltà economiche dell’Europa, stretta tra Usa e Cina, impongono decisioni rapide. L’impressione che lascia questa inconcludente discussione è che l’obiettivo principale del superamento dell’unanimità non sia tanto quello di dare slancio al progetto europeo e di migliorarne l’efficienza, ma quello di escludere alcuni Paesi dal circuito decisionale. Soprattutto quelli non allineati completamente alle linee dettate da Berlino e Parigi e dai cosiddetti volenterosi. Su questo dibattito ingannevole, come dimostrano sondaggi ed elezioni in diversi Paesi, l’opinione pubblica europea non intende sintonizzarsi.

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(Totaleu)

L'assessore allo Sviluppo Economico della Regione Lombardia: «Va calmierato il costo energetico che ha un problema interno a livello europeo». Sull'automotive: «l'industria è a rischio perché il quadro normativo europeo non è conforme né con il mercato né con la contingenza economica».

Gli Stati vogliono fare causa a Ursula e alla Metsola per i poteri del Parlamento
Ursula von der Leyen (Ansa)
Il Consiglio contesta il blitz che amplia le facoltà dell’assemblea, violando i Trattati Così le nazioni rivendicano la loro centralità. Nello spirito dell’asse Roma-Berlino.

Che l’Unione europea sia in crisi non è una novità, ma ora il marasma assume nuovi risvolti istituzionali. Il Consiglio dell’Ue, infatti, sta per inviare una letteraccia alla presidente del Parlamento europeo, Roberta Metsola, e alla presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, accusando le rispettive istituzioni di allargare illegalmente i poteri del Parlamento. Il Consiglio minaccia anche di ricorrere alla Corte di giustizia.

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La Corte suprema boccia i dazi ma Trump aggira l'ostacolo e li impone di nuovo. Le pressioni Usa fanno saltare i trafficanti messicani, mentre si prepara l'attacco all'Iran. Il caso Epstein, l'economia e la critica woke a «Cime tempestose».

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