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Dimmi La Verità | Giuseppe Santomartino: «Trump e la situazione geopolitica internazionale»

Ecco #DimmiLaVerità del 20 gennaio 2026. Il generale Giuseppe Santomartino traccia un quadro della situazione internazionale alla luce delle ultime mosse di Donald Trump.

L’Ue abbaia agli Usa sul ring dell’Artico. Trump: «Senza Nobel non penso alla pace»
Ansa
Groenlandia nuovo fronte della guerra commerciale. Bruxelles: «Dazi? Risponderemo». Donald: «Concentratevi sull’Ucraina».

Si aggravano le tensioni già presenti tra gli Stati Uniti e l’Europa sul dossier Groenlandia dopo che il presidente americano, Donald Trump, ha annunciato i dazi verso quei Paesi europei che «hanno messo in gioco un livello di rischio che non è sostenibile».

Che una de-escalation non sia dietro l’angolo è evidente dalle parole del tycoon. «Considerando che il vostro Paese ha deciso di non darmi il Premio Nobel per la Pace per aver fermato otto guerre in più, non mi sento più in dovere di pensare esclusivamente alla pace», ha scritto Trump in una lettera indirizzata al primo ministro della Norvegia, Jonas Gahr Store. E pur precisando che la pace «sarà sempre predominante», ha annunciato che ora penserà «a ciò che è buono e giusto per gli Stati Uniti d’America». Ha poi rincarato la dose, affermando che la Danimarca non «dovrebbe avere un diritto di proprietà» dato che «non ci sono documenti scritti». Ma, Premio Nobel a parte, Trump, in un’intervista rilasciata a Nbc news ha invitato l’Europa «a concentrarsi sulla guerra tra Russia e Ucraina» e «non sulla Groenlandia». Non si è voluto esprimere, invece, sull’eventuale uso della forza militare, rispondendo con un secco «no comment».

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Groenlandia, se inviamo truppe sono dazi
Donald Trump (Ansa)
  • Donald Trump ha annunciato tariffe del 10% e poi del 25% ai Paesi che hanno mandato militari nell’isola artica che vuole comprare Tra questi, anche Danimarca, Francia, Uk, e Olanda. L’Italia, che ieri ha aperto a missioni in ambito Nato, è avvertita...
  • Su Gaza c'è l'ira di Israele: «Nessun coordinamento». Giorgia Meloni: «Disponibili per ruolo di primo piano».

Lo speciale contiene due articoli

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Si chiama Artic Endurance l’esercitazione che fa il solletico agli americani: per ora vi partecipano 13 tedeschi, 15 francesi e tre svedesi. L’Italia ne rimane fuori: fa bene, alla faccia degli appelli di Romano Prodi e della «Stampa».

Si chiama Arctic Endurance, Resistenza artica, ma diventa «Farsa artica». Si tratta dell’esercitazione svolta in Groenlandia in questi giorni. Dura solo tre giorni e per ora vi partecipano 31 soldati: 13 tedeschi, 15 francesi e tre svedesi. Anzi, da lunedì addirittura arriverà pure «un ufficiale dal Belgio», come ha annunciato il vicepremier, Maxime Prévot. Tutti insieme dimostreranno agli orsi polari che avrebbero la necessaria prontezza contro una qualsiasi minaccia di annessione. Scopo fallito, dal momento che i militari europei sono meno di tre squadre di calcio. Per loro sarà un weekend lungo a -30°C, che comunque a Donald Trump, che ieri ha minacciato dazi per chi non appoggia gli Usa, un messaggio lo manda: alcune nazioni alleate hanno deciso di fare un’azione senza gli States per dissuaderli.

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Raid o intesa, Trump sbaglia sempre. Allora esporti la democrazia in Uk
Donald Trump e Keir Starmer (Ansa)
Se interviene in Venezuela passa per imperialista, se non lo fa in Asia pensa solo ai suoi affari. Tanto vale ordire un bel regime change nel Regno Unito, dove vengono nascosti i crimini ma si arresta per dei commenti.

Anche la politica estera è fatta di dilemmi morettiani: mi si nota di più se bombardo o non bombardo? Se esporto la democrazia o se mi faccio gli affari miei incurante del mondo? Questioni complicatissime da sciogliere, sebbene pure la destra talvolta tentenni, soprattutto per la sinistra italiana. La quale sembra aver optato per un modello di intervento veltroniano: esportiamo la democrazia ma anche no. Per esempio: ieri il Partito democratico e i suoi alleati verdi e sinistri sono scesi in piazza (non con grande seguito, visto che è rimasta mezza vuota) a sostegno del popolo iraniano. In Aula il Pd vota con 5 stelle e Avs, e Peppe Provenzano dichiara: «Il Pd ha votato la mozione che esprime pieno sostegno al popolo iraniano contro un regime che sta massacrando la sua gente. Abbiamo votato a favore del punto proposto dal Movimento 5 stelle perché riteniamo che abbiano ragione quegli attivisti iraniani che ci stanno dicendo che il cambiamento arriverà dal popolo e non da interventi esterni che rischiano di creare il caos nella regione». Problema: dal solo popolo, almeno per ora, il cambiamento non arriverà.

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