Gli Stati Uniti rischiano, ancora una volta, di diventare una polveriera pronta a scoppiare. Come già accadde nel 2020, quando la morte di George Floyd innescò un’ondata di proteste violentissime in tutto il Paese, anche oggi la miccia si è riaccesa a Minneapolis. A provocarla è stata l’uccisione di Renee Nicole Good per mano di un agente dell’Ice, le forze federali anti immigrazione. La dinamica è ancora da chiarire in tutte le sue sfaccettature, ma la polemica politica tra repubblicani e democratici ha già assunto toni particolarmente aspri, mentre le manifestazioni si sono diffuse ben oltre i confini del Minnesota, arrivando in grandi metropoli come New York, Miami e San Francisco.
La donna ha perso la vita durante un raid dell’Ice a Minneapolis. Secondo i federali, la Good - compagna di un noto attivista pro immigrazione - avrebbe ostacolato l’operazione. Intimata di scendere dalla sua auto, la donna avrebbe disobbedito all’ordine, ingranando la retromarcia e dirigendo il suo Suv contro gli agenti dell’Ice. Uno di questi ha quindi ucciso la donna esplodendo tre colpi di pistola contro la vettura.
Benché in Rete abbiano iniziato rapidamente a circolare alcuni video dell’accaduto, le immagini non chiariscono in maniera univoca il reale svolgimento dei fatti. Il governo federale sostiene con forza la tesi della legittima difesa dell’agente dell’Ice, mentre i dem - incluso il sindaco di Minneapolis, Jacob Frey - hanno parlato di un abuso di autorità e di un vero e proprio «assassinio» (murder). In attesa che vengano svolte indagini più approfondite, rimane comunque evidente che la Good, disobbedendo platealmente ai federali, ha tenuto un comportamento rischioso che ha messo in pericolo sé stessa e gli agenti.
Ma chi era la donna rimasta uccisa? Secondo le informazioni raccolte dai media statunitensi, Renee Nicole Good (coniugata Macklin) aveva 37 anni ed era madre di tre figli, mentre il suo attuale compagno è un noto attivista di sinistra. Poetessa, ha vinto nel 2020 un premio letterario grazie al suo componimento intitolato Imparando a dissezionare feti di maiale (una metafora che fa riferimento a un comune esercizio di dissezione anatomica praticato in licei e college americani).
Al di là dell’identità della vittima, però, la sua morte rischia di diventare un simbolo simile a quello di George Floyd, strumentalizzato da Black lives matter per mettere a ferro e fuoco il Paese. Non a caso Donald Trump e l’amministrazione federale hanno difeso senza esitazioni l’operato dell’agente dell’Ice, parlando di legittima difesa e di una reazione inevitabile di fronte a una condotta illegale. Trump, che ha definito la Good «un’agitatrice di professione», ha diffuso sui social alcuni spezzoni video dell’accaduto, sostenendo che le immagini dimostrerebbero come la donna abbia cercato «in maniera violenta, deliberata e brutale» di travolgere gli agenti con la propria auto. «Questo è ciò che succede quando le forze dell’ordine sono costrette ad affrontare individui violenti e fuori controllo», ha scritto, accusando i democratici di voler «demonizzare chi mette a rischio la propria vita per far rispettare la legge».
Sull’altro fronte, le dichiarazioni del governatore del Minnesota, Tim Walz, hanno contribuito ad alzare ulteriormente il livello dello scontro. Walz non si è limitato a chiedere chiarezza, ma ha attaccato frontalmente la versione federale, parlando addirittura di «propaganda» costruita per legittimare un’azione che «presenta tutti i tratti di un abuso di potere». I toni si sono fatti ancora più accesi quando Walz - peraltro già mediaticamente screditato per lo scandalo delle frodi degli immigrati somali nel Minnesota - ha accusato l’amministrazione Trump di voler esasperare il clima sociale, parlando di una «gestione della sicurezza pubblica da reality show». «Capisco la rabbia dei cittadini, la sento anch’io», ha detto, aggiungendo però che il governo di Washington «sembra voler provocare una reazione» e che il Minnesota «non ha bisogno di truppe federali per mantenere l’ordine». A tal proposito, per prevenire eventuali violenze, Walz ha annunciato di aver già allertato la Guardia nazionale.







