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Nel gioco del «Go» con l’America la Cina sta usando l’Ue come pedina
Xi Jinping (Ansa)
Pechino alterna blitz e accerchiamenti. Ora la sua tattica è rompere l’unità occidentale.

Ci sono segni di mutamento nella strategia globale di Pechino che suggeriscono ad America ed Europa di produrre opzioni di scenario strategico che ne tengano conto. Washington vuole comprimere il raggio di influenza di Pechino, spostandone la posizione da potenza globale a solo regionale, per poi grazie a questo differenziale di forza trovare una relazione con una Pechino stessa più docile. Ma la Cina reagisce e reagirà a questo disegno statunitense cercando di mettere l’America in posizione di inferiorità con una strategia simmetrica, ma variata nelle modalità. Quali?

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L’intesa Ue-India è uno schiaffo alla realtà
Narendra Modi e Ursula von der Leyen (Ansa)
Con l’accordo di libero scambio, l’Unione cerca di perpetuare quel modello fallimentare che ci ha condannato al declino: invece di constatare la fine della globalizzazione e puntare sui consumi interni, come suggerisce perfino Draghi, cerca mercati di sbocco.

La specialità della casa dell’Unione europea, in qualsiasi campo, è il rifiuto della realtà. O, elemento complementare, il prevalere ottuso dell’ideologia. Difficile trovare altre parole di fronte a una burocrazia che, nonostante i numerosi e inequivocabili segnali sulla fine della terza globalizzazione, insiste con anacronistici (e suicidi) accordi di libero scambio.

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Tifavano regime, ora danno lezioni agli Usa
Mario Monti (Ansa)
Monti invocava «meno democrazia nella somministrazione dell’informazione» e adesso fa la predica sull’autoritarismo di Trump. Come se in America non esistessero contrappesi. Intanto l’Europa spinge per eliminare l’unanimità. E far comandare solo i più forti.

Va bene tutto. Va bene Beppe Sala che mischia la Shoah alle violenze dell’Ice. Vanno bene le lettere di Ultima generazione a Matteo Piantedosi, per chiedere la cacciata degli agenti americani dall’Italia. Vanno bene i moniti della Cei sull’ordine pubblico alle Olimpiadi. Però le filippiche sulla deriva autoritaria negli Usa, quelle no. Specie se la predica arriva dal pulpito del Corriere della Sera, il quotidiano delle liste di proscrizione dei «putiniani». E se la firma della ramanzina è di Mario Monti. L’uomo che, nel 2021, invocava «modalità meno democratiche nella somministrazione dell’informazione». E che ora, sfidando il senso della vergogna, paragona «certi tratti» dell’operato di Donald Trump «ad alcune caratteristiche che l’Italia per fortuna non ha più visto, dopo il regime fascista». Monti, forse il premier più detestato della storia d’Italia, fondatore di una Scelta civica più sciolta che scelta, che però adesso si mette a misurare, sondaggi alla mano, il calo dei consensi per il presidente. Lui se ne intende…

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La Banca centrale austriaca invoca interventi di Francoforte per mitigare l’impatto sulle esportazioni, ma la moneta Usa è tenuta sopravvalutata dalla finanza. Powell sfida Donald: la Fed lascia i tassi invariati.

Panico nelle cancellerie del Nord Europa, dopo che martedì l’euro ha raggiunto un massimo sul dollaro a oltre 1,2, un valore che non si vedeva dal giugno 2021.

Il dollaro è sceso rispetto a tutte le principali valute e martedì il Dollar index, cioè il rapporto tra il dollaro americano e un paniere di valute, è calato a 96, ai minimi dal febbraio 2022. L’oro è volato verso un nuovo record, oltre 5.300 dollari l’oncia.

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Il narcisista non conquista nulla. Per questo non c’entra con Trump
Donald Trump (Ansa)
L’interpretazione psicanalitica del mondo Maga fornisce solo cliché stereotipati.

Tempi duri per tutti, d’accordo. Ma sarà poi vero che Narciso è l’autentico ispiratore e protagonista-simbolo del mondo di oggi e di domani, lo stile di vita che ha conquistato il mondo, il vero must del momento e anche di più? Sarebbero molti e di dimensioni impressionanti i fenomeni che lo dimostrano, come i giganteschi (e meritatissimi) patrimoni dei grandi sarti, rivelati tra le lacrime al momento della loro morte.

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