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Calci e pugni da 20 della Fiom: in ospedale 2 sindacalisti Uil. Nessuna condanna di Landini

Calci e pugni da 20 della Fiom: in ospedale 2 sindacalisti Uil. Nessuna condanna di Landini
Pierpaolo Bombardieri (Ansa)
L’attacco a Genova per la non adesione allo sciopero. Uno degli aggrediti alla «Verità»: «Colpi alla testa». Bombardieri: si rasenta il terrorismo. La replica: piano con i termini.

«Erano una ventina e una buona parte di loro indossava la felpa della Fiom. Ci hanno rincorso per circa un chilometro colpendoci con calci e pugni anche in testa. Alla fine io e il mio collega (il segretario organizzativo Claudio Cabras ndr) abbiamo avuto la peggio mentre gli altri tre amici sindacalisti se la sono cavata». Risponde così, con una voce mista tra lo spavento e l’incredulità, il segretario generale della Uilm Luigi Pinasco. Lo contattiamo verso ora di pranzo, quando il caso Genova sta deflagrando. È ancora al Pronto Soccorso, sarà dimesso nel pomeriggio con dieci giorni di prognosi, mentre per Cabras proseguono gli accertamenti perché si temono complicazioni alla gamba. Al primo sono toccate le botte sul capo, al secondo i calci sul resto del corpo. Dieci minuti di puro terrore che Pinasco non sa spiegarsi.

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Schianto fra treni, strage in Spagna per un binario guasto da tempo
Ansa
Almeno 40 morti, oltre 150 feriti. I due mezzi procedevano in rettilineo, ma un giunto era saltato e lo spazio tra le rotaie si era allargato. I sindacati avevano denunciato anomalie. Sánchez promette «indagini trasparenti».

Un impatto devastante, 40 morti, più di 150 feriti. Un bilancio tragico quello dell’incidente ferroviario avvenuto tra due treni ad alta velocità nella notte tra domenica e lunedì ad Adamuz, in Andalusia, Spagna. Un treno dell’operatore privato Iryo partito da Malaga alle 18.40 di domenica e diretto alla stazione madrilena di Atocha, con 317 passeggeri a bordo, ha deragliato con gli ultimi tre vagoni, invadendo la linea adiacente sulla quale stava transitando un convoglio Renfe diretto a Huelva. I due treni sono entrati in collisione. Un impatto fortissimo che ha causato il deragliamento anche dell’altro treno. I primi due vagoni dell’Alvia di Renfe praticamente distrutti: le carrozze precipitate in una scarpata di circa quattro metri.

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Elio Ciol in mostra al Museo Diocesano di Milano
Elio Ciol, Giovani a San Daniele del Friuli, 1957 © Elio Ciol

Fra i più grandi fotografi contemporanei ancora viventi, a Elio Ciol il Museo Diocesano di Milano dedica una retrospettiva (sino al 15 febbraio 2026) di oltre 100 immagini, che spaziano dalle suggestive campagne dell’amato Friuli alle terre umbre e padane, dagli scatti neorealisti di città e architetture ai ritratti di gente comune, immortalata in una quotidianità fatta di gesti, affetti e sguardi.

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Morto l’ultimo imperatore d’Italia. Inventò l’unico rosso che ci piace
Valentino Garavani durante una sfilata nel 1991 (Getty Images)
Lo stilista Valentino Garavani è scomparso a Roma a 93 anni. Il marchio cromatico delle sue invenzioni non era solo un colore: era un manifesto estetico. Col compagno Giammetti vestì il jet set: Jacqueline Kennedy, Naomi Campbell, Claudia Schiffer.
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Curcuma, che mania. La spezia «trendy» con gusto piccante da usare con misura
iStock
È l’alternativa orientale al nostro zafferano. Le sue proprietà sono innegabili, ma attenzione alle dosi (e agli integratori).

C’è chi pronuncia cùrcuma, chi curcùma, ma è più corretto curcùma. Curcuma rima con la nostra parola napoletana cuccuma, cioè la caffettiera in alluminio che, giunta l’acqua a bollore, si gira su sé stessa per ottenere il caffè per percolazione, ma mentre la cuccuma è qualcosa che più tradizionale non si può, la curcuma è stata un po’ adottata come spezia-bandiera dagli antitradizionalisti di casa nostra, i quali anziché preparare il risotto alla milanese con lo zafferano, come ricetta vuole, lo ingialliscono con... la curcuma, l’ingiallente alimentare indiano (sì è una spezia, ma ha anche potenzialità ed uso tintorio). Che a prescindere dall’uso simbolico di militanza un po’ anti italiana, la curcuma sia sempre stata percepita come simile allo zafferano lo testimonia anche uno dei nomi con cui è stata conosciuta nel tempo: zafferano delle Indie. Zafferano e curcuma, a dire il vero, hanno in comune solo il colore «giallo giallo giallo giallo in modo assurdo», direbbe lo Zoolander del film omonimo interpretato da Ben Stiller. I rizomi di curcuma vengono bolliti, seccati, polverizzati e con la polvere, tanto gialla quanto odorosa un po’ di pepe, un po’ piccante, un po’ di terra umida, proprio come il suo sapore, si procede a tingere oppure a insaporire. Si usa anche fresca, naturalmente. Oggi che siamo tutti o quasi molto acculturati sull’altro da noi alimentare, sia che lo amiamo sia che lo detestiamo, nessuno chiama più la curcuma zafferano delle Indie. Altro nome con cui la si può invece trovare nominata è turmerico, dall’italianizzazione del suo nome inglese, turmeric. Se volete sorprendere gli antitradizionalisti, chiamatela così: turmerico.

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