intervista federico rampini

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Rampini: «Donald agisce, Xi e Putin impotenti. Contano soltanto i rapporti di forza»
Federico Rampini (Ansa)
Il giornalista, da mercoledì in seconda serata su Canale 5: «Falso che la mossa di Donald Trump incentivi l’espansionismo sino-russo. Pechino rivendica Taiwan dal 2012, Mosca ha invaso con Barack Obama e Joe Biden».

Federico Rampini, il risiko geopolitico fluido di questi giorni non aiuta a orientarsi. Se dovessi fissare i punti cardinali del nuovo (dis)ordine mondiale, quali sarebbero?

«Primo: in geopolitica i rapporti di forza contano più dei buoni sentimenti. Secondo: usciamo da un trentennio di globalizzazione dove ridurre i costi e massimizzare i profitti era l’imperativo, entriamo nell’era della geoeconomia dove la sicurezza nazionale condiziona le strategie economiche. Terzo: bisogna studiare seriamente la storia, perché molti eventi di questo periodo hanno antefatti illuminanti (per esempio, Trump si è formato negli anni Settanta, è un “allievo” di Nixon). Quarto: nazioni e popoli che hanno una memoria imperiale riattivano velocemente i “muscoli” dei loro imperi passati».

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